Test

pubblicato il 5 maggio 2008

Moto Guzzi V7 Classic - TEST

Nostalgia, nostalgia canaglia!

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Milano - Alla fine degli anni ottanta, Al Bano e Romina Power cantavano “Nostalgia canaglia”: un inno alle emozioni che c'erano, ma che ancora oggi ti prendono proprio quando meno te lo aspetti. Ed è con questo ardore che Moto Guzzi presenta l'ultima creazione di Mandello del Lario: Moto Guzzi V7 Classic.

Quel mitico bicilindrico, comparso per la prima volta nel lontano 1967, rivive oggi nel perfetto rispetto dello stile che lo rese celebre nella storia del motociclismo italiano e non solo. Oggi come un tempo, Moto Guzzi V7 Classic si presenta come una classica moto da strada priva di qualunque orpello estetico – la versione originale non aveva nemmeno le frecce –, ad eccezione fatta degli eleganti paracilindri cromati... e delle frecce ovviamente!

Una linea pulita ed essenziale, prende parte ad un sofisticato gioco dei ricordi grazie a vere e proprie citazioni. Impossibile non essere catturati dalla particolare conformazione del serbatoio, in grado di far brillare gli occhi anche al più intransigente dei Guzzisti. Stessa sorte spetta poi a chi sofferma il proprio sguardo sulla sella, direttamente giunta dall'isola dei ricordi con un volo di prima classe, grazie alla sua forma piatta ed allungata e ad un quantomeno esaltante marchio “Moto Guzzi”  che capeggia nella parte posteriore.

Stufi di commuovervi? Se sì, inforcate la moto e non pensateci più, ma se invece siete masochisti come noi, vi consigliamo di continuare il tour con una visita ai cerchi a raggi calzati da pneumatici sportivi a spalla alta, passando poi per la strumentazione direttamente ispirata alle grafiche degli anni '70, dai silenziatori a sigaro, dal tappo serbatoio, dal gruppo ottico e chi più ne ha più ne metta...

Insomma: un vero e proprio tuffo nel passato. Tutto porta alla mente una moto degli anni '70, ma dal punto di vista ciclistico e propulsivo, arriviamo ai giorni nostri o anche lì si rimane nel passato? Ecco, rispondere a questa domanda può non essere semplicissimo! Anche in questo caso infatti, le citazioni ed i richiami al passato si sprecano.

Il telaio a doppia culla si avvale di una forcella Marzocchi con steli da 40 mm, accompagnata da una coppia di  ammortizzatori posteriori, regolabili nel precarico molla, che si estendono per 118 mm. Il comparto frenante si compone di un disco anteriore flottante da 320 mm e uno posteriore da 260 mm, rispettivamente demandati a gestire ruote da 18” e 17”. Tra le gambe del centauro dimora il tradizionale bicilindrico trasversale a V di 90° da 744 cc, in grado di sviluppare una coppia massima di 54,7 Nm a 3.600 giri ed una potenza di 48,8 CV a 6.800, rispettando ovviamente le normative Euro 3.
Dati alla mano, si capisce fin da subito che le intenzioni di Moto Guzzi V7 Classic non sono certo quelle di sfidare un cronometro o cimentarsi fra i cordoli di un circuito. Certo, la colorazione e la linea simile a quella della mitica V7 Sport, magari qualche pensiero l'ha stimolato, ma il termine “Classic” palesa una certa naturale vocazione verso la classica passeggiata o la classica percorrenza delle vie cittadine! Anche dal punto di vista ciclistico, si percepisce l'indole turistica e rilassata di una moto che tutto chiede tranne di esser strapazzata.

Detto questo possiamo andare a fare un giro per le strade di Milano. Pioggia, pavè bagnato ed un traffico decisamente generoso, non sono forse i parametri migliori per consentire una prova accurata e dettagliata. Impossibile anche solo pensare di poter mettere alla frusta la componentistica scelta dalla Casa di Mandello, ma forse, in Moto Guzzi, questo lo sapevano e bene! Sta di fatto che la moto si vuole presentare come un vero e proprio accessorio di moda, fortemente capace di spiccare nel mare delle due ruote cittadine, offrendo, al fortunato centauro, un piccolo spazio di anonima notorietà!

Premesso questo, affrontiamo questa Moto Guzzi V7 Classic con l'unica aspettativa di un piacevole giretto in moto, magari confortato dagli sguardi di passanti curiosi.
L'erogazione decisamente rotonda e lineare, offre una guida facile e rilassata senza strappi e scatti. Al semaforo lo spunto c'è, mantenendo comunque quella progressione piacevole e mai brusca rilevata nell'andatura più rilassata.
All'interno del traffico, i 198 kg in ordine di marcia non si fanno minimamente sentire – anche grazie agli 805 mm di altezza da terra della sella – e Moto Guzzi V7 Classic, svicola agilmente senza grossi sforzi e patemi. Difficile dire come le scelte ciclistiche siano in grado di affrontare un utilizzo più “stressante”, ma sospensioni e pneumatici, tengono alta la testa nei confronti delle più che continue asperità del manto stradale, copiando più che dignitosamente ogni singola buca.

L'impianto frenante si presenta in linea con il resto della moto. Morbida, progressiva e mai brusca, la decelerazione consente di affrontare con sicurezza il traffico cittadino, dimostrandosi efficace anche su terreni umidi e viscidi.
Sicuramente adatta anche ad una piacevole strada di campagna, Moto Guzzi V7 Classic elegge a suo habitat naturale la città: candidandosi come un'ottima alternativa agli ingombranti “scooteroni” e come piacevole compagna di neopatentati e giovani centaure.

Venderà, non venderà? Difficile dirlo così su due piedi... Moto Guzzi V7 Classic è in vendita al prezzo lancio di 7.990 euro chiavi in mano, pronto a salire, al termine dell'offerta al debutto, a 8.300. Il prezzo non è certo dei più accattivanti, ma al cuor non si comanda e siamo certi che a molti, questa Moto Guzzi V7 Classic, farà battere non poco il cuore.

Moto Guzzi V7 Classic

Un tuffo nel passato del vero stile motociclistico

Autore: Matteo Sanavio

Tag: Test , bicilindriche , naked


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