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Attualità e Mercato

pubblicato il 21 marzo 2017

Disegno legge salva-ciclisti. E i motociclisti?

Proposte norme sul sorpasso alle bici. Ma le regole per le moto sono cadute nel dimenticatoio

Disegno legge salva-ciclisti. E i motociclisti?

Cominciamo dal disegno legge d’iniziativa del senatore Michelino Davico (comunque sottoscritto da senatori di diverse parti politiche). È il numero 2658 e propone modifiche all’articolo 148 del Codice della Strada in materia di tutela della sicurezza dei ciclisti. La premessa è condivisibile: i dati forniti dal ministero dei Trasporti affermano che dal 2013 in Italia si vendono più biciclette che automobili. Il mercato italiano registrava l’acquisto di 1.600.000 bici contro 1.400.000 vetture, con un trend previsto in ulteriore crescita almeno fino al 2019. Un segno, questo, dell’esigenza da parte degli italiani di muoversi sempre di più in bicicletta, che non può più essere ignorato. Il problema è che, stando ai dati Istat, i decessi di ciclisti a seguito di sinistri stradali nel 2015 sono stati ben 249, oltre 16.000 i feriti in un solo anno.

Ecco l’idea...

Attualmente, il nostro impianto legislativo è incentrato unicamente sul disposto di cui all’articolo 148 del Codice della Strada che regolamenta il sorpasso in termini generali. “Appare evidente che nel nostro ordinamento manca del tutto un’individuazione ben precisa della distanza minima che gli automobilisti che sorpassano i ciclisti devono mantenere, nonostante i pericoli per la sicurezza che derivano dalla manovra. Ciò, diversamente da quanto avviene in altri Paesi europei, da tempo molto attenti alla tutela della sicurezza dei ciclisti ed ai necessari rapporti tra ciclisti e automobilisti”, questa l’opinione di Davico. Morale, si vogliono aggiungere queste parole: “È vietato il sorpasso di un velocipede a una distanza laterale minima inferiore a un metro e mezzo”. Occhio: non viene specificato che l’obbligo riguardi solo le auto o i mezzi pesanti; comprende le moto. Probabilmente con multa di 81 euro e taglio di 5 punti-patente. Il tutto per limitare una conseguenza negativa ai danni di chi va in bici: lo spostamento dell’aria causato dal veicolo che effettua il sorpasso.

E le moto?

Al di là della norma specifica, comunque l’obiettivo di tutelare gli utenti deboli della strada è condivisibile. È pertanto lecito chiedersi che fine abbiano fatto tutte le altre regole di cui si è parlato per mesi in passato: ci riferiamo all’inserimento della figura del motociclista, per legge, all’interno degli utenti deboli della strada. Così che risulti più protetto, più tutelato. a Non solo: nell’àmbito della riforma del Codice della Strada, la Camera aveva dato l’ok, nel 2015, a una disciplina per l’ambito urbano: recepiva le principali innovazioni introdotte in altri Stati europei per la sicurezza dell’utenza vulnerabile. E ci avrebbe reso più moderni. Si faceva riferimento ai concetti di spazio condiviso, zona d’incontro e principio di prudenza, che assegnano la precedenza agli utenti vulnerabili e assicurano la coesistenza delle funzioni residenziali e commerciali con quelle di mobilità. Prevedeva disposizioni che favorivano l’accesso delle biciclette, dei ciclomotori e dei motocicli alle corsie riservate ai mezzi pubblici. Non se n’è fatto più nulla. Peccato, un’occasione persa.

Autore: Redazione

Tag: Attualità e Mercato , codice della strada


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