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pubblicato il 17 maggio 2017

Report: DRE Safety 2017 powered by Bosch

Un corso davvero utile, che tutti dovremmo fare almeno una volta nella vita

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Quando mi hanno detto che avrei partecipato ad un corso di guida “sicura”, la mia reazione è stata: “Sul serio? mandate me che faccio il pilota professionista a fare un corso di guida sicura?”. Ero convinto al 110% che mi sarei annoiato. Così mi dirigo verso l’autodromo di Vairano - lo confesso - con non troppo entusiasmo. Lì incontro alcuni amici di vecchia data, Dario Marchetti, Alessandro Valia e Matteo Graziani, tutti e tre piloti (di quelli seri) e nel chiedergli cosa ci facessero da quelle parti, mi comunicano che ci faranno da istruttori. A quel punto la cosa inizia a incuriosirmi, perché non mi aspettavo di certo dei “pazzi scatenati” (nel senso buono) come insegnanti; ed inoltre trovare nel parco moto Hypermotard 939, SuperSport, Monster 1200 e Multistrada 1200 mi fa presagire che un po’ di gas lo avremmo dato.

Lezione tra i banchi...

Prima di salire tutti in sella ci viene fatto un corso teorico nel quale vengono mostrati e spiegati i sistemi ABS e la piattaforma inerziale Bosch installati sulle moto; e ci vengono illustrate anche le diverse situazioni nelle quali ci si può trovare quando si guida su strade aperte al traffico. Il focus del DRE Safety è basato su due concetti: far apprendere come gestire i sistemi tecnologici Bosch presenti ormai su quasi tutte le nuove moto e aumentare la sicurezza di guida per strada, applicando concetti ed impostazioni derivanti dalla guida professionistica su pista. In poche parole... una vera figata!

Prima prova

La prima location nella quale ci porta Alessandro Valia (collaudatore Ducati) è un piazzale dove ci sono dei cerchi formati con dei birilli sistemati come fosse un bersaglio. Io e gli altri subito pensiamo che sia un gioco da ragazzi convinti di dover passare solo all’esterno dei brilli, quando Alessandro ci dice che dobbiamo invece partire girando intorno a 1 solo birillo senza andare fuori da quelli che delimitano l’area, per poi, completati più giri, passare all’esterno. Iniziano subito i primi dubbi, anche perché la grossa cilindrata delle moto rende l’esercizio ancora più tecnico. Ammetto che un po' di ansia l’avevo, anche perché partire subito con una bella figuraccia non era il massimo. In ogni caso iniziamo ad affrontare questo cerchio con non poche difficoltà e comprendendo che sarebbe stata una giornata impegnativa. Questo mi ha subito fatto iniziare a riflettere su come a volte in moto degli esercizi semplicissimi possono farci apprendere così tanto sul modo corretto di guidare una moto e su come bisogna impostare il peso del corpo. Infatti, se quando si gira attorno al singolo birillo la posizione di guida è spostata verso l’esterno della moto, quando si passa a fare il cerchio con maggiore raggio, di conseguenza con maggiore velocità, il corpo deve assumere tutta un’altra impostazione più in linea con il mezzo. Soprattutto, questo primo esercizio ci fa capire che la cosa più importante,in sella, è lo sguardo e dove viene puntato: che sia la guida in pista o per strada quando affrontiamo le curve dobbiamo sempre avere lo sguardo puntato in avanti.

Seconda prova

Dopo aver completato questa prima task siamo passati allo slalom, il classico slalom tra i birilli che qualsiasi scuola di guida fa fare… ma con una piccola variante, il buon Alessandro aveva piazzato i birilli talmente vicini uno con l’altro che quasi faceva lui fatica a fare lo slalom. Quindi immaginate noi. In ogni caso con un po' di pazienza ci ha fatto vedere come, con la tecnica giusta, si riesca a guidare agilmente anche moto grosse: il segreto, anche di questo esercizio, è nel dove si puntano gli occhi.

Terza prova - si inizia a fare sul serio

Fin qui niente di adrenalinico ma col terzo esercizio le cose iniziano a farsi interessanti. Fila di birilli, 2 bandiere Bosch, pochi metri ed un’altra fila perpendicolare di altri birilli: siamo passati al test di frenata sul bagnato (vista la pioggia). Il nostro compito consiste nel raggiungere una velocita tra i 60-100km/h e, all’altezza delle bandiere, inchiodare i freni e fermarci in pochissimi metri prima della fila di birilli. “Inchioda i freni e fidati del sistema Bosch Abs”, queste le parole di Alessandro che ovviamente ci mostra sempre in modo impeccabile l’esecuzione. Ovviamente effettuare una manovra così viene praticamente innaturale... inoltre sul bagnato eravamo tutti terrorizzati. Iniziamo titubanti le prime staccate leggere facendo qualche lungo; ma poi acquisendo maggiore sicurezza e constatando che effettivamente il sistema abs funziona alla grande, in pochi tentativi siamo arrivati ad andare a manetta ai 100km/h per poi dare pinzate secche sui freni. Impressionante in quanto poco spazio riusciamo a completare l’arresto. Questi nuovi sistemi tecnologici all’inizio spaventano ma una volta che ci si prende la mano e si comprende il loro funzionamento ci si inizia davvero a divertire.

Quarta prova - vincere le paure!

Pensavamo di aver sconfitto la paura e che il resto della giornata sarebbe stata una passeggiata ma dopo un’altro esercizio di curve si va in una zona del circuito molto bagnata con pozzanghere per effettuare l’esercizio più difficile di tutti: pinzare in modo secco i freni al centro curva con la moto in piega sul bagnato. Ansia e paranoie a mille. Mi chiedo: ma non era un corso di guida sicura? Qui mi sdraio sicuro! Senza stare troppo a dilungarmi prendo la Monster 1200 dotata di piattaforma inerziale e mentre mi avvicino alla curva inizio a ragionare su come buttarmi a terra appena perso il davanti. Arrivo abbastanza veloce, piego e do una pinzata decisa…..la reazione della moto è incredibile: nel momento in cui tiro i freni, in piena piega, la Monster senza perdere neanche un po' di aderenza si raddrizza completando la frenata in modo sicuro e preciso. Sono sbalordito. Una volta una cosa così ti avrebbe fatto finire KO.

Alla fine...

Per concludere la giornata abbiamo effettuato dei giri completi in pista dietro ad Alessandro per imparare a capire le traiettorie e come spostare la posizione del corpo nelle diverse situazioni. Una giornata che pensavo sarebbe stata una noia mortale si è rivelata non solo divertente ma estremamente utile anche per me che di tempo in sella ne passo davvero molto. Provare effettivamente a fondo i sistemi Bosch con i quali sono equipaggiate le ducati mi ha dato un senso di sicurezza maggiore, perché nonostante la maggior parte delle moto abbia questi sistemi di serie, nessuno di noi realmente li prova per capirne bene funzionamento ed eventuali limiti. Ovviamente, il consiglio è quello di farlo sempre in un circuito. Il DRE Safety è stata una piacevole sorpresa accompagnata da uno staff professionale di esperti che ci ha messo a dura prova facendoci sconfiggere certe paure e dandoci la possibilità di apprezzare a pieno l’evoluzione della tecnologia. La mia personale opinione è che un corso come questo lo dovrebbero fare tutti i motociclisti, di qualsiasi livello di esperienza, almeno una volta nella vita. Perché aiuta anche ad aumentare le proprie capacità di guida.

Autore: Manuel Lucchese

Tag: Eventi , sicurezza


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