Test

pubblicato il 21 febbraio 2017

Honda X-ADV - TEST

L'inedito SUV a due ruote della Casa giapponese apre un nuovo filone motociclistico. Lo abbiamo provato per voi nel nord della Sardegna...

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Si tratta di una delle novità più interessanti del 2017 (e forse tra le maggiori degli ultimi anni). Honda X-ADV crea un nuovo segmento, quello dei SUV a due ruote, attraverso una miscela di ingredienti potenzialmente esplosiva: praticità nell’uso quotidiano in città, divertimento tra le curve e attitudine al fuoristrada. Per sapere se tutte le promesse della Casa giapponese sono state mantenute, sono andato nel nord della Sardegna per una prima prova di contatto. Infilate il casco e scopriamo com’è andata...

Punta in alto

La prima cosa evidente di questo mezzo, non appena ci poggi sopra gli occhi, è lo sviluppo verticale; ma anche la snellezza, nonostante l’aspetto “massiccio”. Nessuna citazione diretta, poi... ma guardandolo è inevitabile pensare alle Honda da rally che corrono la Dakar. Dal punto di vista del design, si potrebbe dire che tutto è ispirato a linee guida ben individuabili: solidità, stile avventuroso, ma allo stesso tempo dinamicità ed eleganza. Come ci raccontano i volumi squadrati ma filanti, le finiture curate e particolari inequivocabili come le ruote a raggi, i paramani, lo scarico che spara in alto, il paramotore in alluminio e la strumentazione in stile enduro. Poi è chiaro, è un fatto di gusti e può piacere o non piacere ma... direi che è difficile, se non proprio impossibile, rimanere indifferenti davanti a questo Honda X-ADV.

Base collaudata

A spingere questo nuovo modello è il noto bicilindrico parallelo “corsa lunga” da 745 cc, che equipaggia anche l'Integra. Un’unità capace di erogare 55 CV a 6.250 giri/min e 68 Nm a 4.750 giri/min. A caratterizzarne fortemente il carattere, il cambio DCT con mappatura dedicata. Come noto, questo sistema è dotato di due modalità automatiche (D e S) oltre ad una manuale con selettori al manubrio. La modalità automatica D (Drive) è indicata per una guida “economy” (come ad esempio in autostrada, per limitare i consumi), oppure sul bagnato. La modalità S (Sport) - quella più frizzante - prevede a sua volta 3 livelli (S1, S2, S3), che consentono di modulare la resa dinamica del mezzo in base alle circostanze: S1 può essere considerato l'anello di congiunzione tra mappa Sport e la Drive; S2 è per avere il giusto pepe nel guidato, mentre S3 offre la massima grinta prestazionale e fa girare il motore più in alto a qualsiasi andatura. Ovviamente, sia in modalità D che nelle tre modalità S, è sempre possibile intervenire manualmente se ritenuto necessario. Quest’ultima generazione di DCT, inoltre, è stata anche ottimizzata per una migliore risposta all’apri e chiudi del comando del gas, soprattutto alle andature più basse, e dotata di un interessante sensore di pendenza, in grado di riconoscere se si sta guidando in salita o in discesa e di inserire - di conseguenza - la marcia più adatta. In merito ai consumi dell X-ADV Honda dichiara 27,5 km/l (nel ciclo medio WMTC) che, vista la capienza del serbatoio pari a 13,1 litri, dovrebbe garantire un’autonomia di oltre 300 km con un pieno. Durante il nostro test, anche guidando a ritmi molto (molto) sostenuti, non siamo mai scesi sotto i 20/21 km/l.

Telaio riprogettato

Per quanto riguarda la ciclistica, l’ossatura di questa nuova Honda è formata da un telaio in tubi di acciaio appositamente riprogettato per far spazio all’ampio vano sottosella da 21 litri, capace di contenere anche un casco integrale. Per quanto riguarda le sospensioni, davanti lavora una forcella a steli rovesciati da 41 mm (regolabile nel precarico molla e nello smorzamento idraulico in estensione) mentre dietro troviamo un monoammortizzatore regolabile nel precarico della molla (fissato al forcellone in alluminio a bracci differenziati). Entrambi propongono una escursione in linea con la filosofia di questo mezzo, che deve poter affrontare anche passaggi in fuoristrada: 153,5 mm all’anteriore e 150 mm al posteriore. L’impianto frenante, equipaggiato con ABS (non escludibile), sfrutta la potenza di arresto di due dischi anteriori da 310 mm, morsi da pinze Nissin radiali a 4 pistoncini, e di un disco posteriore da 240 mm con pinza monopistoncino. Le misure delle ruote, che calzano pneumatici on/off nelle misure 120/70 e 160/60, sono 17’’ all’anteriore e 15” al posteriore. La sella è alta 820 mm da terra e il peso con il pieno di benzina dell’X-ADV è di 238 kg.

SmartKey e strumentazione stile rally

Anche su questo modello Honda è presente, al posto della chiave tradizionale, un sistema smartkey che rende possibile l’accensione del veicolo quando ci si trova nel raggio di 2 metri dallo stesso. A caratterizzare fortemente l’X-ADV, poi, è anche la nuova strumentazione digitale LCD in stile Rally, dalla leggibilità decisamente buona e razionale, e con tutte le info a portata di sguardo. Un compatto gruppo di spie, inoltre, è integrato alla piastra che blocca il manubrio biconico in alluminio e mostra lo stato dell’ABS, il folle, lo stato del freno di stazionamento e quello di attivazione degli indicatori di direzione.

