Test

pubblicato il 10 marzo 2017

Yamaha TMAX DX e SX 2017 - TEST

Arriva sul mercato in 3 differenti versioni e lo abbiamo provato sulle belle strade intorno a Cape Town

Yamaha TMAX DX e SX 2017 - TEST
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Un mezzo che non ha certo bisogno di presentazioni. L’ultima incarnazione del TMAX migliora ulteriormente il pacchetto e moltiplica l’offerta differenziando la propria gamma secondo immagine, equipaggiamento e pubblico di riferimento: TMAX base, che si può considerare la porta d’accesso alla famiglia dei maxi-scooter di Iwata; TMAX SX, rivolto ad un pubblico più dinamico e sportivo; e la versione top di gamma, TMAX DX, con equipaggiamento super premium, dedicato a chi cerca il massimo in fatto di comfort e dotazione di bordo. Questi ultimi due allestimenti, SX e DX, sono stati i protagonisti della prova di contatto avvenuta sulle suggestive strade del SudAfrica.

Come il buon vino...

Invecchia bene e la maturità gli giova senza ombra di dubbio. Un mezzo, il TMAX, che stilisticamente ha vissuto diverse stagioni, da quella della sportività più sfacciata a quella delle linee più morbide e “amichevoli”, fino a raggiungere, oggi, un equilibrio perfetto tra aggressività ed eleganza, che allarga la forbice dei potenziali “ammiratori”. Il tutto, avvolto dall’irrinunciabile richiamo alle carenate Yamaha della serie R. Davanti spiccano i nuovi gruppi ottici full LED e le frecce integrate, mentre l’aumento di volume del vano sottosella - che ora può contenere fino a due caschi demi-jet - non ha inciso sulla parte posteriore del mezzo, che rimane piacevolmente dinamica e filante. A differenziare esteticamente le versioni SX e DX, le colorazioni, più aggressive per la prima (Matt Silver e Liquid Darkness), più raffinate per la seconda (Phantom Blue e Liquid Darkness), in entrambe i casi arricchite da particolari che enfatizzano il carattere dei rispettivi allestimenti.

Cosa cambia... e cosa no

A spingere il TMAX 2017 è il noto bicilindrico frontemarcia da 530 cc raffreddato a liquido, da 46 cv, che in questa versione guadagna l’omologazione Euro4. L’impianto di scarico è stato completamente rivisto, come anche iniettori e airbox, mentre per quanto riguarda la trasmissione arriva un’inedita cinghia in fibra di carbonio, più resistente, compatta e leggera. Sul fronte della ciclistica sono diverse le novità a bordo: a partire dal riprogettato telaio pressofuso in alluminio, dal forcellone più lungo di 40 mm, e dal nuovo sistema di leveraggi progressivo, con l’ammortizzatore che, sulla versione DX, può essere regolato sia per quanto riguarda l’idraulica che nel precarico della molla. Il comparto sospensioni è completato da una forcella telescopica da 41 mm, mentre l’impianto frenante sfrutta due dischi anteriori da 267 mm, e un disco posteriore da 287, oltre ad un efficiente sistema ABS. Il peso del nuovo TMAX è inferiore rispetto al precedente modello rispettivamente di 9 kg (versione SX) e 6 kg (versione DX, maggiormente accessoriata). Le misure degli pneumatici, infine, sono 120/70-15 davanti e 160/60-15 dietro.

Dotazione 

Importanti, poi, le novità sul fronte dell’elettronica per le due versioni SX e DX oggetto del test: a partire dalle mappe, T-mode (Town) e S-mode (Sport), che permettono di regolare l’erogazione del motore in base alle condizioni di guida, e dal sistema Traction Control (denominato TCS). In più la versione DX è equipaggiata anche con il cruise control, oltre ad avere di serie sella e manopole riscaldate, e un pratico e funzionale parabrezza elettrico (sulla SX, invece, il plexiglass è regolabile manualmente su due posizioni).

Smart Key e strumentazione

Anche sulla versione 2017 del TMAX è stata adottata una moderna Smart Key al posto della chiave tradizionale, che consente, inoltre, il blocco del cavalletto centrale. Inedita poi la strumentazione, che ora, sul moderno display TFT centrale, riporta anche le indicazioni per quarnto riguarda l’elettronica, come ad esempio la mappa D-Mode selezionata, oltre alle classiche info di servizio e a tanti altri parametri come la carica della batteria, la temperatura dell’aria e quella del liquido di raffreddamento. Interessante, la possibilità di collegare il proprio smartphone al veicolo tramite l’applicazione My TMAX Connect - realizzata in collaborazione con Vodafone - che dialoga con il GPS integrato fornendo numerosi parametri e utili indicazioni. Tra le più interessanti: localizzazione del veicolo, allarme in caso di batteria scarica, ma anche la protezione dai furti, con il servizio di recupero veicoli e localizzazione di Vodafone che, tramite una rete di centrali operative attive H24, è in grado di collegarsi con le autorità per recuperare mezzi rubati in tutta Europa. E visto l’amore dei ladri per il TMAX...

