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pubblicato il 15 aprile 2017

Yamaha MT-10 SP e Tourer Edition: gemelle diverse! [VIDEO]

La prova "action" delle 2 nuove versioni della maxi-naked giapponese: la superdotata e la turistico-sportiva

La Yamaha MT-10 è sicuramente una delle maxi-naked più interessanti degli ultimi anni. Un mezzo che, in un certo senso, rappresenta una sorta di esaltazione tecnica delle nude muscolose di qualche anno fa, ben reinterpretate in chiave sportiva ed emozionale. Per il 2017, oltre alla standard, arrivano in listino la variante SP, per chi cerca le prestazioni estreme e vuole il massimo in fatto di dotazione tecnica, e la Tourer Edition, che grazie ad una serie di azzeccati accessori, trasforma questa Yamaha in una specie di “travel-naked” dalla spiccata impronta sportiva. Diego le ha testate nei dintorni di Cape Town, Sud Africa, e ce le racconta, in video, in questa Prova Speciale.

Tecnica sopraffina

Apparentemente, tutto sembra ruotare attorno al vigoroso 4 cilindri in linea derivato dalla R1 da 160,4 cv di potenza massima e con un picco di coppia di 111 Nm a 9.000 giri/min. E in parte è così! Ma sulla MT-10 è anche la ciclistica ad avere un ruolo primario, rendendola un mezzo eccezionalmente efficace e bello da guidare, a partire dal robusto telaio Deltabox (anch’esso derivato dalla R1, ma opportunamente modificato) fino al potente impianto frenante che davanti sfrutta due dischi da 320mm. Per quanto riguarda le sospensioni, sulla MT-10 standard e sulla Tourer Edition troviamo una forcella telescopica da 43 mm e un forcellone oscillante, con leveraggi progressivi (entrambi pluriregolabili); sulla SP arrivano invece sofisticatissime sospensioni di tipo semi-attivo. Ovvero, le Öhlins EC Smart, controllate da una centralina chiamata SCU (Suspension Control Unit), che analizzando i dati rilevati da specifici sensori riesce e regolare l’idraulica (estensione e compressione) adattandola in tempo reale allo stile di guida e alle condizioni dell’asfalto. Cinque le modalità di gestione, dalle automatiche - l’estrema e pistaiola A1, e la più stradale ed equilibrata A2 - alle manuali M1, M2 e M3, in cui il pilota può preimpostare liberamente i propri parametri preferiti e cucirsi - come si suol dire - la moto addosso (ovviamente, in questo caso, le regolazioni restano “fisse”, quindi il sistema non interviene ad adattarle automaticamente durante la guida).

La versione SP

Ma non è questa l’unica caratteristica a differenziare la versione SP della MT-10, sulla quale spiccano anche i 4 diversi pre-set tra i vari parametri: erogazione del motore (impostabile su Sport, Medium e Soft), controllo di trazione (regolabile su 3 livelli) e sospensioni (5 livelli). A rendere facile e immediata la gestione delle modalità di guida, i comandi al manubrio e l’ottima visualizzazione di tutti i parametri sulla strumentazione TFT dedicata a questa SP, che oltre ad offrire un’illuminazione diversa per il giorno e la notte, propone una grafica differente in base alla modalità di guida. Complessivamente ben leggibile, bella e davvero riuscita.

La versione Tourer Edition

La variante destinata a chi vuole maggiore comfort e fare strada, oltre ai già citati accessori da viaggio (plexiglass, paramani, sella comfort e borse laterali), propone di serie anche il cruise control, utile nei lunghi spostamente autostradali, e il supporto per il navigatore GPS. Inoltre, i D-Mode disponibili in questo caso sono 3, così come le possibilità di regolazione del controllo di trazione. Per quanto riguarda la strumentazione, c’è un “normale” elemento LCD al posto dell’avveniristica TFT della SP.

Sensazioni di guida…

La postura, a bordo di questa naked, è sportiva ma non estrema, con un motore che è gioia motociclistica pura. Ma a convincere è soprattutto la ciclistica precisa e rigorosa, soprattutto sulla raffinatissima MT-10 SP, che non fa rimpiangere una carenata quando si cercano prestazioni e aggressività. La modalità di guida più estrema è sin troppo su strada, meglio “ammorbidirla” un po’ con l’elettronica e gustarsi tutto il divertimento che sa regalare. In questo modo diventa “facile” da gestire e si va forte - fortissimo! - senza un eccessivo impegno. Una delle doti più interessanti di questo modello è l’adattabilità: vuoi un mezzo affilatissimo da scatenare tra le curve? Una “pacioccona” morbida e trattabile per passeggiare in città? Oppure una belva da scatenare tra i cordoli? Sulla SP “cambi” moto in un attimo premendo qualche tasto e hai sempre tutto sotto controllo. Ottima la frenata (potente e modulabile) e il feeling con l’avantreno che invita ad osare e infonde tanta fiducia.
Passando alla Tourer Edition, nonostante la minore raffinatezza tecnica, non si avverte uno stacco così netto rispetto alla SP: divertimento e sensazioni di guida rimangono tutto sommato piacevolmente le stesse. Con il plus di beneficiare di una maggiore protezione aerodinamica - il plexiglass copre piuttosto bene anche in velocità - e di una seduta comoda e abbastanza confortevole. Peccato solo per le valigie semirigide offerte di serie in cui entra giusto il necessario per un week-end (o poco più).

La maxi-nuda Yamaha in versione SP è venduta ad un prezzo di 16.190 euro, circa 2.500 in più rispetto alla standard. Per portarsi a casa la “pronto viaggio” Tourer Edition, invece, ce ne vogliono 14.690.

Abbigliamento tecnico della prova

Casco: HJC RPHA 11
Giubotto: Alpinestars Core Leather Jacket
Jeans tecnico: Alpinestars Crank Denim Pants
Guanti: Alpinestars Rage Drystar Glove
Stivali: Alpinestars New Land Gore-Tex

Autore: Redazione

Tag: Test , test , prove , video


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