Test

pubblicato il 21 maggio 2008

Buell XB-12S Lightning - TEST

Un'entità unica ed inimitabile

Buell XB-12S Lightning - TEST
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Buell XB-12S Lightning, un codice fiscale? Un messaggio segreto tra adepti delle due ruote? Mah... a questo non abbiamo ancora trovato una risposta. Ok ok, ammettiamo il piccolo fallimento, ma a nostra discolpa possiamo dire che tutta la nostra concentrazione è stata dedicata solo ed esclusivamente alla prova!

Oggetti misteriosi, per certi versi irrazionali, talmente personali ed unici da suscitare sensazioni paradossali e perverse. Nell'era della tecnologia e delle soluzioni futuristiche, Buell si fa un bella e grassa risata e continua serena per la sua strada! Strumentazioni e blocchetti di comando “essenziali”, un motore al quanto presente ed una linea decisamente “incarognita”, palesano alla perfezione il concetto di Streetfighter; più una filosofia che un segmento.

Partiamo con il classico inatteso: la linea. Dal fronte estetico Buell è sempre Buell, fortemente legata alle proprie tradizioni grazie ad una livrea che, oggi come allora, è unica ed inconfondibile.  Il passo di soli 1.320 mm, combinato ai 21° d'inclinazione del canotto di sterzo, offrono una vera e propria miniatura di una moto: piccola, compatta, ma soprattutto ed ancora una volta “incarognita”!
Per descrivere con poche parole questa Buell XB-12S Lightning, si possono usare tre semplici parole: telaio, motore e forcellone. Vista parcheggiata, queste sono le uniche cose che si vedono anche perchè, se escludiamo l'air-box trasparente e la sella, non c'è veramente altro... e quanto è bella proprio per questo.

In Buell, dunque, hanno visto sicuramente "oltre" quando hanno pensato a queste moto, trovando nel V2 Harley Davidson di 1.203 cc elevate prestazioni, grande spirito di adattamento ed una voce inconfondibile ed esaltante. Non c'è trucco e non c'è inganno, insomma, ma solamente uno studio maniacale in termini di integrazione tra motore e ciclistica, che ha dato vita ad un forcellone ed un telaio in grado di contenere al proprio interno rispettivamente l'olio motore ed il carburante.

Siccome, oltre che ad un perfetto esemplare di moto VIP da aperitivo, siamo al cospetto anche di una vera motocicletta con la “M” maiuscola, andiamo a vedere nel dettaglio quei poco più di due metri di alluminio ed acciaio.
Ci sono tre elementi indispensabili per Eric Buell: centralità delle masse, rigidità torsionale e tecnologia. Su questi principi ruotano tutte le creazioni marchiate Buell ed ecco perchè sono così uniche.

La quasi la totalità dei 189 kg di peso in ordine di marcia, sono concentrati in poco più di quattro spanne e per di più tra le gambe del pilota. Il telaio in alluminio che racchiude il serbatoio della benzina da quasi 14,5 litri, stringe al suo interno il generoso V2 Harley Davidson da 1.203 cc che sovrasta il tipico scarico centrale Buell. Capite bene come, questa massiccia concentrazione di masse, non può che offrire un comportamento dinamico più che ottimale. Il twin americano, dal canto suo, si presenta al 2008 con novità interessanti che vanno da un perno di biella più largo, un sistema di lubrificazione migliorato, un nuovo sistema elettronico di fasatura ed ECM per il controllo del nuovo sistema di iniezione carburante DDFI 3. A tutto questo si aggiunge l'aumento del numero di giri consentiti che passano da 6.800 a 7.100 giri, sviluppando una potenza massima di  100 CV a 6.600 giri ed una coppia massima di ben 110 Nm a 6.000. Sul fronte ciclistico, Buell XB-12S Lightning offre all'anteriore un'ottima forcella a steli rovesciati Showa da 43 mm completamente regolabile. Al posteriore lavora invece un monoammortizzatore, sempre Showa, con serbatoio remoto sotto la sella e possibilità di regolare precarico della molla, freno in compressione ed estensione.
Fiore all'occhiello è comunque il tradizionale freno anteriore con carico torsionale nullo ZTL. Installato direttamente sul perimetro del cerchio, il disco da 375 mm viene stretto da una pinza a sei pistoncini. Tale soluzione tecnica consente di traferire il carico torsionale dovuto alla forza frenante, direttamente al cerchio e non alle razze. Grazie a ciò, il peso, rispetto ad un tradizionale impianto a doppio disco, scende di ben 3,17 chili consentendo, nel contempo, di poter sfruttare un cerchio ben più leggero. Tutta la coppia di 110 Nm viene scaricata alla ruota posteriore grazie all'ausilio di una cinghia Goodyear Hibrex rinforzata in fibre di aramidiche e con tecnologia Flexton Plus. E questo cosa vorrebbe dire? Presto detto: ciò si può tradurre in un sistema che non richiede lubrificazione e manutenzione, oltre che fornire un rapporto molto più diretto fra gas e ruota posteriore. 

