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pubblicato il 13 febbraio 2017

Yamaha Tricity 155 - TEST

Cilindrata maggiore, più prestazioni, ora può affrontare anche autostrade e tangenziali. Ecco come va la nuova versione del tre ruote giapponese

Yamaha Tricity 155 - TEST
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Il Tricity, fin dal suo debutto con la cilindrata di 125cc, ha voluto "sfidare" tutte quelle persone che hanno problemi di mobilità urbana, che soffrono lo stress causato dalle lunghe code e della durata indefinita imposta dagli spostamenti negli orari di punta, ma che al tempo stesso si pongono in maniera dubbiosa o con preoccupazione rispetto all’utilizzo di un tradizionale scooter a 2 ruote, per motivi principalmente legati alla sicurezza e alla facilità di guida. In questo senso le 3 ruote possono rappresentare il compromesso migliore come risposta alle necessità di un duplice target: quello degli automobilisti che hanno necessità di spostamenti più rapidi e quella degli scooteristi più sensibili al tema della sicurezza.
Yamaha dopo aver lanciato il Tricity 125, che ha avuto il merito di allargare verso il basso la gamma di scooter a 3 ruote disponibili sul mercato (in termini di minore peso ed ingombri e costo più accessibile), ora amplia la sua gamma Urban Mobility con la versione 155 cc. Questo nuovo modello è chiaramente destinato ad attirare l’attenzione di tutte quelle persone che per gli spostamenti quotidiani o per andare a lavoro hanno bisogno di percorrere tratti di tangenziale o autostrada.

Il Design e l’abitabilità

Il look del 155 pur rimanendo al primo colpo d’occhio molto simile alla conosciuta versione 125, in realtà porta in dote il restyling di alcuni componenti. A spiccare sono soprattutto il nuovo faro anteriore integrale a Led ed alcune lievi modifiche alla carena nella zona del retrotreno. Il Tricity 155 è dotato anche di una presa 12v situata nel nuovo vano anteriore e di un freno di stazionamento, simile a quello usato sul TMAX. E’ stata ridisegnata anche la sella, con la parte riservata al pilota che risulta particolarmente lunga e piatta che insieme alla pedana piatta e alla giusta distanza a cui è posto il manubrio, offrono una posizione di guida eretta e piuttosto rilassata ed un’abitabilità sufficiente anche per gli utenti più alti della media. Anche il passeggero ha un buono spazio a disposizione, pedane estraibili dedicate e due comode maniglie a cui aggrapparsi. E’ aumentato anche lo spazio offerto dal vano sottosella, adesso capace di contenere un casco integrale e qualche altro piccolo oggetto.

Nuovo motore e ciclistica rivista

Il nuovo propulsore 155cc fa parte della famiglia di motori Blue Core, che rappresenta un approccio alla costruzione, di derivazione MotoGP, che aumentando l’efficienza di combustione e di raffreddamento, riesce ad offrire contemporaneamente riprese più corpose e consumi ridotti. In particolare, troviamo la presenza di due camme con diverso profilo, che vengono attivate da un attuatore al raggiungimento dei 6.000 giri. Dal punto di vista ciclistico, oltre ad una ruota posteriore da 13 pollici che calza pneumatico maggiorato 130/70, c'è il sistema Yamaha a doppia ruota anteriore denominato LMW (Leaning Multi Wheel). I parallelogrammi sono collegati al cannotto di sterzo e ad una speciale forcella cantilever di tipo "tandem" con due steli separati per ogni ruota. Le sospensioni agiscono in modo indipendente su ognuna delle due ruote, allo scopo di garantire comfort e stabilità, anche sulle strade sconnesse o a fondo variabile, tipiche delle città italiane. L’impianto frenante presenta sempre il sistema di frenata integrata e offre l’ABS di serie. Il serbatoio della benzina è stato maggiorato raggiungendo i 7,2 l. Il telaio rivisto ha ora un interasse di 40mm più lungo ed il peso del Tricity 155 si ferma a 165 kg in ordine di marcia.

