Epoca e Classiche

pubblicato il 21 maggio 2017

Honda NSR 500: regina di coppe

Nata nel 1984, con Spencer, Gardner, Lawson, Doohan e Rossi ha dominato la scena del mondiale 500 fino all'era 4 Tempi

Honda NSR 500: regina di coppe

Il periodo delle GP500 è ricordato da molti appassionati come un periodo di eroi. Gli eroi erano, a ragione, i piloti che correvano in sella a quelle che erano considerate all'unanimità come le più difficili moto da GP da guidare mai concepite. Mezzi da 190 CV resi isterici dalla spigolosa erogazione del motore 2T e da un peso (115 kg, poi diventati 130 per regolamento nel 1991), che creava non poche difficoltà ai piloti nel cercare di trasferire sull'asfalto la potenza del motore senza incorrere in micidiali highside. Non furono pochi infatti coloro che appesero il casco al chiodo a causa dei brutti infortuni. Regola a cui non scappavano neanche i celebrati assi dell'epoca: i vari Kevin Schwantz, Mick Doohan, Wayne Rainey furono costretti ad alzare bandiera bianca prima del tempo causa gravi infortuni che, come nel caso di Rainey, ne hanno condizionato purtroppo gli anni a venire.

All'inizio fu Spencer

Era l'anno 1984 quando la Honda, dopo un periodo di due stagioni della classe regina, culminate con il mondiale di Freddie Spencer nel 1983, e che ruotava attorno al 3 cilindri della NS 500, decise di puntare su un nuovo progetto. Alla NS 500 venne dunque affiancata quella che poi divenne la più vittoriosa 500 2T della storia: la NSR 500.
La nuova moto era caratterizzata da un motore V4 di 90° "vero" cioè con unico albero motore (a differenza dei due controrotanti delle rivali) e da una potenza stimata di 140 CV. Dopo una prima stagione di convivenza con la progenitrice a 3 cilindri, la Honda, per mano della sua ala racing, la HRC, decise di puntare sul nuovo progetto a 4 cilindri. Nel 1985 sempre Freddie Spencer, il pilota che aveva regalato il primo (ed unico) mondiale alla 3 cilindri, portò alla vittoria la nuova moto, (nello stesso anno nel quale realizzò la storica doppietta con il sigillo in 250) regalando il primo degli 11 titoli piloti collezionati dalla NSR.

Bisbetica domata

La NSR 500 agli inizi aveva fama di moto mangia piloti. Erogazione scorbutica, anche a causa del tipo di configurazione ad unico albero motore, dopo il successo del 1985 con Spencer, riuscì ad imporsi nel 1987 con Wayne Gardner. Tutto facile? Niente affatto, perché la Honda metteva in mostra un erogazione brutale, che solo "Fast" Freddie e il funambolico australiano Gardner riuscivano a tenere bada. L'input di Honda all'epoca era chiaro: quello che contava era accellerare più forte degli altri. Una filosofia progettuale che, gioca forza, complicava la vita ai piloti in sella alla potente V4 di Tokyo.
Fu necessario attendere l'arrivo di Eddie Lawson, che nel 1989 lasciò la Yamaha da campione del mondo per approdare alla corte HRC ed imporre (con fatica), il cambio di rotta alle priorità degli ingegneri. Lawson si aggiudicò il titolo quell'anno con una moto che dall'inizio alla fine della stagione aveva iniziato un'opera di metamorfosi, e diventare così più "umana" e relativamente più facile da gestire. Ma ma ancora non bastava.

Rivoluzione Big Bang

Nel 1992 avvenne quelle che viene ricordata com una vera rivoluzione. La Honda, prese di petto la situazione, e sfornò l'innovativo V4 con erogazione cosiddetta "Big Bang", caratterizzata da fasi di scoppio dei cilindri più ravvicinate, con lo scopo di una migliore aderenza dello pneumtaico posteriore ed una accellerazione più efficace e composta. In questa versione del 4 cilindri 2 tempi, gli scoppi avvenivano quasi simultaneamente, ogni coppia a distanza di circa 10°. Una soluzione che consentì, a scapito di qualche cavallo perso, una migliore trazione e maggiore fluidità dell'erogazione. Ora la NSR era praticamente imbattibile. Solo la sfortuna impedì a Michael Doohan, incappato in un brutto incidente ad Assen nel 1992 di vincere il titolo (che già sembrava al sicuro dopo 7 gare, con 5 vittorie). Titolo che arrivò due anni più tardi e da allora fu un filotto di 5 allori piloti consecutivi per la NSR 500, ai quali si aggiunsero i mondiali di Alex Criville e Valentino Rossi, l'ultimo dell'era delle 2 tempi. Nell'ultima versione la 4 cilindri di Tokyo che nel 1997 adottò il motore "Screamer", con scoppi a 2 a 2 dei cilindri intervallati di 180°, arrivò ad erogare "oltre 200 CV".
Ad oggi la NSR 500 viene ricordata come la migliore 500 GP del periodo, e grazie anche ai vari Pierfrancesco Chili,Luca Cadalora, Max Biaggi e Carlos Checa, nei quasi vent'anni di attività riuscì ad aggiudicarsi un totale di 14 titoli costruttori e 11 piloti, con il record di vittorie ottenuto nel 1997 con 15 vittorie su 15 in un'unica stagione.

Autore: Redazione

Tag: Epoca e Classiche , epoca


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