Attualità e Mercato

pubblicato il 14 luglio 2017

Moto moderne: polemica Asaps-Ancma

Botta e risposta tra Asaps e associazione di Confindustria

Moto moderne: polemica Asaps-Ancma

Divampa la polemica sugli incidenti in moto. Dopo i 12 morti del mese scorso, durante il weekend del 10-11 giugno 2017 (con sinistri gravi anche a Genova), a lanciare la provocazione è stata l’Asaps (Amici Polstrada), il cui presidente Giordano Biserni attacca: “La strage sulle strade degli ultimi giorni dimostra che il fenomeno della mortalità su due ruote è diventato drammatico. Certo, ci sono i cattivi comportamenti, le manovre spericolate, gli incoscienti da una parte e dall'altra”. Ma? Dove sta l’altro aspetto grave? Leggete qui in basso.

La questione delle prestazioni

C'è qualcosa di più allarmante - affonda il colpo Biserni -: le prestazioni sono enormemente aumentate negli ultimi anni. Uno scooter un tempo andava a 110 all'ora, oggi a 200. E la logica del mercato porta a creare mezzi sempre più potenti e veloci: non tutti li sanno guidare, non tutti riescono a non farsi prendere la mano”. Però Pier Francesco Caliari, direttore generale di Confindustria Ancma (l’Associazione nazionale ciclo motociclo e accessori che riunisce le aziende italiane costruttrici di veicoli a due e a tre ruote), non ci sta. E sulle pagine del Secolo XIX di recente ha replicato: "Non è un'osservazione accoglibile. Se le prestazioni sono aumentate, lo è anche la dotazione di tutela del conducente, che rende i mezzi di oggi molto più sicuri di quelli d'un tempo. Poi, dato che il problema esiste e noi non lo vogliamo nascondere, allora dico che serve più educazione stradale. E se vogliamo inquadrare il caso Genova, pensiamo all'asfalto della Sopraelevata o ai milioni di buche sulle strade, un attentato alla sicurezza di chi si muove su due ruote".

La controreplica Asaps

Fine della storia? No. Biserni controreplica: “Onestamente ci sembra una risposta molto riduttiva. Aumentano i morti fra i motociclisti e le moto sono ormai cloni di quelle che gareggiano in pista. I piloti no”. Chiosa ironica con frecciatina: “Può darsi che ci sbagliamo noi e che tutto sia adeguato perché sono aumentate ‘le tutele per i motociclisti’”.

Autore: Redazione

Tag: Attualità e Mercato , incidenti


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