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pubblicato il 10 maggio 2017

La moto elettrica: il destino delle due ruote?

Siamo ancora agli albori delle propulsione elettrica, ma questo tipo di soluzione per molti rappresenta il futuro. Un futuro però ancora tutto da scrivere

La moto elettrica: il destino delle due ruote?

Apprezzate e snobbate, viste dai più con scetticismo, ma indubbiamente destano tanta curiosità. Sono le moto elettriche, proposte che da qualche anno ogni tanto sbucano dal mare delle novità sul mercato, ma che, ad oggi, lasciano ancora una lunga scia di perplessità in tanti utenti.
Nonostante le varie Case (chi più chi meno) stiano investendo con sempre più convinzione in termini di risorse e sviluppo in un tipo di propulsione che per tanti rappresenta il futuro della mobilità su due ruote.
Di esempi negli ultimi anni ne abbiamo tanti: dalla Victory Impulse alle Energica ( la sportiva Ego e la naked Eva) fino alla piccola Zero S, senza dimenticare le E-Ride KTM (con una possibile Duke elettrica in arrivo). Attualmente, infine, molti progetti stanno vedendo la luce, seppure siano ancora nella fase di crowdfunding.

I vantaggi dell'elettrico

Questa tecnologia offre indubbiamente una serie di vantaggi. In primis consente spostamenti ad "emissioni zero", dato che il moto del veicolo non è vincolato alla combustione di carburanti, senza trascurare i benefici in termini di emissioni acustiche (nota dolente anche questa). Inoltre il motore elettrico a livello di prestazioni pure non ha molto da invidiare ai concorrenti endotermici: dalla sua soprattutto una notevole coppia che, a differenza del motore a combustione che ha bisogno di raggiungere un certo range di giri, consente accelerazioni da fermo brucianti.
C'è anche da aggiungere come negli ultimi tempi stiamo assistendo ad una riduzione del peso (uno dei fattori più sfavorevoli) grazie a batterie al Litio caratterizzate da elettrodi di nuova concezione realizzati con l'aggiunta di rivestimenti di graphene, un nanomateriale che migliora ed aumenta l'accumulo di elettroni nella batteria con ovvi vantaggi sul fronte dell'autonomia e del peso complessivo degli accumulatori.

Gli svantaggi

Se questa soluzione, soprattutto in campo auto (esempio è la famosa Tesla) sta man mano prendendo piede, anche grazie ai mezzi a propulsione ibrida, nelle moto si fa ancora fatica ad accettarla. I perchè sono presto detti: a differenza dell'auto la moto è vista maggiormente come oggetto di divertimento e passione, con specifiche caratteristiche a cui un appassionato motociclista difficilmente rinuncia. In cima ai "difetti" il sound dal motore che in una moto, specie se si ha voglia di qualcosa che esprima carattere, è a volte elemento di sicuro fascino. Inoltre, un'altra discriminante è rappresentata dalla scarsità di punti di ricarica. In molte città, nonostante sbandierate oasi di ricarica, si è ancora in una fase di inadeguatezza di colonnine e questo, abbinato alla scarsa (se raffrontata con i mezzi a motore a combustione) autonomia, pone un freno spesso decisivo alla diffusione di moto elettriche. Per finire con il prezzo medio di acquisto, ancora di molto superiore ad una pari sorella (per uso e prestazioni) a pistoni e cilindri.

Elettrica, si o no?

Al momento le moto “convenzionali” godono ancora di uno zoccolo duro di preferenze che difficilmente verranno scalzate, pensiamo, per i prossimi 10 anni. Ma la partita con le moto a bobine e rotore è appena agli inizi e nel futuro saranno sicuramente protagoniste sulle nostre strade, magari come opzione alternativa in alcuni contesti. Soprattutto con la realizzazione di mezzi di fascia utilitaria/urbana: pensiamo agli scooter, che con questa tecnologia possono essere la testa di ponte per altre tipologie di veicoli a "ruote alte" che al momento però - se magari pensiamo alle moto di stampo sportivo, tourer o heritage- non sembrano dare spazio ad alternative futuristiche al vecchio motore a scoppio, sia in termini di fascino che di utilizzo.

Autore: Redazione

Tag: Attualità e Mercato , tecnologia , moto elettriche


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