A tutto TEST

Mi accomodo in sella e trovo ogni cosa lì, proprio dove serve... forse avrei preferito solo una maggiore razionalizzazione dei pulsanti di accensione e spegnimento del veicolo (sono due, differenti e separati l’uno dall’altro), ma dopo un po’ ci si abitua. L’accoglienza a bordo è di buon livello e adatta a piloti di tutte le taglie, anche se lo spazio per i piedi nella posizione “standard” (per intenderci, quella con le gambe piegate normalmente e non allungate) risulta appena sufficiente. Sia sulla versione SX, ma ancor più sulla DX, le finiture di ottimo livello amplificano e rendono netta la sensazione di trovarsi in sella ad un mezzo "premium" di alta gamma. Ma è sopratutto quando finalmente si ruota il comando del gas, che il TMAX propone il meglio del suo repertorio. Un cocktail di performance motoristiche e rigore ciclistico che si esprime ai massimi livelli su ogni percorso. In città, si fila via tra le auto con una manovrabilità eccellente, e ad ogni semaforo ti senti gratificato da un’accelerazione bruciante capace di lasciarsi tutto alle spalle. In questo frangente provo a giocare in po’ con i D-Mode che hanno esordito su questo modello: Sport è quello che preferisco, con tutta la potenza che ha reso il TMAX il maxi-scooter più temuto dalle moto; Town, invece, più dolce e progressivo, è sicuramente da preferire in caso di fondi bagnati o insidiosi… insieme al Traction Control, una bella sicurezza nelle brutte giornate di pioggia in città. Non appena la strada si apre e il ritmo aumenta, tra i meravigliosi scorci del Sudafrica mi gusto la ripresa forte e costante, che garantisce sorpassi fulminei e punte velocistiche ben oltre i limiti consentiti (si raggiungono agevolmente i 160 Km/h effettivi). La stabilità sul veloce è notevole, mettendo al riparo da indesiderati ondeggiamenti, mentre la protezione aerodinamica consente di viaggiare abbastanza comodi a medie autostradali. E qusto sia sulla versione SX, che ha un plexiglass regolabile manualmente (tramite attrezzi) su due posizioni, ma ancora di più sul DX, che con il suo parabrezza elettrico dall’ampia escursione, regolabile anche in movimento tramite comando al manubrio, offre un livello di comfort e protettività eccellente: 10 e lode!

Mangiacurve

Ma è sulle strade tortuose che secondo me il TMAX si esalta e lascia dietro gran parte della concorrenza. La frenata si conferma decisa e modulabile, l'ideale per "apparecchiare" ingressi in curva fulminanti, perfettamente sostenuti dalla forcella, che propone la classica quadratura del cerchio tra sportività e comfort, lavorando molto bene col resto della ciclistica. Eventuali disomogeneità del manto stradale vengono assorbite senza problemi e senza innescare scompensi ciclistici, forse solo la reazione del posteriore talvolta appare un po’ secca, mentre agilità e angoli di piega disinvolti invitano a sciogliere le briglie, solleticando i pruriti sportivi. Davvero un gran bel divertimento!

Allestimenti e prezzi

Il TMAX 2017 è disponibile presso le concessionarie Yamaha ai seguenti prezzi: 11.490 euro per la versione base, 12.290 euro per la SX e 13.390 euro per la top di gamma DX. Tanti, inoltre, gli accessori presenti in catalogo per personalizzare al meglio il proprio scooter, con un maggiore accento di sportività o comfort, in base a gusti ed esigenze.

Mi piace o non mi piace?

L’errore più grande che si possa fare è quello di andare alla ricerca di una moto all’interno del TMAX, che invece è, e rimane, essenzialmente un maxi-scooter. Il Re, dei maxi-scooter. Alte prestazioni, capacità di andare forte, certo, ma... è sempre un maxi-scooter e non una moto. Solo così, senza cadere in questo equivoco, se ne possono apprezzare realmente le eccellenti qualità, che lo rendono il protagonista indiscusso del suo segmento. Un modello che in questa ultima versione raggiunge una maturità davvero invidiabile e, soprattutto in versione DX, la capacità di raggiungere anche un pubblico nuovo, più esigente e attento ai particolari; e che magari non vuole rinunciare ai tipici comfort automobilistici (vedi ad esempio cruise control e il riscaldamento per sella e manopole) quando passa dalle 4 alle 2 ruote. Un prodotto talmente perfezionato, negli anni, che trovargli difetti non è affatto semplice, se si esclude il desiderio di un po’ di spazio in più per i piedi e il prezzo di acquisto, sì commisurato all’elevata qualità e dotazione tecnica, ma comunque un po’ elevato.

Abbigliamento tecnico utilizzato

CascoShark Evoline 3
GiubbottoAlpinestars Luc Air 
Guanti Alpinestars corozal Drystar
Stivali Alpinestars New Land Goretex
Jeans TecniciPando Moto karl Desert

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Autore: Diego D'Andrea

Tag: Test , scooter , test , prove


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