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pubblicato il 19 giugno 2017

Gamma enduro Beta RR 2018 - TEST

Tante novità interessanti! Su tutte spicca la 125 cc 2 Tempi... ecco com'è andata!

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Era da qualche anno che la gamma Enduro Beta subiva solo piccoli aggiornamenti ma per il 2018 la Casa toscana ha voluto sorprendere tutti con novità importanti e in un certo senso contro-tendenza: in un’epoca dove le aziende investono sempre meno sui 125cc Beta ha fatto il contrario, con l’introduzione in gamma del 125cc 2 Tempi, moto interamente sviluppata e prodotta in Italia, che vuole far sognare i liceali e far tornare “bambini” gli adulti.

Per tutti i gusti...

Con 7 diverse cilindrate - 125cc, 250cc, 300cc 2 tempi e 350cc, 390cc, 430cc e 480cc - Beta promette di soddisfare tutti i palati grazie anche alle importanti novità tecniche che hanno portato ad un miglioramento trasversale per ogni modello. La prima e più evidente evoluzione viene dal fattore peso, le RR 2 tempi si sono alleggerite di 4.7 kg, mentre le 4 tempi di ben 5.3 kg. Un risultato raggiunto anche grazie all’introduzione di una batteria al litio che, oltre a fornire una maggior potenza, diminuisce la massa di circa 1 kg rispetto alle tradizionali batterie al piombo. A livello strutturale il telaio dell’intera gamma ha subito sostanziali variazioni che ne aumentano rigidezza sia torsionale che flessionale, con una riduzione anche qui di peso che varia dai 3 kg (2T) ai 3.6 kg (4T). Inoltre anche le plastiche, in particolare la cassa filtro e tabelle porta numero laterali/parafango posteriore, sono state rastremate per dare un look più snello e lineare.

Secondo iniettore per i modelli 4T

La più importante novità, però, sui 4 tempi arriva al comparto elettronico e gestione del combustibile perché per la prima volta al mondo troviamo l’adozione di serie di un secondo iniettore all’interno del condotto aria. Questo tipo di tecnologia ad oggi era già presente sul mercato come accessorio aftermarket, sviluppato e prodotto dall’azienda GET specializzata in centraline e sistemi tecnologici per moto. Ovviamente la gestione del secondo iniettore ha richiesto lo sviluppo di una nuova programmazione della centralina e relative mappe che hanno contribuito all’aumento di potenza su tutta la gamma 4T. Questa soluzione tecnica permette, agli alti giri, un aumento della benzina “spruzzata” e questo consente di insistere di più sulla stessa marcia, senza avere il motore che “mura” e frena. Oltre all’aumento di prestazioni, avere un maggior flusso di benzina agli alti regimi incrementa anche la longevità del motore, che risente di un minor stress quando si guida ad acceleratore spalancato.

Meccanica rivista a fondo

La meccanica del motore, su entrambe le versioni, ha subito uno sviluppo imporante, in quanto anche qui troviamo una riduzione di peso di 1.7 kg grazie ad una nuova frizione, un nuovo sistema di inserimento marcia (che migliora anche la precisione in fase di cambiata) ed un nuovo design della cassa filtro che permette un flusso d’aria migliorato. Guardando invece unicamente la gamma 2 Tempi le novità sono un nuovo cilindro con albero motore rivisto e una nuova biella che mantiene gli stessi ingombri ma con un trattamento che la irrobustisce; oltre, infine, ad un nuovo pistone bombato con un nuovo profilo testa (su RR 300cc) ed una nuova camera di combustione sulla RR 250cc.

A tutto TEST

Per verificare al meglio tutte queste novità, abbiamo avuto la possibilità di effettuare un test dinamico all’interno della scenografica proprietà privata di Villa Castelletti in Toscana lungo un percorso prettamente enduristico con sezioni di sottobosco e single track alternati a sezioni di fettucciato più scorrevoli.

