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pubblicato il 24 marzo 2017

MotoGP 2017, l'attesa è finita

Prende il via in Qatar quello che, sulla carta, si preannuncia come il motomondiale più avvincente degli ultimi anni

MotoGP 2017, l'attesa è finita

Prima di ogni stagione della MotoGP c’è sempre tanta curiosità. Si guardano i test cercando di captare, anche in modo esasperato, quali saranno i valori che di lì a poco i piloti esprimeranno nelle gare. Ma per fortuna l’attesa è finita e da ora si inizierà a fare sul serio (qui gli orari TV della gara in Qatar). Mai come quest’anno, però, la curiosità è davvero tanta. Sono cambiate un bel po’ di cose, c’è stato un bel movimento di piloti tra i team e alcuni equilibri a cui eravamo abituati potrebbero essere stravolti. Sarà forte anche in gara Vinales con la Yamaha? E Valentino Rossi riuscirà a lottare ancora una volta con dei rivali molto più giovani? E Lorenzo, potrà già portare in alto il marchio Ducati? Alla fine vincerà di nuovo Marquez? Sono questi gli interrogativi che un po’ tutti gli appassionati e gli addetti ai lavori si stanno ponendo, alla vigilia di una gara, il cui esito – è bene precisarlo – non ci darà certo già un’idea chiara di chi lotterà per il mondiale e chi no.

Valentino Rossi è davvero in difficoltà?

È vero che i test vanno presi con le pinze, sempre. Ma intanto ci hanno raccontato di un Valentino Rossi per nulla soddisfatto della sua Yamaha. Il nove volte campione del mondo non ha ancora trovato il feeling sperato e non riesce a guidare come vorrebbe. C’è da preoccuparsi? Io dico di no, perché in fondo Rossi non ha mai brillato nei test e nemmeno nelle qualifiche. È sempre stato uno che la differenza l’ha fatta dove conta: in gara. Certo, gli anni passano per tutti, anche per i campioni come lui e i rivali sono sempre più numerosi e mostruosamente veloci. Ma spinto dal suo talento, il pesarese ci ha abituato a imprese senza precedenti e sicuramente riuscirà ad entrare in simbiosi con la nuova M1 disputando ancora una volta un grande mondiale.

Vinales si confermerà anche in gara?

Che Vinales sia stato impressionante al suo debutto con la nuova moto è un dato inconfutabile. È stato velocissimo in tutti i test, sia sul passo che sul giro secco; ed è stato velocissimo anche nella FP1 di ieri. Guida la Yamaha M1 con una disinvoltura impressionante, quasi come se la conoscesse da anni. È stato amore a prima vista, non c’è dubbio. Resterà da capire se sarà una relazione, quella tra lui e la moto, destinata a crescere nel tempo e a consolidarsi su un terreno diverso, quello delle gare, dove entrano in gioco tanti altri fattori. Intanto il punto di partenza non poteva essere migliore.

E Lorenzo e la Ducati?

Aspettarsi da Lorenzo la vittoria del titolo in sella alla Ducati è probabilmente sbagliato (non lo è, ovviamente, augurarselo). La Ducati, sebbene sia una moto che ha registrato dei progressi paurosi nel giro di pochi anni (è ora molto diversa da quella con cui ha corso Valentino: dunque, evitiamo, anche in futuro, paragoni sbagliati e decisamente fuori luogo) è una moto che richiede comunque un certo adattamento. Abituato negli ultimi anni a guidare la Yamaha, Lorenzo dovrà resettare corpo e cervello e riprogrammarli pian piano. Non sarà facile. Ci vuole tempo e pazienza. Intanto in Qatar, dove la Ducati va molto bene, ci si potrebbe anche aspettare un risultato importante. Altrove chissà, lo vedremo.

Marquez e Iannone?

Marc Marquez non ha fatto parlare molto di sé nel corso di questi test invernali ma, in sordina, ha lavorato sodo per sviluppare al meglio la sua Honda. Dovrà ancora affinare alcune cose, soprattutto per poter essere competitivo su tutte le piste e poi potrà battagliare con la costanza e la velocità di sempre. D’altronde, a detta di molti (Valentino compreso, magari con una bella dose di scaramanzia), probabilmente il titolo 2017 sarà un’affare tra Marquez e Vinales. Vedremo anche questo. Intanto ci gustiamo questo inizio di mondiale con tante belle incertezze.

Le novità del regolamento del 2017

Va ricordato, infine, che a partire da quest’anno non saranno più disponibili le gomme intermedie. Il numero massimo di mescole da asciutto e da bagnato rimane invariato ma vi sarà una specifica supplementare di pneumatici slick anteriori e posteriori da poter scegliere. E, come ormai è noto, non sarà più possibile utilizzare le appendici aerodinamiche per questioni di sicurezza. Ciascun team, infatti, entro ieri, ha dovuto presentare le due carenature da omologare per tutta la stagione, che potranno subìre una sola modifica (solo nelle componenti “interne”) nel corso del mondiale.

 

Autore: Francesco Irace

Tag: Sport , motogp


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