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Tecnica

pubblicato il 17 giugno 2017

Piattaforma Inerziale #comefunziona

In compagnia della nuova Suzuki V-Strom 1000 XT alla scoperta dei benefici di uno dei sistemi IMU più evoluti sul mercato

Partiamo da un dato: la frenata è una delle maggiori criticità per chi va in moto. Quella che può fare la differenza tra una brutta caduta e il rimanere in piedi. Per gestire al meglio questa delicata fase della guida i costruttori si stanno impegnando nel realizzare sistemi elettronici sempre più evoluti. Tra questi Suzuki, che sul nuovo V-Strom 1000 (ma anche sulla sportivissima GSX-R1000) propone di serie una tecnologia avanzatissima, una piattaforma inerziale (IMU) - messa a punto in collaborazione con BOSCH - in grado di migliorare enormemente la sicurezza in condizioni di pericolo attraverso il Motion Track e il Combination Brake... cioè, in pratica, un ABS cornering che funziona anche in piega e un sofisticato sistema di frenata combinata.

IMU... ma il fisco non c’entra

Inertial Measurement Unit” questo il significato della sigla IMU, tecnologia che persegue uno scopo ben preciso: elevare al massimo la sicurezza di chi va in moto, senza però rovinare quelle sensazioni che rendono, il guidarla, un’esperienza unica. Il tutto sfruttando una capacità di calcolo elevatissima, grazie alla quale è possibile misurare la posizione della moto nello spazio in tempo reale.

Come funziona

Nello specifico, la piattaforma inerziale sfrutta particolari sensori come l’accelerometro e il giroscopio che, in sistemi evoluti come quello utilizzato sul V-Strom 1000, lavorano su 3 assi, riuscendo a rilevare parametri quali l’inclinazione della moto, ma anche accelerazioni, frenate, e persino variazioni inattese come l’imbardata. Dati che vengono inviati ad una centralina che li rielabora, chiamando in causa il Motion Track e il Combination Brake. Il primo valuta istantaneamente la necessità di intervento dell'ABS quando si aziona la leva al manubrio o il pedale: in pratica, nel giudicare la necessità di intervento, l'unità ABS diminuirà la pressione di frenata, e continuerà a gestire la stabilità della moto fino a quando risulterà necessario; il risultato più apprezzabile, in piega, è di evitare il raddrizzamento istantaneo della moto, consentendo così di proseguire lungo la traiettoria ottimale. Allo stesso tempo, il Combination Brake - in caso di pinzata forte e improvvisa con l’anteriore - applica automaticamente la pressione al freno posteriore per stabilizzare la moto ed evitare reazioni scomposte del mezzo.

A chi serve

Insomma, si possono avere anche 1000 occhi aperti ed essere piloti espertississimi, ma le variabili su strada sono troppe e le insidie, sempre dietro l’angolo. E’ per questo che tecnologie come quelle sviluppate da Suzuki possono fare la differenza e fornire un aiuto reale e concreto salvaguardando l’incolumità, non solo di chi fa tanti chilometri in ogni condizione (dal tragitto casa lavoro ai viaggi più impegnativi), ma anche di chi ama vivere la propria passione per le due ruote nella massima sicurezza possibile.

Autore: Redazione

Tag: Tecnica , tecnica , tecnologia , sicurezza , video


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