Attualità e Mercato

pubblicato il 20 giugno 2017

ANCMA: pedaggio ridotto per migliorare la sicurezza dei motociclisti

Incentivare l’utilizzo delle autostrade, con riduzione del pedaggio, ridurrebbe la gravità degli incidenti che riguardano le due ruote

ANCMA: pedaggio ridotto per migliorare la sicurezza dei motociclisti

A fronte di una riduzione del costo dei pedaggi, si avrebbe un numero maggiore di motociclisti che sceglierebbero di utilizzare le autostrade per gli spostamenti a lungo raggio. E' questa la tesi, giusta e condivisibile, che ANCMA porta avanti nella campagna di sensibilizzazione sul tema dei pedaggi autostradali ridotti per le due ruote. Pagare sì, ma il giusto, anche per tutelare la sicurezza dei motociclisti.

In autostrada si è il doppio più sicuri

Secondo i dati ACI/ISTAT, un motociclista coinvolto in incidente ha quasi il doppio delle probabilità di sopravvivere se il sinistro avviene su un’autostrada piuttosto che su un’altra strada extra-urbana: ogni 100 motociclisti coinvolti in incidente, le vittime in autostrada sono 3,5, mentre su strade provinciali, regionali o statali il rapporto sale a 6,2, nonostante le velocità di crociera sulle autostrade sia mediamente superiore. Negli ultimi quattro anni sulle autostrade hanno perso la vita 577 centauri, mentre sulle altre extraurbane le vittime su due ruote sono state 1.260.

Un caso all'italiana

Solo sulla nostra rete autostradale, infatti, un motociclista paga quanto un automobilista a bordo di un Suv nonostante occupino uno spazio minore e, di conseguenza, hanno un’incidenza inferiore sull’usura del manto stradale rispetto agli altri veicoli. Nel resto d’Europa le due ruote non hanno alcun pedaggio e, se previsto, è in misura ridotta.
In Belgio, Danimarca, Finlandia, Germania, Gran Bretagna, Lettonia, Lituania, Norvegia, Olanda e Svezia, infatti, i pedaggi non esistono. In Austria, Francia, Grecia, Portogallo, Serbia, Slovenia e Repubblica Ceca, le moto devono versare tra il 30% ed il 50% in meno rispetto alle auto. In Danimarca, Norvegia, Svezia e Gran Bretagna, le autostrade sono gratuite ma i pedaggi che riguardano alcuni ponti, gallerie o tunnel prevedono una differenziazione tra le due classi di veicoli. Nei soli paesi che prevedono una tariffa unica, come Romania, Spagna, Svizzera e Ungheria, il costo è di gran lunga più basso di quello in vigore in Italia.

Sei milioni di motociclisti ignorati

La tariffa unica, così impostata, non trova giustificazione neanche per i servizi offerti. Nonostante in Italia oltre sei milioni di persone scelgano la moto per spostarsi, il parco circolante più ampio d’Europa, su gran parte della rete autostradale mancano officine specificatamente attrezzate alle esigenze dei motoveicoli all’interno delle aree di servizio e aree di sosta dedicate:“L’associazione si batte da tempo sul tema dei pedaggi autostradalidichiara il Presidente di Confindustria ANCMA, Corrado Capelli - per portare il prezzo all’uso effettivo che le moto ne fanno. Non è giusto e logico che quattro e due ruote siano considerate allo stesso modo una volta giunti al casello. Non ci dimentichiamo, inoltre, che la maggior parte degli incidenti che coinvolgono un motociclista sono dovuti a responsabilità di terzi e, anche in questo, le autostrade rappresentano una tutela maggiore per chi usa una moto per viaggiare”.
Confindustria Ancma negli anni ha sposato iniziative mirate a ridurre i pedaggi per i motoveicoli, come la campagna “Metà ruote, metà pedaggio” del mensile Motociclismo, e le attività istituzionali svolte dalla Federazione Motociclistica Italiana.

Autore: Redazione

Tag: Attualità e Mercato , sicurezza


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