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pubblicato il 28 marzo 2017

Yamaha MT-10 SP e Tourer Edition - TEST

Maxi-naked camaleontica e di grande carattere. L’abbiamo provata nelle due nuove versioni 2017

Yamaha MT-10 SP e Tourer Edition - TEST
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Quando disponi di una base versatile e ricca di potenzialità, è davvero facile riadattarla e reinterpretarla, per esaltare le diverse anime trattenute al suo interno. Così, dalla muscolosa Yamaha MT-10 standard, nascono la raffinata e prestazionale versione SP, con componentistica ed elettronica al top per massimizzare sportività ed efficacia di guida su ogni percorso, e la Tourer Edition, che con pochi e mirati accessori, trasforma la maxi-naked dei tre diapason in una specie di sport-tourer... tanto sport e tourer il giusto. Scopriamo insieme come vanno.

Non lascia indifferenti...

Il design è quello noto della MT-10, mezzo di carattere anche nell’impatto estetico, con una linea, soprattutto nella parte frontale, che difficilmente mette tutti d’accordo. Così, c’è chi come me trova affascinante quello sguardo “robotico” tra Gundam e Daltanius, e chi invece proprio non lo digerisce. Ma una cosa è certa, soprattutto nello vista d’insieme, con la parte davanti massiccia, nerboruta e dominata dal grosso 4 cilindri, e il retrotreno filante e sportivo… difficilmente si rimane indifferenti. Nello specifico,la versione SP beneficia di una nuova grafica e di una colorazione dedicata Silver Blu Carbon, con carena di colore argento, steli forcella oro e cerchi blu. La Tourer Edition, invece, è esteticamente caratterizzata dagli accessori touring a bordo offerti di serie, ovvero, plexiglass, paramani, sella comfort e soprattutto le borse laterali (di tipo semi-rigido, già viste sulla serie Tracer).

Caratteristiche generali

Apparentemente, tutto sembra ruotare attorno al vigoroso 4 cilindri in linea derivato dalla R1 da 160,4 cv di potenza massima e con un picco di coppia di 111 Nm a 9.000 giri/min. E in parte è così! Ma sulla MT-10 è anche la ciclistica ad avere un ruolo primario, rendendola un mezzo eccezionalmente efficace e bello da guidare, a partire dal robusto telaio Deltabox (anch’esso derivato dalla R1, ma opportunamente modificato) fino al potente impianto frenante che davanti sfrutta due dischi da 320mm. Per quanto riguarda le sospensioni, sulla MT-10 standard e sulla Tourer Edition troviamo una forcella telescopica da 43 mm e un forcellone oscillante, con leveraggi progressivi (entrambi pluriregolabili); sulla SP arrivano invece sofisticatissime sospensioni di tipo semi-attivo. Ovvero, le Öhlins EC Smart, controllate da una centralina chiamata SCU (Suspension Control Unit), che analizzando i dati rilevati da specifici sensori riesce e regolare l’idraulica (estensione e compressione) adattandola in tempo reale allo stile di guida e alle condizioni dell’asfalto. Cinque le modalità di gestione, dalle automatiche - l’estrema e pistaiola A1, e la più stradale ed equilibrata A2 - alle manuali M1, M2 e M3, in cui il pilota può preimpostare liberamente i propri parametri preferiti e cucirsi - come si suol dire - la moto addosso (ovviamente, in questo caso, le regolazioni restano “fisse”, quindi il sistema non interviene ad adattarle automaticamente durante la guida).

La versione SP

Ma non è questa l’unica caratteristica a differenziare la versione SP della MT-10, sulla quale spiccano anche i 4 diversi pre-set tra i vari parametri: erogazione del motore (impostabile su Sport, Medium e Soft), controllo di trazione (regolabile su 3 livelli) e sospensioni (5 livelli). A rendere facile e immediata la gestione delle modalità di guida, i comandi al manubrio e l’ottima visualizzazione di tutti i parametri sulla strumentazione TFT dedicata a questa SP, che oltre ad offrire un’illuminazione diversa per il giorno e la notte, propone una grafica differente in base alla modalità di guida. Complessivamente ben leggibile, bella e davvero riuscita.

