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Attualità e Mercato

pubblicato il 26 aprile 2017

Revisione obbligatoria: guerra alle truffe

Il 20 maggio 2017 l’approvazione delle norme che saranno in vigore dal 20 maggio 2018

Revisione obbligatoria: guerra alle truffe

Una revisione periodica obbligatoria dei veicoli (moto incluse) con maggiori controlli: questa in estrema sintesi la novità introdotta dalla direttiva europea 45/14. Ora, il ministero dei Trasporti ha tempo fino al prossimo 20 maggio per recepirla, e ci sarà la piena operatività delle disposizioni dal 20 maggio 2018. Ma perché interessa tanto chi ha una moto o un altro veicolo? Semplice: nuove figure chiave, gli ispettori, controlleranno che il chilometraggio segnato al momento della revisione sia quello corretto. Oggi, quest’obbligo c’è, ma le verifiche sono inferiori. Tanto che nel Portale dell’automobilista (del ministero dei Trasporti), inserendo la targa del mezzo, vengono fuori numeri assurdi, irreali. Con la direttiva europea, saranno più difficili le frodi: chi vuole vendere un veicolo con un chilometraggio più basso del reale avrà più difficoltà a farlo, visto che all’atto della revisione il chilometraggio dovrà essere segnato. Truffe sempre possibili, ovviamente, ma più difficili. A beneficio del mercato dell’usato, della sicurezza stradale e dell’ambiente.

Regole più severe

Raffaele Caracciolo, responsabile del settore auto dell'Unione Nazionale Consumatori, spiega: “Nell’ottica di una drastica riduzione degli incidenti mortali, la direttiva europea stimola gli Stati membri dell’Unione europea a migliorare le revisioni periodiche dei veicoli con regole più severe sia per il personale che effettua gli interventi sia per il proprietario del mezzo che diventa garante dello stato del suo veicolo”.

Lotta allo “schilometraggio”

Ci sarà quindi una guerra allo “schilometraggio”, la pratica di “tirare indietro” i km di un veicolo per rivenderlo a un prezzo più alto del giusto. La frode relativa al contachilometri sarà considerata un reato passibile di sanzione dato che la manipolazione del contachilometri può portare a una valutazione non corretta della conformità di un veicolo. L’indicazione nel Certificato di revisione dei chilometri percorsi e l’accesso degli ispettori a tale informazione faciliterà l’individuazione di manomissioni o manipolazioni del contachilometri. Questo dovrebbe includere, tra l’altro, informazioni sull’identità del veicolo e informazioni sui risultati del controllo. Il risultato del controllo tecnico dovrebbe essere reso disponibile per via elettronica. Gli Stati membri dovrebbero raccogliere e conservare tali informazioni in una banca dati, specialmente ai fini dell’analisi dei risultati dei controlli tecnici periodici.

Ispettori neutrali

È opportuno che gli ispettori, durante l’effettuazione dei controlli, agiscano in modo indipendente dal centro revisioni, e che il loro giudizio non sia condizionato da conflitti di interesse, compresi quelli di natura economico o personale. È bene che il compenso degli ispettori non sia direttamente collegato ai risultati dei controlli tecnici. Gli Stati membri dovrebbero poter prescrivere requisiti in materia di separazione delle attività o autorizzare un organismo privato a effettuare i controlli tecnici e le riparazioni di veicoli, anche sullo stesso veicolo, qualora l’organo di controllo abbia accertato positivamente che resta mantenuto un elevato livello di obiettività.

Autore: Redazione

Tag: Attualità e Mercato , codice della strada


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