Attualità e Mercato

pubblicato il 22 febbraio 2017

Disastro smog Italia: multa europea fino a un miliardo di euro. Chi paga?

Non siamo stati in grado di stare al passo... ecco cosa rischiamo

Disastro smog Italia: multa europea fino a un miliardo di euro. Chi paga?

Italia sotto schiaffo da parte dell’Unione Europea in tema di smog. La spada di Damocle si chiama “madre di tutte le sanzioni”, che può arrivare a un miliardo di euro. Infatti, il nostro Paese rischia di dover pagare cara la continua violazione delle norme sulla qualità dell’aria. Il pasticcio nasce dalla mancanza di una linea unitaria, a livello nazionale: ogni ente locale si regola un po’ come crede, imponendo blocchi del traffico che riguardano tutti i veicoli, moto incluse.

E due

La Commissione Ue ha appena dato il via alla seconda fase della procedura d'infrazione contro l'Italia (e altri Paesi, come Germania, Francia, Spagna e Gran Bretagna) per l'inquinamento eccessivo. Agli Stati finiti nel mirino di Bruxelles è stato quindi inviato un parere motivato nel quale si contesta la violazione della direttiva Ue del 2008 e si chiede di spiegare entro due mesi come intendono mettersi in regola.

Qui si muore

Bruxelles sollecita quindi l'Italia e gli altri Paesi “ad agire per garantire una buona qualità dell'aria e salvaguardare la salute pubblica” ricordando che più di 400.000 cittadini muoiono prematuramente nell'Ue ogni anno a causa della scarsa qualità dell'aria. Nel 2013 il persistere di elevati livelli di smog ha causato quasi 70.000 morti premature in Europa: pressoché tre volte il numero dei decessi causati da incidenti stradali nello stesso anno.

Ma Galletti è speranzoso

"Governo, Regioni e Comuni hanno già scelto di lavorare insieme per la qualità dell'aria e di farlo programmando misure finalmente strutturali, uscendo dalla logica delle risposte emergenziali - dice Gian Luca Galletti, ministro dell'Ambiente -. È chiaro a tutti che il problema dello smog non si risolve da un giorno all'altro: è il motivo per cui non può sorprendere l'apertura della seconda fase dell'infrazione, rispetto alla quale siamo del resto in buona compagnia in Europa. Siamo convinti che la Commissione riconoscerà il nostro cambio di marcia. Dalle misure previste nel Protocollo per la qualità dell'aria di fine 2015 sono stati fatti notevoli passi in avanti per mettere in condizione le Regioni, che sono responsabili degli interventi, di operare con la massima rapidità”.

Protocollo non vincolante

Va tuttavia ricordato che il “Protocollo regionale sulla qualità dell'aria" per contrastare la diffusione delle polveri sottili non è vincolante. Il Governo, d’accordo con le Regioni e i Comuni, ha stabilito alcune misure anti-inquinamento, ma le amministrazioni sono libere di aderire o no. Succede poi che, in una stessa area, alcuni enti accettino i provvedimenti del Protocollo, altri lo rifiutino. Una bella confusione, che ovviamente a livello europea non ci perdonano.

A caccia di quattrini

Ora, la questione è: chi paga quel miliardo di euro di multa europea? Se l'UE ci stanga domattina, dove prendiamo i quattrini? Già su chi ha un'auto o una moto incombe l'incubo di nuove accise-carburanti, proprio per evitare che l'Unione Europea apra una procedura d'infrazione in quanto i conti non tornano. Se dovessimo anche fronteggiare il guaio multa da smog, magari proprio nuove accise potrebbero essere la solita trovata del Governo. Senza contare il possibile problema del numero unico d'emergenza 112, voluto dall'UE: siamo certi che in tutta Italia funzioni e che ci sia l'immediata localizzazione del mezzo? Attenzione: se le cose non dovessero funzionare, rischieremmo un'altra multa...

Autore: Redazione

Tag: Attualità e Mercato , multe


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