Test

pubblicato il 18 aprile 2017

Yamaha X-MAX 300 2017 – TEST

Il nuovo scooter medio dei Tre Diapason rimpiazza il 250. È comodo, efficiente e confortevole

Yamaha X-MAX 300 2017 – TEST
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Yamaha X-MAX 300 manda in pensione il 250 cc (130.000 unità vendute in 11 anni di storia) e arriva sul mercato con un design e un carattere che lo accomunano molto al best seller TMAX (qui la prova). Ha un nuovo look, un nuovo motore e una nuova ciclistica. È uno scooter di media cilindrata che fa della sportività e dell’efficienza le sue armi migliori. Consuma poco, non vibra, diverte anche fuori dalle mura cittadine e si comporta bene persino in autostrada. Non costa pochissimo, è vero, ma ha un vano per i bagagli decisamente capiente, è ben rifinito e offre un livello di comfort piuttosto elevato.

Look da TMAX

Il design del nuovo Yamaha X-MAX 300 2017 si ispira chiaramente a quello del fratello maggiore TMAX. Il doppio faro Full LED e l’inedito proiettore centrale regalano allo scooter un aspetto deciso e aggressivo. Ai due lati del tunnel centrale, il classico stile "a boomerang" della famiglia MAX offre un forte raccordo visivo tra la ruota anteriore e quella posteriore. La coda è slanciata e integra gruppi ottici a LED. Ampia e comoda la sella (in opzione è disponibile anche una sella più confortevole), alta da terra 795 mm, 10 mm in più rispetto a quella del “vecchio” 250. C’è una nuova strumentazione mista analogica/digitale con display centrale LCD, mentre si fa apprezzare l’ampio vano sottosella: riesce a contenere due caschi integrali e un laptop. Completa il quadro la presenza di comodi portaoggetti nello scudo dove non manca la presa da 12V per ricaricare lo smartphone.

Motore e ciclistica

Per la prima volta viene montata sull’X-MAX una forcella telescopica con steli da 33 mm con doppia piastra di sterzo: proprio come quella del TMAX. Tutto nuovo il telaio, più leggero di 3 kg rispetto a quello del modello che va a rimpiazzare. Confermato il doppio ammortizzatore posteriore regolabile nel precarico. I cerchi mantengono le dimensioni del modello precedente – 15’’ davanti e 14’’ dietro – mentre l’impianto frenante dotato di ABS prevede un singolo disco da 267 mm davanti e un disco da 240 mm dietro. A spingere il nuovo X-MAX 300 ci pensa un nuovo motore da 292 cc Euro 4 Blue Core a 4 tempi, 4 valvole SOHC raffreddato a liquido – con il disegno e la fasatura delle valvole ottimizzati e la compatta camera di combustione semisferica con un rapporto di compressione elevato – da 28 CV a 7.250 giri/min e 29 Nm a 5.750 giri/min. Il pacchetto elettronico si evolve e guadagna il controllo della trazione e il sistema smart key. Il peso complessivo è di 179 kg con il pieno di benzina.

Allestimenti e prezzi

Il nuovo Yamaha X-MAX 300 sarà disponibile nelle concessionarie a partire da maggio nelle colorazioni Lunar Grey, Milky White e Quasar Bronze. Il prezzo di partenza è di 5.690 euro f.c. Oltre alla versione base, il nuovo XMAX è disponibile in due varianti: Sport, con poggiapiedi in alluminio, portatarga sportivo, cupolino basso fumé, schienalino per passeggero e scarico Akpapovic; e Touring, con parabrezza alto, bauletto e sella più morbida.

A TUTTO TEST

Oltre al vano sottosella molto capiente c’è un altro importante valore aggiunto: il manubrio regolabile in altezza. Si tratta di un’operazione che può svolgere solo il concessionario – magari al momento dell’acquisto – e consente a chiunque di trovare le migliore posizione in sella (l’escursione è di 20 mm). Può invece essere regolato con estrema facilità il parabrezza: per quello basta una semplice brugola. Nonostante l’altezza da terra della sella sia aumentata rispetto al modello precedente, le sue forme ben sagomate consentono anche a chi non è altissimo di mettere i piedi a terra con facilità: aspetto importante soprattutto nelle manovre da fermo, dove si può avvertire un po’ il peso dello scooter. Pronti via e l’X-MAX regala un’erogazione dolcissima. Il motore non vibra per niente, è silenzioso e il comando del gas è perfetto: l’apri e chiudi è stato tarato al meglio. Tra le auto si guida con disinvoltura, è abbastanza agile e ben bilanciato. Ma il meglio viene quando si abbandona la città e ci si dirige tra le colline, dove il nuovo 300 di Yamaha sfodera una verve sportiva che non ti aspetti. È divertentissimo tra le curve, piuttosto preciso e consente anche pieghe di tutto rispetto. Lavora, dunque, molto bene il reparto sospensioni, pagando ovviamente qualcosa in termini di comfort sull’asfalto rovinato o sul pavé. Anche in questo caso, così come in autostrada (dove la protezione aerodinamica non è affatto male), il motore resta uno dei punti di forza: spinge bene, con regolarità e senza mai vibrare. La presenza del Traction Control, infine, regala maggiore sicurezza sul bagnato e su fondo viscido.

Mi piace o non mi piace?

Io, personalmente, lo sceglierei nella configurazione Touring. Ha già un ottimo vano sottosella, ma se ci aggiungiamo anche un comodo bauletto e un parabrezza alto, il nuovo X-MAX diventa ancora più completo. Va bene in città, diverte tra le curve, è comodo in autostrada e consuma pochissimo. Può diventare uno scooter da utilizzare tutti i giorni per andare al lavoro – garantendo un ottimo comfort – ma anche, e soprattutto, un perfetto compagno di gite e turismo a breve/medio raggio, anche in coppia. Passando alle noti dolenti, la frenata l’avrei preferita più aggressiva: i comandi vanno strizzati ben bene e l’ABS è abbastanza invasivo.

Abbigliamento

Casco Nolan N21 Lario
Giacca Tucano Urbano Straforo
Jeans Alpinestars Cooper Out denim pants
Scarpe V'Quattro Game Aplina

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Autore: Francesco Irace

Tag: Test , scooter , test


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