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pubblicato il 24 aprile 2017

MotoGP, Marquez è tornato ma Valentino è da mondiale

Il nove volte campione del mondo è in testa al campionato. Per Marquez e Vinales uno zero a testa

MotoGP, Marquez è tornato ma Valentino è da mondiale

Non credo sia necessario essere “valentiniani” per constatare lo smisurato talento di un pilota che a 38 anni, dopo aver vinto 9 mondiali, se la gioca con dei “ragazzini” e chiude la terza gara della stagione 2017 della MotoGP in testa alla classifica piloti. Non ha mai vinto, eppure è lì: perché è regolare, costante, sempre più maturo e sempre più campione. È il più anziano ma è anche quello che sembra divertirsi di più; d’altronde ha sempre spiegato che smetterà quando non avrà più gli stimoli giusti. Che sia il pilota della domenica ormai è ormai assodato, anche se, a onor del vero, questa volta in qualifica è riuscito ad esprimersi ad alti livelli. Ora è primo a sei punti di distacco da Vinales e a 18 da Marquez.

Valentino Rossi può crederci?

Può crederci al mondiale? Dal mio punto di vista può farlo eccome. Ma non solo per la posizione che occupa oggi – tre gare sono ancora poche per guardare la classifica – ma per quello che di domenica in domenica dimostra in pista. Per la voglia che ha di far bene, di migliorare, di non smettere mai di imparare. Per l’entusiasmo che ci mette nelle corse: quell’entusiasmo che poi ha trasmesso in questi lunghi anni a tanti appassionati che gli hanno riconosciuto un ruolo unico in questo sport. È vero, forse è dei tre il meno veloce, ma è il più esperto e questo potrebbe fare la differenza. Vedremo, il campionato è ancora lungo.

Marquez e Vinales ripartiranno dalla Spagna

Marc Marquez è tornato a fare il “marcziano” e per farlo ha scelto una pista dove ha sempre dominato: cinque vittorie consecutive in MotoGP, più quattro nelle altre categorie. Insomma, è lui il padrone di Austin. Da lui un successo ce lo aspettavamo tutti, ma alla vigilia del weekend avevamo immaginato una lotta con Vinales all’ultimo sangue, che invece non c’è mai stata. Vorrà dire che dopo essersi scambiati il “favore” a vicenda – Marc è caduto in Argentina, Maverick in Texas – i due duelleranno finalmente al prossimo appuntamento in calendario. Dove, tra l’altro, giocheranno entrambi in casa: in Spagna, il 7 maggio. Non dimentichiamo però che Austin ci ha ricordato che anche Pedrosa sembra essere davvero in gran forma, ha fatto una prima parte di gara impeccabile. Bisognerà solo capire se riuscirà ad essere costante nel corso di tutto il mondiale.

Ducati, solo piccoli passi

Chi invece si aspettava una grande gara da parte delle Ducati è forse rimasto un po’ deluso. Nei primissimi giri Lorenzo aveva anche un po’ illuso tutti sembrando in grado di stare con i migliori, ma pian piano è scivolato lentamente nelle retrovie: va registrato comunque un piccolo un miglioramento (9°) rispetto alla gara del Qatar (11°). Anche Dovizioso (6°) non ha brillato particolarmente e in generale a Borgo Panigale non possono certo fare salti di gioia per questo inizio di campionato. Continua, infine, a sorprendere Zarco, mentre da Iannone forse ci si aspettava qualcosina in più (ieri si è, tuttavia, registrato un importante miglioramento). In ogni caso, non so a voi, ma a me questa MotoGP piace un bel po’. Nulla è scontato e ogni domenica viviamo la gara consapevoli che tutto può succedere, coscienti che, per fortuna, non c’è un dominatore assoluto che “uccide” il mondiale (e lo spettacolo).

Autore: Francesco Irace

Tag: Sport , motogp


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