La posizione in sella si presenta ottimamente adatta alle persone in media nazionale, costringendo ad una postura un po' raccolta, ma assolutamente non scomoda. Sufficientemente spinta in avanti da consentire un ottimo controllo dell'anteriore, le braccia risultano scariche e ben posizionate grazie anche al manubrio largo. Le pedane molto arretrate, chiedono solo di vedere da vicino l'asfalto magari accarezzandolo qua e là ogni tanto!
Dando voce al bicilindrico americano, si viene accolti da quell'inconfondibile borbottio vibrato che suona come una vera melodia.

Il cambio si presenta un po' duro, ma molto preciso negli innesti anche se è facile trovarsi a cercare una sesta marcia fantasma! Dal canto suo, la frizione non segue le medesime regole, offrendosi piacevolmente gestibile e modulabile.
In città, sorvolando sul caldo sviluppato dal V2 H-D, Buell XB-12S Lightning si guida come una bicicletta. Piccola ed estremamente agile, sguscia nel traffico come un ninja nella foresta e l'erogazione morbida e progressiva, rende il tutto ancora più piacevole.
Sul misto stretto tipico delle salite in collina, la piccola Buell fa vedere di che pasta è fatta. Per molti ma non per tutti, consente una guida tranquilla e serena, ma se si vuole dar voce al bicilindrico da 100 CV, bisogna saper condurre una moto, perchè Buell XB-12S Lightning smette di giocare e fa sul serio. La ciclistica si dimostra perfetta: con un'agilità nei cambi di direzione e negli inserimenti in curva da far impallidire molte amichette più sportive. La frenata, forte della tecnologia ZTL,  mette in primo piano la modulabilità senza rinunciare al mordente quando si agisce con più decisione sulla leva.
In autostrada si paga un bel po' tutte queste nudità e crudità. La totale assenza di protezione aerodinamica e la posizione sufficientemente eretta del busto, rendono molto impegnativi alle cervicali i viaggi lunghi alle alte velocità. Certo è che, per dovere di cronaca, dobbiamo ammettere che solo dei masochisti si sparano oltre 200 km di autostrada con una Buell XB-12S Lightning, ma d'altronde che ci volete fare...

Buell mette quindi in campo una tecnica sopraffina, nonostante un motore ben lontano da quei derivati di F1 messi in campo dai costruttori giapponesi negli ultimi anni, ma anche una linea inconfondibile: la voce grossa rende impossibile passare inosservati, anche a passeggio, ma anche a cavalletto abbassato sarà difficile schivare le domande dei curiosi e gli sguardi dei colleghi motociclisti che, sotto sotto, tradirebbero volentieri la loro "nuda" per una Buell. Con un prezzo che parte da 11.245 euro per la versione black e pronti a raggiungere quota 12.245 per quella “translucent” della versione in prova, Buell si conferma un'entità a sé; unica ed inimitabile.

Autore: Matteo Sanavio

Tag: Test , bicilindriche , naked


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