A tutto TEST

Si parte! La seduta mi conquista all’istante per il senso di controllo totale che trasmette. La sella è comoda, si sta un po’ in alto ma si tocca abbastanza bene con i piedi a terra, grazie alla forma rastremata nella parte anteriore. Personalmente, col mio metro e ottanta, non ho avuto alcun problema nelle manovre a motore spento, anche perché il largo manubrio biconico in alluminio - che poi è lo stesso che si ritrova a bordo della Africa Twin - offre una leva davvero efficace.

Su strada

Ad esser sincero, se appena qualche anno fa mi avessero detto che un giorno avrei guidato una specie di SUV a due ruote, con cambio automatico/sequenziale, per giunta divertendomi, probabilmente non ci avrei creduto. Ma se da questo X-ADV ci si aspetta soprattutto una resa convincente sui percorsi accidentati (e ne parleremo tra un po’) è su strada che invece arriva subito la prima bella sorpresa. Una facilità e una praticità d’uso da tipico commuter - potremmo dire, semplificando, un comportamento scooteristico - che sfocia in divertimento puro tra le curve, non appena si alza il ritmo. E più sale e più hai la sensazione di guidare una moto vera: inserimenti in piega sicuri e decisi, rigore in percorrenza e gas spalancato in uscita, col DCT sempre attento a proporre il rapporto migliore in base allo stile di guida del momento. Per lo più, in modalità automatica, mi sono concentrato soprattutto sulla mappa Drive - che in quanto a comportamento ho trovato in linea con le altre versioni di DCT sperimentate su altri modelli del marchio giapponese - e sulle due selezioni della mappa Sport, S2 e S3, che invece ho apprezzato particolarmente su questo modello. In pratica, raramente ho avvertito la necessità di intervenire manualmente con i pulsanti al manubrio: S2 è la mappa da usare sempre, brillante ed equilibrata, ma con S3 mi sono divertito davvero tanto a guidare allegro tra le belle curve dell’itinerario affrontato, nel nord della Sardegna. Se dovessi definire la resa su strada con un aggettivo, direi: solida. Honda X-ADV non è una saetta tra le curve, ma esegue ogni ordine con rigore, in maniera quasi ineccepibile. In tutto ciò, l’ottima frenata - decisa e ben modulabile - è la classica ciliegina sulla torta. Mentre sui lunghi tratti veloci si è fatta apprezzare la protezione offerta dal plexiglass, regolabile manualmente, e senza bisogno di attrezzi, su 5 posizioni (l’escursione è di 13,6 cm totali e l’angolazione varia di 11° per ottimizzare di volta in volta l’aerodinamica del mezzo). E se ad un certo punto devi fare una sosta, magari per una commissione o per bere una cosa con gli amici, casco nel sottosella e via. Ho verificato personalmente: il modulare Shark Evoline 3, che ho usato per questa prova, ci sta dentro senza problemi.

In fuoristrada

Questa, com’è facile immaginare, era la prova che mi incuriosiva di più. Uno pseudoscooter in off-road non è certo cosa da tutti i giorni. Due fondi diversi, sabbia e terreno duro, hanno fornito le prime risposte: non si tratta di un modello da enduro specialistico (e non vuole neanche esserlo) ma la classica strada bianca, e direi anche tranquillamente qualcosa in più, se la beve senza batter ciglio, con grande facilità, grazie ad una capacità di controllo inedita su un mezzo di questo genere e alla piacevole sensazione di feeling anche su fondi difficili. Quando si vuole esagerare, i limiti arrivano per lo più dalle sospensioni non specialistiche. Peccato, poi, non poter escludere l’ABS sulla ruota posteriore.

Prezzo e colorazioni

Honda X-ADV è disponibile presso le concessionarie del marchio giapponese ad un prezzo di 11.490 euro, nelle colorazioni Digital Silver Metallic, Matt Bullet Silver, Pearl Glare White (Tricolour HRC), Victory Red (CRF Rally red). E per i primi 1.000 X-ADVisti, in omaggio il bauletto posteriore (è lo stesso della Africa Twin) e un navigatore Tom Tom VIO.

Mi piace o non mi piace?

Se in passato, quando era il mondo racing a far battere forte il cuore degli appassionati, anche chi non voleva acquistare una moto cercava in uno scooter (soprattutto) prestazioni e sportività su strada, oggi che stiamo vivendo un ritorno alla passione per l’avventura, come mostrano i dati di vendita, è proprio un prodotto come questo Honda X-ADV ad avere notevoli possibilità di stuzzicare un pubblico alla ricerca di un mezzo non specialistico, con cui però allargare i propri orizzonti (e raggio d’azione) anche oltre i soliti percorsi asfaltati. E il tutto, senza dover rinunciare al divertimento e alle prestazioni su strada… e nemmeno alla praticità nel day by day, grazie anche a particolari come il vano sottosella in cui infilare il casco. Un prodotto dinamicamente “sano” ed efficace che, almeno in questa prima prova di contatto, non ha prestato il fianco a particolari critiche. Forse solo lo spazio a disposizione per i piedi può risultare un po’ risicato e in qualche occasione si può avvertire una certa sensazione di peso nelle manovre a bassissima velocità. Ma in effetti nulla di particolarmente rilevante, tanto più che il raggio di sterzata favorevole aiuta davvero molto quando ci si muove in spazi angusti. In conclusione, se siete spiriti liberi che amano svanire in una nube di polvere, ma proprio non volete diventare motociclisti (nel senso stretto della parola), è davvero difficile pretendere più di così. Promosso!

Abbigliamento tecnico utilizzato

Casco  Shark Evoline III
Giubbotto  Alpinestars Valparaiso 2
Pantalone Ixon Owen
Stivali Alpinestars New Land GORE-TEX
Guanti Alpinestars Drystar

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Autore: Diego D'Andrea

Tag: Test , test , prove


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