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pubblicato il 11 aprile 2017

BMW R nineT Racer, Pure e Standard 2017 - TEST

Stile classico e sensazioni motociclistiche senza tempo… la prova delle heritage della Casa dell’elica lungo le strade della Targa Florio

BMW R nineT Racer, Pure e Standard 2017 - TEST
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Tre intriganti modelli che, insieme alla Urban G/S (la proveremo a breve) e alla Scrambler (la conosciamo già), compongono la gamma 2017 delle heritage di Casa BMW. Sono la R nineT Racer, la Pure e la rinnovata Standard, ognuna con un carattere proprio e ognuna capace di scatenare emozioni di guida fuori dal comune. Le ho testate, per una prima prova di contatto, in Sicilia lungo le leggendarie strade della Targa Florio.

Base tecnica comune e differenziazioni

Tutto si sviluppa attorno al bicilindrico boxer da 1.170 cc raffreddato ad aria-olio, base comune per le "classic" dell’Elica, che guadagna l’omologazione Euro 4, mantiene la potenza di 110 cv ma perde qualcosina in termini di coppia massima, che passa da 119 a 116 Nm a 7.500 giri/min. Un’inezia! Diversi poi alcuni particolari della ciclistica tra i 3 modelli: sulla nineT standard lavora una forcella da 46 mm, pluriregolabile, che arriva dritta dalla sportiva S 1000 RR, mentre la Pure e la Racer adottano una forcella tradizionale da 43 mm, non regolabile. Cambiano anche quote e misure. Per quanto riguarda la Standard, arriva un’inclinazione leggermente più chiusa del cannotto di sterzo, con un conseguente aumento dell’avancorsa e un passo più lungo (di 11 mm); aumenta poi l’altezza della sella (da 785mm a 803 mm), rimane inalterato il peso di 222 Kg, mentre il serbatoio passa da 18 a 17 litri. I cerchi a raggi sono di serie, diversamente da Pure e Racer che invece li propongono in optional. Anche per queste ultime l’altezza sella è pari a 805 mm, ma cambiano l'inclinazione del cannotto di sterzo (63,4° per la Pure e 63,6° per la Racer), l'avancorsa (105 mm la Pure e 103,9 mm la Racer) e l'interasse (1.493 mm per la Pure e 1.491 la Racer). Il peso rimane simile a quello della versione standard, appena più basso: 219 kg per la “minimal” Pure e 220 per la Racer. Su tutti e tre i modelli, infine, arriva la possibilità di montare l’ASC (il controllo di stabilità BMW) in optional. Tre moto apparentemente simili sul piano tecnico ma che offrono sensazioni di guida assai diverse...

BMW R nineT Racer

Per posizione di guida e impostazione generale, è di sicuro - tra tutti i tre - il modello con la personalità più spiccata. E non solo dal punto di vista estetico - look spietatamente bello da sportiva anni ‘70, livrea che fa battere forte il cuore e meccanica il bella mostra - perché sono soprattutto le caratteristiche dinamiche, su questa Racer, ad affascinare irrimediabilmente. Una moto non per tutti, bisogna approcciarla con consapevolezza. Scomoda sulle prime (ma anche dopo, la situazione non migliora molto), ci si ritrova in sella col busto disteso in avanti, quasi spalmati sul serbatoio, e il peso che grava sui polsi. I primi chilometri possono risultare traumatici! Poi la magia... soprattutto se si affronta un bel tratto di strada guidato, con lunghi curvoni, ma anche esse veloci. Il segreto è stringere gli addominali, ridurre il carico sugli avambracci e guidarla col corpo, lasciando poi alla ciclistica, precisa e rigorosa, il resto del lavoro... perché una volta impostata la traiettoria - grazie anche alla notevole sensazione di controllo e al feeling con l’avantreno - la Racer dove la metti sta. Uno stile di guida un po’ “old school” se volete, ma che ripaga con un piacere tale e inatteso, che quando prendi il ritmo non vorresti più smettere di farla danzare aggressiva tra le curve, col boxer che qui si esalta e regala sensazioni dal gusto inesauribile. Come avrete intuito, la personalità di questa Racer - che la rende diversa da tutte le altre - mi ha rapito. Il consiglio, se vi intriga, è di provarla (per bene, però, senza accontentarvi di una manciata di chilometri) e vedere se scatta la magia, perché in quel caso… va be’, ve lo dico nelle conclusioni. Disponibile sono nella colorazione light white con colori BMW Motorsport è venduta al prezzo di 14.300 euro chiavi in mano.