La pepata 125 2T

Partiamo subito con la piccola e tanto attesa 125cc, un mezzo che regalerà moltissime soddisfazioni ai futuri possessori. Con un peso di soli 96 kg sembra quasi di essere in sella ad una bicicletta, e affrontare mulattiere impervie risulta davvero un gioco da ragazzi, merito di un telaio a dir poco perfetto per questa cilindrata. Il divertimento è massimo ma soprattutto la RR 125 cc trasmette sicurezza per via di una risposta molto sincera della ciclistica. La moto è particolarmente stabile nell’inserimento in curva e nelle sezioni sconnesse di single track. Ciò che renderà sicuramente questa Beta l’oggetto dei desideri di moltissimi ragazzi è poi il motore “pronto racing”. In sella, infatti, si avverte bene la forte schiena di questo piccolo propulsore, che eccelle ai bassi regimi, proprio dove di solito i 125 cc hanno difficoltà. Nonostante la mia stazza personale (non sono certo uno da “piccola cilindrata”), il motore è sempre riuscito a prendere rapidamente giri in uscita di curva, anche provando a tenere una marcia più alta. Basta qualche colpo di frizione, infatti, e la RR125cc “tira fuori” quasi come fosse di tutt’altra categoria. Unico limite, gli alti regimi... raggiunti i quali non conviene insistere sulla stessa marcia. Ovviamente la possibilità di spaziare tra 6 rapporti fa si che si riesca raggiungere la curva di utilizzo ideale in qualsiasi situazione.

Gamma 4 tempi

Passando alla gamma 4T, la percezione della riduzione di peso è immediata. Infatti le RR risultano molto più reattive a livello ciclistico, con una percorrenza sui sentieri ben più fluida. Ma soprattutto queste nuove Beta stancano meno alla guida e si riesce a passare più tempo in sella. Uno degli aspetti più interessanti è che con questo nuovo telaio qualsiasi modifica a livello di regolazione sospensione e posizione della forcella trasmette un feedback immediato e si riesce veramente a lavorare su un setting “di fino”, visto che la struttura portante risente di ogni variazione. A livello sospensioni la forcella non mi ha fatto impazzire e di serie la moto risulta leggermente sbilanciata. Con un “setting” più rigido la situazione sicuramente migliorerebbe, ma va detto che dipende molto anche dalla “taglia” del pilota.
Passando ai motori, per tutte le cilindrate mostrano un evidente incremento di performance, che si percepisce soprattutto ai bassi-medi regimi, dove la coppia è maggiore, quindi anche se ci si trova a sbagliare marcia la moto riesce a riprendere giri facilmente. La versione che probabilmente ha beneficiato di più delle novità a bordo è la RR 350 cc, che rispetto alla versione 2017 risulta decisamente più vivace. Merito anche del secondo iniettore che ha irrobustito l’allungo. Durante il test il forte caldo ha poi permesso di mettere sotto stress l’impianto frenante Nissin, con ottimi risultati. Questo aspetto risulta poi fondamentale sulla gamma 2 tempi dove l’assenza del freno motore fa si che la resa dell’impianto frenante abbia un’incidenza maggiore sulla guidabilità della moto.

Le 2 Tempi diventano "più svelte”

Tornando ai modelli 2 Tempi, il miglioramento del telaio, soprattutto nella guida alle basse velocità e nelle sezioni tecniche, ha tolto quella sensazione di “legnosità” nell’inserimento in curva e nell’affrontare gli ostacoli. Nonostante questo, le Beta hanno mantenuto inalterata la proverbiale stabilità che le ha rese celebri. La RR 300cc è il modello più venduto dell’intera gamma da diversi anni ed il motivo è la magnifica versatilità per l’utente medio ma anche per il pilota che partecipa alle gare.

Mi piace o non mi piace?

In conclusione siamo felici di promuovere la nuova gamma Beta che è riuscita a imprimere un carattere unico e delle prestazioni davvero al top ai nuovi modelli, mantenendo negli anni i prezzi invariati, che si confermano tali anche per il 2018. Le nuove RR 2 Tempi e 4 Tempi saranno disponibili in concessionaria già da questo mese, mentre per la RR 125cc si dovrà aspettare ancora qualche mese.

Abbigliamento tecnico della prova

Casco - Scoprion Ero VX-21
Action Camera - GoPro Hero 5 Black Edition
Occhiali - Ariete Adrenaline
Completo - Ufo Plast Revolt
Stivali - Alpinestars Tech 10

Autore: Manuel Lucchese

Tag: Test , test , fuoristrada , prove


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