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pubblicato il 16 giugno 2017

BMW R nineT Urban G/S e Scrambler 2017 - TEST

Nate per la strada ma pronte anche alla polvere. Segni particolari: bellissime! Le abbiamo provate per voi in Toscana

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Una delle regioni più affascinanti d’Italia, un bel percorso misto strada e fuoristrada, due mezzi dal timbro emozionale, che non passano certo inosservati. Questi gli ingredienti di un doppio test alla scoperta delle “polverose” della serie nineT, la Scrambler e la Urban G/S. La prima è una “vecchia” conoscenza aggiornata alla versione 2017; l’altra, semplicemente una delle moto che più hanno rubato gli sguardi durante lo scorso EICMA. Due modelli che fanno del fascino estetico e del piacere di guida easy e scanzonato il proprio credo, ma che non deludono quando si decide di fare sul serio.

Un plebiscito!

D’accordo, l’estetica è un fatto soggettivo. Ma esistono anche le eccezioni e sulla bellezza della Urban G/S (Gelande/Strasse in tedesco: fuoristrada/strada) non si discute: piace praticamente a tutti. A creare l’alchimia sono i richiami alla mitica R 80 con la sella rossa e il bianco alpinweiss, la meccanica nera che fa risaltare le forme, i cerchi a raggi con la ruota anteriore da 19’’... e poi quell’aria rétro contaminata da una spiccata modernità, evidente non appena si butta l’occhio alla componentistica, che svela una moto attuale senza mezzi termini e capace di soddisfare tutte le aspettative tecniche di un motociclista di oggi. Non è da meno poi la Scrambler, che punta forte sullo stile minimal e sul fascino magnetico dei due scarichi a tromboncino sovrapposti sul lato sinistro marcati Akrapovic (di serie): a moto ferma fanno sbrilluccicare gli occhi, ma quando dai gas è subito amore!

Sempre protagonista

Come per tutta la serie nineT, anche su Urban G/S e Scrambler è il noto bicilindrico boxer l’ombelico emozionale attorno al quale i designer hanno ricamato la propria magia. Versione raffreddata ad aria, euro4, da 1170 cc, capace di una potenza di 110 CV e di una coppia di 116 Nm a 6.000 giri/min, è di quei motori che ti conquistano all’istante, tra i più coinvolgenti in circolazione grazie all’erogazione piena a tutti i regimi. Per entrambe le moto, la base tecnica è quella già nota della Scrambler, con alcune differenze nelle quote ciclistiche tra le quali spicca una maggiore altezza della sella, che nella Urban G/S passa da 820 a 850 mm. Per il resto, ruota anteriore da 19’’, telaio in 3 parti (principale anteriore, principale posteriore con sezione finale integrata e telaietto passeggero), forcella Showa da 43 mm e mono Sachs con escursione, rispettivamente, di 125 e 140 mm, sistema Paralever. Per la Urban G/S poi i cerchi a raggi sono di serie (sono del tipo senza camera d’aria) e la moto può essere ordinata con coperture stradali (Metzeler Tourance) oppure senza sovrapprezzo con le tassellate Continental TKC80. L’impianto frenante è marchiato Brembo (pinze freno a quattro pistoncini con dischi da 320 millimetri davanti) e ovviamente non manca l’ABS. Le due moto, infine, hanno praticamente lo stesso peso: 221 kg in ordine di marcia per la Urban G/S e 220 per la Scrambler, come uguale è anche la strumentazione, quella sì davvero minimal (sin troppo!).

A tutto TEST

Manubrio largo, busto dritto appena piegato in avanti (un po’ di più sulla Scrambler) e tanto controllo. In sella ci si sente subito a proprio agio e si ritrova quello stile easy e amichevole, tratto caratteristico irrinunciabile su questo genere di mezzi. Ma attenzione a non sottovalutare le 2 heritage tedesche! Motore e ciclistica permettono di divertirsi sul serio e su un bel percorso tutte curve si riesce ad andare davvero forte. Il due cilindri è di quelli di carattere, tira fuori dalle curve con vigore e tiene sempre in tensione i bicipiti quando il prurito al polso destro sale. Frizione morbida e cambio preciso rendono poi un piacere snocciolare le marce una dietro l’altra... anche se l’elasticità del propulsore è tale che, infilata la terza, ci vai praticamente ovunque. Un’unità che offre il meglio di sé ai medio/bassi ma con un allungo niente male, nonostante qualche vibrazione più evidente agli alti regimi. Se si decide di forzare il ritmo, la ruota da 19 non è un limite, anzi aiuta a timonare con efficacia nei rapidi cambi di direzione, smorzando reazioni nervose e “spigoli”. La moto scende in piega in maniera progressiva e la tiri subito su con un colpo di gas, sfruttando l’ottima leva offerta dal manubrio. Insomma, anche nella guida un po' spinta non si rimane delusi, ben supportati dalle sospensioni che, su strada, lavorano bene (un po’ “secco” il posteriore) e da un impianto frenante sempre efficace e che “morde” il giusto.

Off-road? Più o meno...

Per quanto riguarda la guida in fuoristrada, invece, bisogna essere realistici: l’escursione e il setting delle sospensioni (appena un po’ più “morbido” sulla Urban G/S), la posizione di guida che tende a caricare l’avantreno (non mi sarebbe dispiaciuta la possibilità di un manubrio rialzato) e la meccanica “esposta” suggeriscono subito pacifiche stradelle bianche di campagna. Ma se da un lato spingersi oltre è poco raccomandabile, va anche detto che su sterrati facili il divertimento non manca - nel caso del test, complici anche gli pneumatici tassellati - e sollevare nuvole di polvere tra una derapata del posteriore e l’altra è un giochino assai gustoso.

Allestimento e prezzi

La BMW R nineT Urban G/S è disponibile nella sola colorazione light white al prezzo di 14.400 euro, mentre la Scrambler, in monolith metallizzato opaco e sella marrone, è venduta a poco meno: 14.000 euro.

Mi piace o non mi piace?

Sono tanti i motivi che possono portare a preferire una moto rispetto ad un’altra. Per quanto riguarda le due heritage BMW, in particolare per la Urban G/S, sono soprattutto suggestioni che partono da un’estetica accattivante e modaiola e che si sciolgono nel borbottio dell’inesauribile 2 cilindri boxer, capace sempre di convincere ed emozionare. Due mezzi che si fanno apprezzare soprattutto (e tanto!) nell’utilizzo stradale. Un po’ meno in fuoristrada, dove ci si diverte nei passaggi facili, mentre sui terreni più impegnativi si fa fatica. Il consiglio? Bella la Urban G/S con i Continental tassellati, ma se la utilizzerete soprattutto su strada, meglio ordinarla con i Metzeler Tourance: meno appariscenti ma su asfalto decisamente più performanti.

Abbigliamento tecnico della prova

(coming soon)

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Autore: Diego D'Andrea

Tag: Test , bicilindriche , test , prove


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