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pubblicato il 1 maggio 2017

Superbike, le "moto vere" rischiano di non divertire...

Rea non sembra avere rivali per il titolo. E non ci sono piloti italiani ad infiammare lo show

Superbike, le "moto vere" rischiano di non divertire...

Sul fatto che Jonathan Rea sia senza dubbio il più forte pilota della SBK non c'è dubbio. Così come è abbastanza assodato che abbia già in qualche modo ipotecato il mondiale (lo so, è brutto dirlo ad aprile, ma tant’è): i punti di vantaggio su Sykes sono già 64. Tuttavia va detto che questo weekend, quarto round della Superbike 2017, Rea è stato anche un pizzico fortunato: in gara 1 perché mentre battagliava con Davies negli ultimi giri è rimasto da solo a causa della rottura del motore del rivale; e in gara 2 perché è riuscito ad avere la meglio in volata su Sykes per un soffio. Sia chiaro, probabilmente la lotta con Davies l'avrebbe vinta comunque, così come il successo al fotofinish è meritatissimo. Ma è innegabile che questa volta la doppietta poteva trasformarsi in un attimo in un duplice secondo posto.

Nessuno è in grado di fermare Rea

Archiviata questa parentesi che lascia comunque il tempo che trova rispetto alla realtà dei fatti, le 7 vittorie consecutive in Olanda non solo consegnano a Jonathan le chiavi del circuito ma lo proiettano sempre più verso la vittoria di un altro titolo mondiale. Purtroppo dopo quattro round (8 gare in tutto) non sembra esserci nessuno in grado di lottare costantemente - quindi su tutti i circuiti - con lui. La sua superiorità è palese, così come è vincente il connubio con la Kawasaki. Chi potrebbe impensierirlo, per un motivo o per un altro, non ci riesce. Davies (non fortunatissimo) e la Ducati non hanno un rendimento costante. Sykes non ha avuto una partenza ottima e la sensazione è che difficilmente potrà fare meglio del doppio posto conquistato ad Assen (suo miglior risultato stagionale) con il compagno di squadra che si ritrova. Infine c'è Marco Melandri, ma aspettarsi da lui, che è stato lontano dalle corse per un po’, risultati strabilianti sarebbe sbagliato: magari ne riparliamo nel 2018.

Saranno anche "moto vere" però...

Insomma, quella del mondiale delle derivate di serie sarà anche la competizione delle cosiddette “moto vere” ma se la situazione è questa non sembra ci sarà molto da divertirsi quest’anno: soprattutto se non c’è nessun’italiano a far battere il cuore degli appassionati. Detto questo, spero di sbagliarmi alla grande. Ah, poi magari tra qualche giorno parliamo anche della inutilità e, soprattutto, della pericolosità del “cambio di griglia in gara 2” previsto dal nuovo regolamento pensato per privilegiare lo show?

Autore: Francesco Irace

Tag: Sport , superbike


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