A tutto TEST

Abbiamo effettuato un primo breve test del Tricity in una Milano uggiosa ed invernale, condizioni di solito ritenute non ottimali per provare a fondo un veicolo a 2 ruote, ma che risultano decisamente più adatte per verificare il surplus di sicurezza promesso da uno scooter a 3 ruote. La caratteristica che salta all’occhio al primo contatto, che probabilmente sorprenderà soprattutto chi si ritrova a guidare per la prima volta un veicolo di questa tipologia, è l’assoluta similitudine di comportamento rispetto a quello di uno scooter tradizionale. Non c’è sensazione di pesantezza all’anteriore, il livello di agilità e maneggevolezza è buono ed in curva non si registra alcuna strana sensazione di resistenza. Ecco, questa mancanza di strane sensazioni, che magari ci si aspetta mettendosi per la prima volta alla guida di un 3 ruote, rappresentano un primo ed importante pregio. A questa evidenza, si aggiungono tutti i benefici attesi. Per esempio, osando un po’ di più in curva, la tenuta è confortante, in questo caso si percepisce chiaramente che il sistema LMW contribuisce ad offrire una sensazione di sostegno, di stabilità e di sicurezza superiore, ancora più chiara quando ci si trova a passare sulle buche, sui fondi variabili o scivolosi. Lo stesso succede in frenata: 2 ruote offrono doppio grip e maggiore stabilità e permettono di utilizzare tutta la potenza dei freni senza particolare ritegno, assistiti anche da un valido ABS. La potenza offerta dal sistema di frenata integrata è buona, anche se a volte ci si ritrova a dover strizzare le leve più del consueto per ottenere l’intensità di frenata desiderata. Le dimensioni sufficientemente compatte del mezzo ed il buon livello di maneggevolezza offerto, permettono di divincolarsi facilmente nel traffico. L’unica attenzione particolare da porre è quando ci si trova a muoversi stretti tra le auto ed il marciapiede, in questo caso bisogna imparare a valutare il maggiore ingombro delle due ruote per evitare di trovarsi a strusciare il marciapiede stesso. La risposta del motore è buona, nell’uso cittadino si rivela molto educato, ma anche pronto e scattante. Si nota la presenza dei due profili diversi delle camme, con un cambio di passo evidente ma comunque progressivo al superare dei 6.000 giri. Nell’uso fuori città il livello di potenza è sufficiente da permettere il commuting quotidiano dei pendolari che raggiungono la città per lavoro dall’hinterland, e volendo anche qualche spostamento a medio raggio. Alle alte velocità (la punta massima rilevata è di poco superiore ai 100 km/h) il Tricity rimane stabile ed intuitivo. Nei percorsi più tortuosi risulta anche divertente, quando si impara a fidarsi sempre di più delle doti di tenuta delle due ruote anteriori e della gomma maggiorata al posteriore. In queste condizioni le possibilità di piega sono limitate solamente dal cavalletto, che gratta piuttosto presto sull’asfalto.

Prezzi e dotazione

Yamaha propone per il Tricity anche una gamma completa di accessori, tra cui uno schermo anteriore più alto, i paramani, lo schienalino per il passeggero ed una coperta coprigambe dedicata. Il Tricity 155 è in vendita nei colori Milky White, Cyber Blue e Oxford Grey al prezzo di 4.390 euro f.c. Il nuovo scooter a 3 ruote rientra anche nella filosofia new mobility, che prevede diverse formule di accesso. Quella della proprietà vera e propria del veicolo, che include fino a 5 anni di garanzia, assicurazione kasko, pacchetti di manutenzione e formula Yamaha GO. La seconda tipologia di utilizzo è quella del noleggio a lungo termine, offerta in collaborazione con ALD Automotive, che permette un utilizzo senza pensieri, con chilometraggio e durata predeterminati. Infine abbiamo la formula di Scooter Sharing, disponibile per ora solo nella città di Roma, tramite il servizio offerto da Zig Zag Sharing.

Mi piace o non mi piace?

La nostra opinione sul Tricity è positiva fin dall’uscita della prima versione 125. La sicurezza in più offerta dalle due ruote anteriori combinate ad un peso ed un ingombro ridotto ed in generale a delle doti di guida che non fanno rimpiangere più di tanto uno scooter tradizionale, rappresentano un compromesso interessante ed un’opzione in più per chi ha esigenze di mobilità urbana sostenibile. La versione 155, con le piccole novità che porta in dote e con il motore maggiorato, non fa altro che ampliare l’offerta anche per chi ha la necessità di percorre tratti extraurbani che magari prevedono l’utilizzo di tangenziali o autostrade.

Autore: Alberto Comparato

Tag: Test , test , prove , scooter 3 ruote


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