Test

pubblicato il 12 giugno 2017

Con Bosch al Boxberg per un assaggio di futuro

Un’intera giornata sul circuito di prova e collaudo della Casa tedesca per sperimentare le ultime tecnologie dedicate alle 2 ruote

Con Bosch al Boxberg per un assaggio di futuro
freccia per aprire fotogalleryfreccia per aprire fotogallery
  • Sistemi Bosch al Boxberg - anteprima 1
  • Sistemi Bosch al Boxberg - anteprima 2
  • Sistemi Bosch al Boxberg - anteprima 3
  • Sistemi Bosch al Boxberg - anteprima 4
  • Sistemi Bosch al Boxberg - anteprima 5
  • Sistemi Bosch al Boxberg - anteprima 6

Un mondo in continuo cambiamento impone la ricerca di soluzioni sempre più evolute in fatto di mobilità e innalzamento degli standard di sicurezza. Un processo che vede in prima linea la Casa tedesca Bosch, impegnata a tempo pieno nello sviluppo di sistemi, nel nostro caso dedicati a moto e scooter, orientati a soddisfare al meglio esigenze in materia di sicurezza, connettività, sostenibilità e urbanizzazione. Per toccare con mano tutto questo, e testare il top della tecnologia attuale e quella in arrivo nel futuro prossimo venturo, siamo stati in Germania, presso il centro prove e collaudo Boxberg di Bosch.

Teniamoci in contatto

Quella della convivenza tra auto e moto sulle strade di tutti i giorni è da sempre una criticità di difficile soluzione. Per lo più dovuto alla minore visibilità dei mezzi a 2 ruote, circostanza spesso causa di incidenti. Come risolvere il problema? Per Bosch la parola d’ordine è “connettività”, partendo da un dato predittivo: entro il 2025, circa il 70% dei mezzi a 2 ruote sarà connesso e capace di “dialogare” con qualsiasi veicolo in movimento sfruttando lo standard WLAN. Da qui, lo sviluppo di una tecnologia - Motorcycle to car communication - che utilizza proprio lo scambio di informazioni per migliorare la gestione del traffico e innalzare i livelli di sicurezza. In pratica, tutti i mezzi circolanti in una determinata area geografica saranno in grado di inviarsi l’un l’altro, circa 10 volte al secondo, informazioni quali velocità, posizione, direzione di marcia per far sì che, ad esempio, un automobilista possa essere avvisato dell’arrivo di una moto o di uno scooter con larghissimo anticipo e, di conseguenza, possa adottare manovre adeguate alle circostanze.
Lato motociclista, invece, sarà un’altra tecnologia - denominata Connected Horizon - a permettere di monitorare costantemente la situazione lungo il percorso, grazie ad una serie di info ricevute direttamente attraverso un auricolare posizionato nel casco: limiti di velocità, curve pericolose, situazioni critiche quali traffico o incidenti… il tutto in tempo reale e perfettamente integrato con il sistema Connectivity Cluster, una strumentazione avveniristica - in pratica sembra di avere un tablet davanti agli occhi al posto del classico quadro astrumenti - già all’opera sull’ammiraglia delle viaggiatrici KTM, la 1290 Adventure (QUI il nostro TEST).
Direttamente dal mondo auto, poi, si diffonde anche per le moto un utile sistema di chiamata di emergenza che sicuramente interesserà in particolare i viaggiatori su due ruote, soprattutto quelli “a largo raggio”: nel caso malaugurato di incidente, o problemi di vario genere, questa tecnologia mette in contatto il motociclista con una centrale operativa che, in tempo reale, riceverà anche tutti i dati relativi al mezzo e alla posizione dello stesso (immaginate quali vantaggi, solo in termini di immediatezza nei soccorsi in caso di incidente in zone poco conosciute, tutto questo può apportare). A corollario, Breakdown Call (bCall) e Information Call (iCall) permettono rispettivamente, l’uno di contattare l’officina più vicina in caso di guasto (con contestuale invio automatico di tutti i dati relativi all’avaria) e l’altro di ottenere info di varia utilità.

Migliorare l’esperienza di guida

Ma sono soprattutto i sistemi volti alla sicurezza attiva di chi va in moto, molti dei quali già disponibili su diversi modelli della produzione di serie, a poter fare realmente la differenza sulle strade di tutti i giorni, soprattutto al verificarsi di eventi che, fino a qualche anno fa, significavano una cosa sola: caduta certa! Il riferimento è innanzitutto al Motorcycle Stability Control (MSC) che grazie ad una piattaforma inerziale che può leggere la posizione della moto su 3 assi, è in grado di regolare erogazione e intervento dell’ABS anche in condizioni critiche come la piega, consentendo, in caso di pinzata forte e improvvisa, di non far scomporre l’assetto della moto, permettendole così di mantenere la traiettoria ideale (in questo modo, tra le varie cose, si riduce al minimo il rischio di invadere la corsia opposta con esiti facilmente immaginabili). Al Boxberg è stato possibile testare il sistema MSC in condizioni ideali e in tutta sicurezza su mezzi molto differenti, dalla sportivissima Ducati Panigale alle “all-rounder” Suzuki V-Strom 1000 e KTM 1290. E la cosa che ha stupito di più è stata la discrezione con cui questa tecnologia è in grado di lavorare efficacemente, senza far mai avvertire la sua presenza: per certi versi un risultato davvero sorprendente.
Altro sistema che sarà apprezzato sicuramente da chi è solito guidare grosse moto da turismo o moto a pieno carico è poi il Vehicle Hold Control, anche questo di derivazione auto, provato (con diverse caratteristiche di gestione) sulla KTM 1290 e sulla Ducati Multistrada Enduro. Il suo funzionamento è molto semplice: in caso di sosta con forte pendenza, la moto viene frenata automaticamente impedendole di muoversi per qualche secondo. in questo modo sarà possibile staccare ad esempio le mani dal manubrio senza correre rischi. Il VHC si disinserisce automaticamente con un rilascio graduale, oppure non appena si agisce sul comando del gas. Un altro aiuto prezioso in situazioni critiche come soste improvvise in cui occorre avere le mani libere o partenze difficoltose in salita.
Ma futuro significa anche motori sempre più efficienti e rispettosi dell’ambiente, capaci quindi di consumi bassi e ottimizzazione della resa. E’ qui che interviene l’Engine Management System (EMS) un piccolo computer che, grazie a particolari sensori e tecnologie all’avanguardia, riesce a ridurre fino al 16% i consumi, abbattendo allo stesso tempo le emissioni dannose, senza però incidere sulla “vivacità” del motore e quindi sulle prestazioni. In altre parole, si salvaguarda il piacere di guida… ma anche l’ambiente che ci circonda. Benvenuto futuro!

Autore: Diego D'Andrea

Tag: Test , test , sicurezza , prove


Top