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pubblicato il 15 maggio 2017

SBK 2017: Davies salva tutti (ma non basta)

La sua vittoria a Imola rompe la noia e porta la festa in Ducati

SBK 2017: Davies salva tutti (ma non basta)

Meno male che c’è Davies. Forse la sua doppietta non servirà a cambiare le sorti del mondiale Superbike 2017, ma quantomeno ha permesso ai numerosi tifosi presenti – mi ha sorpreso, lo confesso, vedere le tribune piene – di festeggiare un doppio successo della Ducati nel primo round italiano della stagione. E ha, senza dubbio, regalato un po’ di brio a un campionato che per molti versi, purtroppo, sembra scontato e noioso: la dice lunga, a tal proposito, il fatto che Rea a fine gara non si sia rammaricato più di tanto dei suoi due secondi posti. D’altronde il distacco tra i due è attualmente di 70 punti, ancora un’infinità. Ma lasciando stare i numeri e i calcoli, sarebbe bello da qui alla fine vedere gare sempre più combattute, dall’esito meno scontato. La variabile, riflettendoci, è proprio Davies. Perché se Rea è ormai uno che mediamente va fortissimo su tutti i circuiti, dal gallese del team Ducati ci si può aspettare una gara da paura – a Imola ha fatto praticamente un altro mestiere – ma anche prestazioni sottotono. Per il resto è buio perto, o quasi: nessun altro al momento (salvo imprevisti) sembra in grado di lottare per la vittoria. 

Sarebbe bello...

Sarebbe bello vedere anche un Marco Melandri più performante sulla sua Ducati. Questi continui problemi di setting generano risultati altalenanti. A questo punto non è ancora del tutto chiaro, consentitemelo, se l’amore tra il ravennate e la Panigale, dichiarato a inizio anno subito dopo i test, sia “l’amore vero”. Speriamo torni presto il sereno. Infine, sarebbe soprattutto bello vedere anche marchi diversi da Kawasaki (e in parte Ducati) partecipare al mondiale... Si fa fatica ad accettare che ad esempio Honda e Yamaha, due colossi che in MotoGP vanno fortissimo, facciano un mondiale più o meno anonimo. Tra l'altro, se prendiamo in considerazione il fatto che Honda dispone di due piloti di un certo calibro, il rammarico è ancora maggiore: Nicky Hayden è pur sempre un signore che ha vinto il mondiale MotoGP nel 2006, disputando ben 218 gare e portando a casa 28 podi; Bradl nel 2011 è stato campione del mondo in Moto2 e ha corso ben 5 anni nella classe regina. E se escludiamo Melandri, la cui carriera è altrettanto importante, non è facile trovare altri curriculum simili in griglia...

Autore: Francesco Irace

Tag: Sport , superbike


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