Attualità e Mercato

pubblicato il 3 luglio 2017

Motociclisti uccisi da automobilisti: i misteri dell’omicidio stradale

Forse c'è qualcosa che non funziona come dovrebbe nella nuova legge...

Motociclisti uccisi da automobilisti: i misteri dell’omicidio stradale

Appena nato, nel marzo 2016, il reato di omicidio stradale venne annunciato da più parti come lo strumento per ridurre gli incidenti da alcol e droga: la soluzione per migliorare la sicurezza stradale. Il secondo obiettivo teorico è abbattere il fenomeno della pirateria stradale, spesso legata ad alcol e droga. Come? Pene più severe per chi beve e chi si ubriaca prima di guidare, e per i pirati. A protezione anche degli utenti deboli, come pedoni, ciclisti, motociclisti. Nel tempo, poi, l’omicidio stradale s’è rivelato meno efficace del previsto: statistiche sui sinistri poco confortanti. Fino all’episodio di qualche giorno fa, che vede protagonista una donna in scooter, rimasta uccisa da un automobilista poi risultato positivo alle analisi per scovare tracce di droga.

Una tragedia infinita

Nella notte fra venerdì 23 e sabato 24 giugno, l’attore italiano Domenico Diele investe e uccide una 48enne nei pressi dell’uscita autostradale di Montecorvino Pugliano, nel Salernitano. La vittima è Ilaria Dilillo, che tornava a casa in sella al proprio scooter. Diele risulta poi positivo alle analisi per individuare gli stupefacenti: un miscuglio di droghe. Inoltre, era con la patente sospesa, in una vettura senza Rc auto obbligatoria. All’inizio, viene arrestato dalla Polizia stradale di Eboli con l’accusa di omicidio stradale aggravato, in attesa dell’udienza di convalida dell’arresto. Si scopre che Diele ha avuto guai legati a sostanze stupefacenti nel 2009, quando le Forze dell’ordine gli sospendono la patente. Dopodiché, l’attore si sottopone a costanti e obbligatorie visite collegiali. Ma, a fine 2016, le analisi rivelano ancora tracce di droga nel sangue e la Polizia gli ritira nuovamente la patente.

Entra in gioco la tecnologia

Da qui in poi è il caos. Gli stessi giuristi che cercano di interpretare la legge sull’omicidio stradale, ora mostrano dubbi sul fatto appena verificatosi. Succede che Diele in carcere dice: “Sono dipendente da eroina, questo sì, ma la droga non c'entra con l'incidente. Mi sono distratto con il cellulare. Ho un telefonino che funziona male, c’è un tasto che non va, e io per cercare di fare una telefonata ho abbassato gli occhi. Non me ne sono nemmeno reso conto subito di quello che era successo. Solo quando sono sceso dall'auto ho visto e ho capito”. Intanto, come ha stabilito il Giudice per le indagini preliminari, arresti domiciliari per Diele, niente carcere. Appena sarà arrivato il braccialetto elettronico, saranno arresti domiciliari. Dopodiché, emerge invece che Diele si era distratto per via dei cd da inserire nel lettore.

Altri episodi terribili

Ancora una vittima, ancora un centauro. A inizio luglio 2017, un uomo (Costantin Popica, 48 anni residente a San Giorgio, Mantova), sposato con figli, è stato travolto e ucciso di notte da un'auto il cui conducente è poi fuggito. Il suo cadavere è stato trovato nelle prime della mattina da alcuni automobilisti di passaggio sul ciglio di strada Ghisiolo, alla periferia del paese. Accanto c'era la sua moto con i segni evidenti dell'incidente. In tutto il Mantovano è scattata la caccia al pirata della strada. A Incidente a Fossalta di Portogruaro (Venezia), è caccia pirata della strada:un 34enne del posto a bordo di una Vespa Piaggio 125 è stato toccato da dietro da un SUV nero. Il vespista ha quindi perso l'equilibrio ed è ruzzolato sull'asfalto, riportando diversi traumi. La persona al volante ha invece pigiato il piede sull'acceleratore, facendo perdere le proprie tracce. Infine, ad Alghero (Sassari), un pirata su un’auto ha fatto cadere un ciclista ed è fuggito, per poi essere rintracciato.

Nebbia fitta

Da vedere se Diele ha assunto la droga prima di guidare, e allora c’è violazione delle norme; o se l’ha assunta molto tempo addietro, e allora la situazione potrebbe essere differente. Di sicuro, è morta una donna che viaggiava tranquilla sul suo scooter, un utente debole. Allo stesso modo, occorre capire le cause degli atti di pirateria di luglio: alcol? Droga? Mancanza della Rca e della patente? Di certo gli utenti deboli non sembrerebbero essere particolarmente tutelati, circostanza non facilitata da leggi talvolta non chiare, che danno origine a infinite discussioni. E che non sembrano svolgere appieno la loro funzione di deterrente contro gli automobilisti pericolosi.

Autore: Redazione

Tag: Attualità e Mercato , codice della strada , incidenti


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