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pubblicato il 1 giugno 2017

Documento unico di proprietà dei veicoli: dal 1° luglio 2018

Arriva finalmente la razionalizzazione dei processi di gestione dei dati di autoveicoli, motoveicoli e rimorchi

Documento unico di proprietà dei veicoli: dal 1° luglio 2018

Dopo anni di attesa, dopo norme introdotte nelle bozze di decreti e disegni legge e poi misteriosamente tolte, alla fine l’Italia ce l’ha fatta: ha il Documento unico di proprietà dei veicoli. Il tutto rientra nella razionalizzazione dei processi di gestione dei dati di autoveicoli, motoveicoli e rimorchi, finalizzata al rilascio di un documento unico. Lo prevede l’articolo 8, comma 1, lettera d), della legge 124 del 2015.

Cosa cambia per legge

Oggi e fino al 30 giugno 2018, ci sono il certificato di proprietà del veicolo, di competenza dell’ACI, e il libretto di circolazione prodotto dalla Motorizzazione civile. Dal 1° luglio 2018, solo il Documento unico di proprietà dei veicoli. Che consentirà di ottimizzare i costi di produzione, archiviazione e controllo a carico dell’amministrazione. All’unico documento, inoltre, corrisponderà una tariffa unica, che sostituirà i diritti di Motorizzazione e gli emolumenti per l’iscrizione o la trascrizione di ogni veicolo al Pubblico Registro Automobilistico (PRA). Manterranno validità le carte di circolazione rilasciate anteriormente all'entrata in vigore del decreto ed anche quelle rilasciate successivamente, fino al 1° luglio 2018.

Quali risparmi concreti?

Al di là di quanto dice il Governo, resta un mistero: il vantaggio per il portafogli del proprietario di una moto o di un’auto. Il vero risparmio economico qual è? A questa domanda, per ora, nessuno sa rispondere: forse, occorrerà attendere proprio l’estate 2018 per capirci qualcosa di più. D’altronde, si tratta di processi amministrativo-burocratici così lenti e macchinosi, siamo davanti a un pachiderma così pesante, che la legge è del 2015, e si deve arriva alla fine del 2018 per avere un barlume di chiarimento in merito. In sede di prima applicazione delle regole, addirittura il compenso e l’imposta unici saranno la somma di quelli sdoppiati attuali. Oggi, 2 documenti, 2 spese; domani, un documento e 2 spese. Sul tavolo del Governo, c’è poi un’altra gatta da pelare: gli adeguamenti degli importi. Occhio alla possibile beffa: che domani si paghi quanto ieri?

Autore: Redazione

Tag: Attualità e Mercato , varie


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