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Attualità e Mercato

pubblicato il 3 maggio 2017

Ve la immaginate la moto a guida autonoma?

Alcune considerazioni sulla mobilità futura su due ruote

Ve la immaginate la moto a guida autonoma?

Ve la immaginate una scena così? Sali in sella, magari vieni protetto da una bolla trasparente che ti consente anche di non indossare casco e protezioni, e vieni sostanzialmente “guidato” dalla moto che da sola accelera, frena, svolta e piega? Un incubo? Direi proprio di sì. Anzi un nosense. Perché se in auto la guida autonoma consentirà presto non solo di ottimizzare il tempo (spesso inutile) che trascorriamo in coda o in autostrada, oltre a migliorare la circolazione nei centri urbani, sulle moto il discorso non regge.

Le moto sono fatte per regalare emozioni

Perché le due ruote rappresentano da sempre un oggetto di svago, di divertimento, scelto dai motociclisti proprio per vivere l’esperienza di guida al 100% (a tal punto che alcuni puristi vedono male anche il diffondersi del cambio “automatico). La moto non è comoda per natura. Costringe a indossare indumenti che altrimenti nessuno penserebbe di mettere per andare a spasso. Non garantisce protezione da freddo e vento. D’estate il calore alle gambe si somma al sudore dovuto a casco e capi tecnici. Al casello in autostrada ogni volta è una tragedia: folle, guanti, biglietto, tessera o monete, ricevuta, poi di nuovo guanti, anzi no che poi quello dietro si incazza, dunque, si parte senza guanti e ci si ferma dopo qualche metro per ricomporsi… Eppure la amiamo lo stesso, perché ci regala emozioni che difficilmente si potrebbero provare su un’auto, perché ci fa sentire l’odore dell’asfalto che percorriamo e ci fa immergere nel paesaggio che attraversiamo. E potrei continuare all’infinito. Insomma, tutto questo per dire che la moto ci piace così com’è ed è impensabile immaginarla come un mezzo da vivere “passivamente”.

C’è un però…

Detto questo però sarebbe sbagliato anche snobbare il progresso e chiudersi in se stessi. Ci sono infatti alcuni aspetti della mobilità futura preziosi anche per le due ruote. Pensate che presto (non è facile stabilire quanto) tutti i veicoli saranno connessi tra loro. Questo migliorerà la circolazione, riducendo al minimo anche le code, ma soprattutto migliorerà la sicurezza: perché il “cervello elettronico” sarà in grado di rilevare l’arrivo di un mezzo (magari in un incrocio pericoloso) che nessun occhio umano potrebbe vedere. Ben venga, dunque, se tutte le moto saranno presto dotate della frenata automatica d’emergenza: chi se ne frega se a frenare sarà un pilota automatico se in ballo c’è la vita, no? Ben venga il controllo di trazione obbligatorio. Ben venga l’airbag integrato per legge in tutte le giacche da moto (a prezzi accessibili). Insomma, ben venga tutto ciò che può incrementare il livello di sicurezza su due ruote (e non solo). L’importante è che ci lascino il piacere di guidare e di divertirci.

PS: quello in foto rappresenta un progetto di Honda: qui tutti i dettagli

Autore: Francesco Irace

Tag: Attualità e Mercato , concept , sicurezza


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