Epoca e Classiche

pubblicato il 14 maggio 2017

Honda NS 400 R: nel segno di Spencer

Presentata nel 1985 è stata la risposta a Yamaha e Suzuki al concetto di GP replica 2 tempi. Puntava tutto sull'equilibrio uomo/macchina

Honda NS 400 R: nel segno di Spencer

Era la metà degli anni '80 quando le Case giapponesi si sfidarono a colpi di pluricilindri e miscela. Un indimenticato periodo, quello delle race replica a 2T, con Yamaha e Suzuki che misero in campo mezzi raffinatissimi, sfruttando l'inossidabile spirito delle corse. RD 500 ed RG Gamma 500 erano le riproduzioni stradali delle 4 cilindri 2 Tempi protagoniste della classe 500 del Motomondiale. Mezzi che per prestazioni e fascino ancora oggi annoverano nutrite schiere di amatori.

Il giusto equilibrio

Sul tavolo della partita scese in campo anche la Honda, e lo fece a modo suo. La Casa dell'Ala rispose con la 3 cilindri NS 400 R, replica fedele della moto Campione del mondo '83 nel campionato delle 500 con "Fast" Freddie Spencer. Puntava su concetti che da sempre hanno contraddistinto le scelte Honda nella realizzazione delle sue moto, stradali e non: l'uomo al centro del progetto. La NS 400 R, presentata nel 1985, più che sulle prestazioni pure del motore puntava sull'equilibrio tra le varie parti, di potenza e leggerezza. Una filosofia progettuale che mira ad esaltare la guida ancor di più della ricerca della pura prestazione velocistica.
Ispirata alla moto portata in gara dal fenomeno di Shreveport nella stagione '83 in 500, la NS 400 R non vantava la cavalleria di Yamaha e Suzuki, che in media disponevano di circa 15 CV in più, ma aveva dalla sua un rapporto peso/potenza ed una ciclistica che di fatto la poneva sullo stesso livello delle concorrenti, soprattutto se messa alla prova sui percorsi guidati.
Le prestazioni del 3 cilindri a V di 90° con sistema di valvole ATAC allo scarico (solo per i cilindri inferiori) che Honda dichiarava al periodo parlano di 72 CV a 10.000 giri per un valore di coppia massima che si attestava sui 58,3 Nm a 9.000 giri/min. Sul fronte del peso erano 163 i Kg dichiarati, oltre 20 Kg in meno della RD 500 per intenderci, (ma 10 Kg in più della Suzuki). La ciclistica vantava un telaio con schema doppia culla in tubi di alluminio che lavorava in accoppiata ad un pacchetto sospensioni regolabili Showa con forcella dotata di sistema antidive TRAC (Torque Reactive Antidive Control); la frenata si avvaleva di due dischi anteriori da 256 mm con pinza flottante a doppio pistoncino ed un disco posteriore da 220 mm, mentre gli pneumatici avevano misure che esaltavano il concetto di maneggevolezza con coperture da 100/90-16 ed un 110/90-17 rispettivamente all'anteriore e posteriore. La misura al retrotreno però si rivelò probabilmente sottodimensionata, un punto debole nello scaricare a terra la potenza in modo efficace.

Regina... nonostante l'IVA

Il peso comunque ridotto consentì alla NS 400 R di spuntare un tempo sui 400 metri di poco più di 13 secondi, con velocità d’uscita di 160 km/h, mentre la velocità massima della tre cilindri superava di poco i 200 km/h.
Con un prezzo di circa 9 milioni di Lire, la NS 400 R riuscì a ritagliarsi la sua fetta di estimatori, seppure non quanti però ne meritasse. Fu infatti penalizzata dall'IVA all'epoca in vigore del 38% per tutte le moto di cilindrata superiore ai 350cc. Nonostante questo handicap, che ne penalizzò i numeri sul mercato rispetto alle rivali a 4 cilindri, è una moto ad oggi è ricordata come una delle migliori realizzazioni dell’epoca e, per molti, anche meglio di Yamaha e Suzuki sul fronte di un miglior equilibrio prestazionale.

Autore: Redazione

Tag: Epoca e Classiche , epoca


Top