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pubblicato il 6 luglio 2017

Le Province: niente soldi? Rischio chiusura strade

Forte presa di posizione delle Province per contestare i tagli dello Stato

Le Province: niente soldi? Rischio chiusura strade

Vi ricordate quando ci raccontavano che le Province sarebbero scomparse? In teoria, eliminandole, ne avrebbe tratto beneficio l’apparato burocratico, e soprattutto ci sarebbe stato un risparmio per noi cittadini. Anche per chi ha una moto o un’auto. Ma le cose stanno diversamente: questi enti storici ci sono eccome. A far sentire la loro voce è stata di recente l’UPI, Unione Province Italiane, con affermazioni che riguardano molto da vicino chi guida. Sentiamo cosa racconta a proposito dei soldi e strade.

Parla Achille Variati

I servizi che non possono più essere svolti”, esordisce il presidente UPI Achille Variati aprendo a Bologna i lavori del seminario sullo stato della finanza delle Province. “Le strade mettono a rischio i guidatori” e “le scuole non sono sicure”: morale, strade e scuole “saranno chiuse”. “Non possiamo essere noi a prenderci colpe delle scelte sbagliate di Governo e Parlamento che non hanno voluto assicurare con la manovra le risorse necessarie per garantire la sicurezza dei cittadini”. Il problema nasce dal taglio delle risorse da parte dello Stato, che non dà più alle Province i quattrini che dava loro una volta.

Tutto in calo

Ecco i numeri: dal 2013 al 2016 le entrate delle Province sono scese del -43% e la spesa complessiva si è quasi dimezzata, arrivando a -47%. L'82% delle entrate proprie vengono sottratte dai territori e trattenute nel bilancio dello Stato, invece di finanziare, come prescritto dall'articolo 119 della Costituzione, i servizi locali. "Un quadro scoraggiante - è il grido d’allarme di Variati -. Rappresenta lo stato di crisi finanziaria delle Province. E dimostra come da 3 anni a questa parte ci sia stato impedito di fare programmazione. La nostra capacità di investimento è crollata del 62% e il patrimonio pubblico che gestiamo, 130.000 chilometri di strade e tutte le 5.100 scuole superiori italiane, si sta deteriorando in maniera pericolosa”. Risultato: l’UPI in Conferenza Stato Città non intende “dare l'intesa sulla ripartizione dei fondi del tutto insufficienti riservati dalla manovra alla sicurezza di strade e scuole. Non vogliamo abituarci, come qualche volta ci sembra di cogliere nei nostri interlocutori istituzionali, a navigare tra le macerie”.

La crisi la paghi tu

Si chiama crisi, mancanza di fondi e risorse, e porta con sé guai a non finire. In definitiva: lo Stato non sovvenziona le Province, che gestiscono le strade. E allora le Province, senza soldi, non rifanno il manto delle strade, non curano la manutenzione, e minacciano di chiuderle. Alla fine, a pagare il conto salatissimo sei tu, cittadino onesto che hai versato e versi tuttora tasse, balzelli, accise, con una burocrazia asfissiante. Tasse che vanno anche alle Province: vedi la famigerata IPT, Imposta Provinciale di Trascrizione, per le compravendite dei veicoli. Senza contare la percentuale di Rc obbligatoria che si versa alle Province, che hanno alzato l’aliquota fin dove la legge lo consentiva. Se è vero (questo va dimostrato) che lo Stato non aiuta più le Province, è però anche vero che qualcosa all’interno di ogni singola Provincia non ha funzionato a dovere: costi della politica, gestione delle tasse e dei patrimoni.

Autore: Redazione

Tag: Attualità e Mercato , sicurezza


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