Novità

pubblicato il 2 settembre 2005

Ducati 999 M.Y. '05

Tante tante piccole novità...

Ducati 999 M.Y. '05
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Cosa è cambiato nella 999 con l’arrivo del 2005? Tutto e niente…o meglio…del progetto originale sono state conservati i concetti fondamentali, ma sono stati cambiati e/o perfezionati così tanti dettagli che si potrebbe tranquillamente parlare più di un modello nuovo che di un restyling.

Ma andiamo con ordine e partiamo dal vestito…
…che è stato modellato per risultare estremamente vicino a quanto proposto dalla sorella maggiore “R” lanciata qualche mese prima delle più popolari “base” ed “S”. L’obiettivo principale non era tanto quello di migliorare l’estetica, già di per sé molto originale, ma di rendere la 999 meno resistente all’avanzamento.

Una soluzione intelligente, perché permette alla sportiva/ ducati /di tenere il passo delle più “cavallate” giapponesi sui rettifili delle piste più veloci, nonostante il deficit di cavalli, e che ha coinvolto la forma del cupolino e della carenatura. A “rimetterci” sono state le caratteristiche unghie nere ai fianchi del gruppo ottico sdoppiato, alcuni cm2 dei deflettori dei deflettori verticali montati lateralmente e la parte bassa della carena, che ora è decisamente più affilata.

Ma non c’è solamente una nuova carena a rimodellare le forme della 999 ma anche un nuovo forcellone in alluminio scatolato che prende il posto dell’elemento “striminzito” tanto criticato dai ducatisti DOC. Grazie a forme del tutto simili…per non dire identiche al doppio braccio montato da sempre sulla specializzata R, il volume di coda appare ora decisamente più bilanciato…tanto da far apparire più integrato nel design anche il criticato terminale di scarico “cubico” per l’occasione di nero opaco dipinto.

Più cura per il dettaglio
Sì il classico grigio metallo ha lasciato il posto ad una soluzione verniciata così come il telaio è stato finalmente fatto transitare per il reparto verniciatura: da un punto di vista prestazionale non cambia nulla, ovviamente, ma l’occhio gode e si ha la netta sensazione di aver a che fare con un prodotto maggiormente curato e rifinito: condizioni indispensabili per prodotti dal listino elevato.

Sono stati dunque cambiati numerosissimi elementi ed è stato ridotto anche il peso che, a secco, è pari a 186 kg. Variano anche alcune geometrie al retrotreno mentre il telaio resta sostanzialmente identico con la stessa possibilità offerta in passato di variare l’angolo di sterzo con valori compresi tra i 23.5 e 24.5 gradi (avancorsa 91-97 mm).

Per l’allestimeno “base” sono confermate le sospensioni Showa pluriregolabili. Interessante la forcella da 43 mm che propone un particolare trattamento al TiN per migliorare la scorrevolezza. Per S, come per R, sono a loro volta confermati i prodotti Ohlins. Nessuna news anche per il reparto frenante: davanti lavorano due dischi da 320 mm, dietro un 240 mm…controllati da pinze Brembo “alimentate”, nel caso dell’avantreno, da una potente pompa radiale.

Coppa alta in pensione
Tutto nuovo, invece, il motore. Il "vecchio" Testastretta coppa alta, va in pensione e dai 124 CV “immatricolati” nel corso del 2002 si passa alla bellezza di 140 a 9.750 giri/min del “coppa bassa”. Più potenza ma anche più coppia: 11.1 kgm contro i 10.4 kgm della precedente versione allo stesso regime: 8.000 giri/min.

Tutti nuovi gli alberi a cammes, dai diagrammi più spinti, le cartelle copricinghia ventilate, pensate per ridurre la temperatura di esercizio e quindi lo stress delle cinghie della distribuzione…ma è aumentato anche il rapporto di compressione e la lubrificazione degli organi interni grazie all’introduzione del nuovo carter. Rimangono in linea con le normative Euro2, infine, le emissioni di gas nocivi.

Prezzo? 16.995 euro. Stesso prezzo anche per la versione “S”: 20.995 euro. Per lei sono arrivati 3 CV in più, sospensioni Ohlins dalle specifiche rinnovate e pinze freno ad attacco radiale.

Autore: Emiliano Perucca

Tag: Novità , strada , bicilindriche , 1000


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