BMW R nineT Pure

Ha uno stile minimal per stuzzicare la voglia di personalizzazione. Ma è anche quella commercialmente più interessante, soprattutto alla luce del prezzo… (ma non solo). Equilibrata, bella da vedere, rinuncia a qualcosa in fatto di componentistica ed equipaggiamento rispetto alla standard, senza perdere troppo iin quanto a sensazioni di guida e personalità. Facile da approcciare, ha una posizione di guida comoda, da vera roadster, con il manubrio largo che offre una leva eccellente sia in manovra che tra le curve, dove si lascia condurre con brio, senza mai risultare impegnativa. Una moto scanzonata e “easy go”, quando si tratta di andare a spasso, col boxer che borbotta allegro e sempre pronto a riprendere giri, con vigore, anche nelle marce più alte; ma che sa tirare fuori grinta e artigli, quando la strada si raggomitola e la voglia di divertirsi sale: nei rapidi cambi di direzione non è un fulmine in senso assoluto, ma risulta svelta il giusto e sempre reattiva e prevedibile nelle reazioni. La Pure è disponibile nella colorazione Catalano Grey, ad un prezzo di 13.300 euro (chiavi in mano).

BMW R nineT Standard 2017

E' la vertsione con la dotazione tecnica più raffinata e con le finiture più curate. La posizione di guida è simile a quella offerta dalla Pure, piacevolmente neutra ed accogliete. Dove invece le differenze si fanno sentire è sicuramente dal punto di vista dinamico, con la forcella - di derivazione sportiva - che fa la differenza quando si tratta di andare forte tra le curve. Il sostegno nelle staccate più aggressive - potente e modulabile l'impianto frenante - non viene mai meno, così come la precisione, il feeling con l'avantreno e la stabilità, quando si affrontano lunghi curvoni a tutta birra. Un rigore ed una resa in genere difficilmente riscontrabili su mezzi di questa categoria. L'ideale per sciogliere le briglie al grosso boxer bavarese e spremerlo davvero a fondo, godendone a pieno le potenzialità "ludiche". Tra finiture e dotazione, un pacchetto "upper premium" per chi vuole il massimo da una heritage BMW. Il prezzo è di 16.250 euro chiavi in mano.

Conclusioni

Se un amico - diciamo così “motociclista medio” - mi chiedesse: quale nineT mi consigli tra queste? Al di là di semplici considerazioni estetiche, gli direi di puntare dritto sulla Pure, perché va bene, è divertente, ed offre tutto ciò che ci si aspetta di trovare a bordo di una di queste heritage ad un prezzo non eccessivo. E poi è quella con il margine più alto di personalizzazione, il ché non guasta. Se invece si trattasse di un motociclista più esperto, e quindi in grado di apprezzarne a pieno la maggiore raffinatezza tecnica e il rigore, gli consiglierei sicuramente la nuova Standard, con una componentistica che fa la differenza in termini di precisione di guida quando si vuole andare forte… ma che costa anche 3.000 in più, e non è poco. La Racer merita un discorso a parte. Probabilmente la scegli perché la guardi - look da sportiva anni ‘70, blasone, livrea, boxer in bella mostra - e ti innamori. E l’amore si sa, non conosce ragioni...

Abbigliamento tecnico della prova

Casco: Shark Raw
Giubotto: Alpinestars Core Leather Jacket
Jeans tecnico: Alpinestars Crank Denim Pants
Guanti: Alpinestars Rage Drystar Glove
Stivali: OJ Sound

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Autore: Diego D'Andrea

Tag: Test , test , prove


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