La versione Tourer Edition

La versione destinata a chi vuole maggiore comfort e fare strada, oltre ai già citati accessori da viaggio (plexiglass, paramani, sella comfort e borse laterali), propone di serie anche il cruise control, utile nei lunghi spostamente autostradali, e il supporto per il navigatore GPS. Inoltre, i D-Mode disponibili in questo caso sono 3, così come le possibilità di regolazione del controllo di trazione. Per quanto riguarda la strumentazione, c’è un “normale” elemento LCD al posto dell’avveniristica TFT della SP.

A tutto TEST

Probabilmente una delle maxi-naked più azzeccate degli ultimi anni. Posizione di guida sportiva ma non estrema, un motore che è gioia motociclistica pura e una ciclistica precisa e rigorosa, che volendo non sfigura neanche tra i cordoli. Una moto che ti fa venire proprio voglia di usarla... sempre sincera e appagante. Caratteristiche ancora più enfatizzate in queste due nuove versioni. La MT-10 SP, dalla componentistica più raffinata e con un’elettronica al top, non fa rimpiangere una carenata quando si cercano prestazioni e aggressività. La modalità di guida più estrema è sin troppo su strada, meglio “ammorbidirla” un po’ con l’elettronica e gustarsi tutto il divertimento che sa regalare. Misto stretto, veloce, difficile non innamorarsene… e più le chiedi, più ti dà. Il tutto, rimanendo sorprendentemente trattabile e confidente. Insomma, si vola a ritmi elevati senza quasi accorgersene… per non parlare di quell’insana istigazione all’impennata, sempre in agguato nelle marce più basse. Mi piace tantissimo, poi, l’inedita strumentazione di questa SP e la facilità di intervenire sui vari parametri con relativa facilità: la vuoi affilata come una lama giapponese? La vuoi morbida in città o per andare a passeggio? Oppure estrema per sgranocchiare cordoli? “Cambi” moto in un attimo premendo qualche tasto e hai sempre tutto sotto controllo. Tra le caratteristiche che ho apprezzato di più, oltre al motore e alla precisione di guida, la frenata (potente e modulabile) e il feeling con l’avantreno che invita ad osare e infonde tanta fiducia.
Saltando in sella alla Tourer Edition, pur consapevole di perdere qualcosa in fatto di componentistica e raffinatezza tecnica (la base è quella della Mt-10 standard), lo stacco non è poi così drammatico e divertimento e sensazioni di guida rimangono tutto sommato piacevolmente le stesse. Con il plus di beneficiare di una maggiore protezione aerodinamica - il plexiglass copre piuttosto bene anche in velocità - e di una seduta comoda e abbastanza confortevole. Io, personalmente, la sceglierei senza problemi anche per fare tanti chilometri (soprattutto se l’itinerario è di quelli curvosi, che meritano)… con questa versione della MT-10 si va forte, ci si diverte e non ci si stanca. Peccato che nelle valigie semirigide offerte di serie ci stia giusto il necessario per un week-end (o poco più).

Allestimento e prezzi

La maxi-nuda Yamaha in versione SP è venduta ad un prezzo di 16.190 euro, circa 2.500 in più rispetto alla standard, giustificati dalla raffinata dotazione di bordo. Per portarsi a casa la “pronto viaggio” Tourer Edition, invece, ce ne vogliono 14.690.

Conclusioni

La MT-10 può essere considerata, in un certo senso, una sorta di esaltazione tecnica delle muscle-naked di qualche anno fa, ben reinterpretate in chiave più sportiva ed emozionale, e con tanto rigore ciclistico in più. Senza però perdere quella proverbiale capacità di farti sentire a tuo agio in ogni situazione. E rispetto alla standard, queste due nuove versioni - SP e Tourer Edition - enfatizzano ulteriormente il concetto, andando a stanare in ogni motociclista la sua indole più vera… ma con un minimo comune denominatore sempre chiaro e ben percepibile: il divertimento motociclistico puro!

Abbigliamento tecnico della prova

Casco: HJC RPHA 11
Giubotto: Alpinestars Core Leather Jacket
Jeans tecnico: Alpinestars Crank Denim Pants
Guanti: Alpinestars Rage Drystar Glove
Stivali: Alpinestars New Land Gore-Tex

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Autore: Redazione

Tag: Test , test , prove


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