Attualità e Mercato

pubblicato il 12 aprile 2017

Ubriaco sullo scooter del fratello: da confiscare?

La Cassazione interviene in materia di guida in grave stato d’ebbrezza...

Ubriaco sullo scooter del fratello: da confiscare?

Con sentenza 13511/17, la Cassazione si occupa di un guidatore di uno scooter (non di sua proprietà, ma del fratello) beccato dalla Polizia ubriaco in sella al mezzo: oltre 1,5 grammi di alcol per litro di sangue, che è la fascia più grave di ebbrezza. Si parte infatti da mezzo grammo a 0,8, e poi da 0,8 a 1,5, quindi oltre un grammo e mezzo. Addirittura, nel caso in questione, il tasso alcolemico registrato era fra 2,5 e i 2,59 grammi per litro, come dire che l’uomo rappresentava una mina vagante, pronta a causare un incidente mortale.

Quale multa

La sanzione è composta da diversi elementi per chi guida ubriaco fradicio. Ossia 1.500 euro, l’arresto da sei mesi a un anno. All'accertamento del reato consegue in ogni caso la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente di guida da uno a due anni. Con la sentenza di condanna, è disposta la confisca del veicolo: va allo Stato, il proprietario lo perde per sempre. La confisca non scatta se la moto appartiene a persona estranea al reato, insomma se guidatore e proprietario non coincidono: in questo caso, la durata della sospensione della patente del conducente è raddoppiata. Qui nasce un problema: molti “furbetti” che amano bere prima di mettersi in sella potrebbero usare un veicolo non di proprietà per evitare la confisca. Una norma controversa e soggetta a più interpretazioni.

Cosa dicono i giudici

Per il mezzo guidato dall’uomo ubriaco fradicio, era scattato prima il sequestro (misura temporanea) della Polizia, e poi la confisca (provvedimento definitivo). Per questo, era iniziata la battaglia legale, che si conclude male per il proprietario del mezzo: “la nozione di appartenenza del veicolo a persona estranea al reato non va intesa in senso tecnico, come proprietà o intestazione nei pubblici registri, ma quale effettivo e concreto dominio sulla cosa, che può assumere la forma del possesso o della detenzione, purché non occasionali”. Questo il verdetto della Cassazione. Insomma, il concetto di proprietà è qualcosa di più concreto, non di astratto, che risulta da documenti. Se il tizio guidava spesso lo scooter del fratello, allora il mezzo era un po’ suo, se non del tutto suo. Alla fine, sì alla confisca.

Autore: Redazione

Tag: Attualità e Mercato , codice della strada


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