Attualità e Mercato

pubblicato il 18 maggio 2017

TIR sorpassa moto? Rispetto per il centauro!

La Cassazione: in fase di sorpasso, è necessario prestare attenzione ai motociclisti

TIR sorpassa moto? Rispetto per il centauro!

In difesa di chi va in moto si schiera nientemeno che la Cassazione, con sentenza 23079/17. I fatti sono semplici: un TIR sorpassa un centauro, che cade, si ferisce e chiede il risarcimento al guidatore del mezzo pesante. Questi nicchia e si va per vie legali. Qui le cose prendono una piega assurda: in primo grado, il conducente del TIR vince; in appello il Tribunale di Sondrio conferma la sentenza. Non risultava provato che la collisione fosse attribuibile a colpa del TIR: la responsabilità era dovuta a una condotta di guida ondivaga del motociclista, il quale dopo il fatto era stato riscontrato in stato di ebbrezza alcolica. Ma il guidatore della moto fa ricorso per Cassazione.

La legnata della Corte Suprema

Il fatto che il motociclista avesse alzato il gomito è grave. In ogni caso, secondo la Cassazione, del tutto irrilevante risulta la circostanza che non risulta provato se in fase di sorpasso avvenne o no un urto tra TIR e moto. Il conducente che sorpassa un veicolo, dopo avere fatto l’apposita segnalazione (la “freccia”), deve portarsi alla sinistra dello stesso, superarlo rapidamente tenendosi da questo ad una adeguata distanza laterale, e riportarsi a destra appena possibile, senza creare pericolo o intralcio. Ebbene, il guidatore del TIR non l’ha fatto. In presenza di una moto che lo precedeva nella marcia manifestando evidenti limiti di stabilità e di uniformità di guida, il guidatore del TIR avrebbe dovuto rinunciare al sorpasso: la distanza laterale lo portava a spostarsi nell'opposta corsia di marcia, manovra che gli era preclusa dalla segnaletica orizzontale (articolo 148 del Codice della Strada). Non c’era spazio a sufficienza. Non c’erano le condizioni per un sorpasso in sicurezza.

Moto da tutelare

La regola del sorpasso vale sempre, a maggior ragione se il veicolo sorpassato è un utente debole come un motociclista. Sentiamo la Cassazione: nel sorpassare velocipedi e motocicli, aventi un equilibrio particolarmente instabile, il conducente deve lasciare una distanza laterale di sicurezza che tenga conto delle oscillazioni e deviazioni che le accidentalità della strada o altre cause possano rendere più o meno ampie nel veicolo sorpassato. Insomma, chi guida auto e TIR deve tener conto dello spostamento d’aria laterale, che può creare grossi disagi al centauro: una “spallata” tale da buttare per terra. Tanto più se il motociclista procede con fare ondivago. Alla fine, la Cassazione impone l'annullamento della sentenza con rinvio al Tribunale di Sondrio affinché provveda a nuovo esame: dovrà tenere in considerazione quanto fissato dalla Corte Suprema in difesa dell’utente debole, il motociclista.

Autore: Redazione

Tag: Attualità e Mercato , incidenti


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