Attualità e Mercato

pubblicato il 21 aprile 2017

10 cose che (forse) non sai su autovelox e cartello di preavviso

Una recente sentenza della Cassazione rivoluziona tutto...

10 cose che (forse) non sai su autovelox e cartello di preavviso

Avete presente tutto quello che sapete sui cartelli di preavviso degli autovelox? Dimenticatelo. Infatti, è arrivata una sentenza rivoluzionaria della Cassazione (la 7949/17), che ha scardinato il sistema. Ovviamente, in materia esistono infinite sentenze, circolari, direttive, interpretazioni. Comunque, anche alla luce di questa decisione della Corte suprema, vediamo i 10 punti chiave della questione.

1) Non esiste una distanza minima prevista fra il cartello di preavviso dell’autovelox e l’autovelox stesso. Il segnale va installato con adeguato anticipo rispetto al luogo dove viene effettuato il rilevamento della velocità, e in modo da garantirne il tempestivo avvistamento, in relazione alla velocità locale predominante. Sarà il gestore a valutare caso per caso.

2) Fra cartello di preavviso dell’autovelox e l’autovelox stesso la distanza massima è di 4 km. Obiettivo: prevenire i furbetti che frenano e accelerano in corrispondenza dell’autovelox, dal momento che questo potrebbe trovarsi anche molto lontano dal punto in cui avviene la segnalazione.

3) Dopo ogni incrocio, non serve ripetere il cartello di preavviso dell’autovelox: chi entra da una strada secondaria dovrà rispettare sempre e comunque il limite di velocità, senza sapere se c’è l’autovelox.

4) Solo chi percorre la strada principale dall’inizio ha diritto a sapere se c’è un autovelox, visto che ci deve essere il cartello di preavviso proprio all’inizio della strada.

5) Non è necessario che il verbale indichi la presenza del cartello dell’autovelox. Se questa indicazione manca, la multa è comunque valida. Tuttavia, qualche guidatore potrebbe fare ricorso al Giudice di Pace: questi potrebbe sempre chiedere al gestore di dimostrare l’esistenza del segnale.

6) Il verbale deve invece riportare che l’autovelox è omologato e tarato periodicamente: lo ha fissato la Corte costituzionale (sentenza 113/15).

7)Qualora la violazione non possa essere immediatamente contestata, il verbale, con gli estremi precisi e dettagliati della violazione e con l’indicazione dei motivi che hanno reso impossibile la contestazione immediata, deve, entro 90 giorni dall'accertamento, essere notificato all'effettivo trasgressore”. Cosa significa entro 90 giorni dall’accertamento (con autovelox)? Secondo l’interpretazione prevalente della norma, vuol dire entro 90 giorni dalla data dell’infrazione.

8) Sulle strade extraurbane secondarie, l'autovelox può essere attivato in modalità fissa e automatica senza la presenza delle Forze dell'ordine. Ma occorre il via libera da parte di un decreto del Prefetto, che fissi la chilometrica dove l'autovelox può essere montato.

9) Se il proprietario di una moto riceve a casa una multa col taglio di punti-patente (la multa tipica da autovelox), deve comunicare il nome del guidatore alla Polizia e sarà questi a perdere punteggio. Il titolare non comunica niente? Scatta una multa supplementare di 300 euro.

10) Multa da autovelox con taglio di punti: fate ricorso. Dovete comunicare il nome del guidatore? Secondo l’interpretazione prevalente della norma, no. Stando ad altre interpretazioni, sì. In qualsiasi caso, resta tutto fermo in attesa del ricorso.

Autore: Redazione

Tag: Attualità e Mercato , codice della strada , multe


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