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pubblicato il 27 marzo 2017

È questa la MotoGP che vogliamo

Che show alla prima gara della stagione. Vinales vince davanti a Dovi e Rossi

È questa la MotoGP che vogliamo

Quando guardi la prima gara dell’anno e arrivi a una manciata di giri dal termine e pensi “non mi importa come va a finire, mi sento già appagato così”, vuol dire non potevi desiderare uno show migliore. Vuol dire che i piloti non potevano regalarti uno show migliore. E poco importa se la partenza è stata rimandata per una pioggia che ha bagnato tre curve lasciando asciutto il resto del circuito. Chi se ne frega: se lo scopo è quello di salvaguardare la sicurezza dei piloti va bene tutto, altro che polemiche. Questa è la MotoGP che vogliamo. Certo, non è stato divertente guardare Zarco cadere mentre, un po’ a sorpresa, dominava una gara con una disarmante facilità al suo esordio nella classe regina: sembrava corresse già da anni con una MotoGP. E non è stato altrettanto piacevole vedere scivolare a terra Andrea Iannone quando, ahinoi, si giocava con Marquez la seconda posizione. Per non parlare della gara di Lorenzo alla sua prima uscita ufficiale in sella alla Ducati. Ma l’adrenalina di quei venti giri è stata come una iniezione di positività che ci fa amare ancora di più questo straordinario sport.

Due italiani sul podio

Anche perché quando ci sono i test si parla tanto, si fanno ipotesi, si azzardano pronostici. E lo si fa anche durante le qualifiche. Ma poi, puntualmente, in gara, quando sale la tensione e i piloti si ritrovano spalla a spalla, cambiano gli equilibri. Così Valentino Rossi e Andrea Dovizioso – con il primo che fino a due giorni fa sembrava destinato quasi al ritiro dalle corse viste le performance e il secondo offuscato dall’arrivo di un compagno di squadra come Lorenzo –, hanno suonato la carica stravolgendo ogni previsione e facendo sognare il pubblico italiano. Arrendendosi solo a Vinales, un talento spaventoso, che sembrava quasi in difficoltà nella prima parte di gara: poi ha tirato fuori un gran carattere e ha portato a casa una straordinaria vittoria. In ogni caso, è un podio, questo, che mette allegria, al di là delle simpatie personali.

Aprilia, i caduti e Lorenzo

E Aprilia? È vero che non è una singola gara a dare la misura dei valori “in campo”, ma il sesto posto di Espargarò (che ha duellato con Pedrosa) la dice lunga su quanto stia crescendo il team del marchio di Noale. Dispiace solo non poter sapere come sarebbe andata la gara di Zarco e di Iannone senza i loro rispettivi errori, mentre bisognerà avere un po’ di pazienza con Lorenzo: fino a due giorni fa tutti lo consideravano il più accreditato a portare il titolo in Ducati, da oggi è quasi un pilota scarso quanto costoso. La verità è un’altra e sta nel mezzo: Lorenzo è un pluricampione del mondo, ha semplicemente bisogno di tempo per provare ad adattare il suo stile di guida a una moto completamente nuova e decisamente diversa rispetto a quella che lui ha guidato fino a qualche mese fa. Punto. Ah, comunque quella di Marquez è solo una gara non al top, tornerà presto a brillare, così come sicuramente rivedremo al vertice anche Pedrosa.

Si torna in pista il 9 aprile

Insomma, non so voi, ma personalmente non vedo l’ora di assistere alla prossima gara. Sono consapevole che non tutte saranno spettacolari come quella di ieri, ma allo stesso modo credo che sarà una stagione divertente e avvincente, dove in fondo nulla è scontato e tutto è ancora da scrivere. Ora ricordate al vostro calendario di “dirvi” che il 9 aprile non ci siete per nessuno: la MotoGP torna in pista, sarà il turno del GP d’Argentina.

Autore: Francesco Irace

Tag: Sport , motogp


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