Attualità e Mercato

pubblicato il 25 maggio 2017

AMI:Associazione Motociclisti Incolumi

Una ONLUS nata nel 2003, tra le più attive sul fronte della sicurezza stradale, in particolare per i motociclisti

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OmniMoto.it ha sempre avuto a cuore il tema della sicurezza stradale, ma è negli ultimi tempi che abbiamo intensificato i rapporti con l’associazione, a seguito di un tragico incidente che ha colpito un amico motociclista. Purtroppo, come spesso capita, è solo in questi momenti che ci si rende conto di quanto sia fondamentale la prevenzione. Dal 2001 ad oggi, nonostante patente a punti, autovelox e ritiri patente, in Italia la riduzione delle vittime della strada è stata deludente, con un drammatico aumento di vittime di conducenti di due ruote.
Alcune ricerche effettuate da A.MI. nel campo della prevenzione (risk-analysis e risk management) se fossero applicate potrebbero permettere di raggiungere in tempi ragionevoli il calo delle vittime sulle strade impostoci dalla comunità europea. Il know-how dello staff tecnico A.M.I. si basa sulle esperienze acquisite negli anni in settori all'avanguardia nella prevenzione, nel risk-management e sul metodo scientifico della medicina e della ingegneria ( studio delle dinamiche, cause di incidenti, cause di lesioni, crash-test, valutazioni biomeccaniche). L’associazione mette a disposizione il proprio supporto tecnico a Utenti, Costruttori, Amministratori ed Istituzioni che abbiano la volontà di affrontare responsabilmente un fenomeno che rappresenta una delle principali cause di morte e di invalidità tra i 14 ed i 40 anni e che in Italia fa registrare uno dei bilanci più drammatici.

Guardrail Ghigliottina

Premesso che la sicurezza del motociclista si compone di svariati fattori, tra cui la principale è la prudenza, insieme all’utilizzo di abbigliamento tecnico adeguato e alla dotazione sempre più diffusa sulle moto moderne di dispositivi di sicurezza attivi e passivi, il tema su cui vogliamo oggi soffermarci riguarda i fatidici Guardrail, barriere che in Italia spesso risalgono ad una progettazione di oltre 40 anni fa, che non considerava i motociclisti come utenti della strada. In caso di scivolata, l’efficacia per il motociclista delle barriere tradizionali è scarsa, trasformandosi addirittura in un’arma a doppio taglio nei casi più sfortunati. Data la loro dimensione, i veicoli a 4 o più ruote, in caso di incidente finiscono per impattare contro la barriera a livello del nastro ondulato. Un motociclista, invece, protagonista dello stesso incidente, scivola al livello del terreno ed impatta quindi contro i pali di sostegno della barriera, infissi a terra.
Fisiologicamente il corpo umano non è in grado di sopportare urti che ne arrestino il movimento a velocità superiori di 30 km/h se gli urti stessi avvengono in aree limitate del corpo. Stupisce come risulti pericoloso quello che, invece, dovrebbe essere un dispositivo passivo di sicurezza. Non è dunque solo l’alta velocità la causa dei traumi importanti ma anche l’impatto localizzato, la repentina decelerazione subita dal corpo. Ecco dunque che il ruolo del tecnico e dell’amministratore deve essere rivolto alla prevenzione ed alla creazione di una infrastruttura in grado di “perdonare l’errore umano” le così dette Forgiving Roads. Le barriere adatte ai motociclisti non sono altro che elementi in grado di “chiudere lo spazio inferiore” del guardrail impedendo quindi d’impattare contro i sostegni e consentendo al corpo in scivolata di continuare il movimento dissipando quindi lentamente l’energia cinetica (“velocità”) e riducendo conseguentemente i traumi dell’impatto.

C’è bisogno della sensibilità e della partecipazione di tutti

A.M.I. da anni lotta per avere strade più moderne e sicure, proponendo soluzioni anche in ambito istituzionale. Ma purtroppo si tratta di un terreno molto vasto, che si scontra con sensibilità e a volte con interessi diversi.
OmniMoto.it si schiera a fianco di tutte le associazioni che promuovono la sicurezza degli utenti della strada a due ruote ed un particolare di A.M.I. Ma c’è bisogno dell’attenzione e dell’aiuto di tutti i motociclisti, la cui coscienza andrebbe alimentata nell’ottica della prevenzione, per non trovarsi a svegliarsi improvvisamente solo a dramma avvenuto.
Chiunque volesse maggiori informazioni o volesse contattare l’associazione per contribuire alla causa, può visitare il sito: http://www.motociclisti-incolumi.com/. La prima occasione per contribuire, in previsione delle prossime dichiarazioni dei redditi, potrebbe essere quella di valutare di donare il proprio 5x1000 ad A.M.I. Onlus. Ricordiamo infine che l’associazione si occupa anche di organizzare corsi di guida sicura in strada ed in pista.

Autore: Alberto Comparato

Tag: Attualità e Mercato , sicurezza


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