Attualità e Mercato

pubblicato il 30 gennaio 2017

Pezzi di ricambio falsi: guai e prevenzione

Da noi, si moltiplicano i casi di ricambi farlocchi, anche sul web

Pezzi di ricambio falsi: guai e prevenzione

La denuncia arriva attraverso il Sole 24 Ore: in 27 mesi, dal 2014 a marzo 2016, sono stati addirittura 1,6 milioni i ricambi sequestrati dalla Guardia di Fnanza. Pastiglie e dischi freni (per auto e ma anche per moto), cinghie, tenditori e pompe acqua, fari, fanali e luci targa, pistoni, cuscinetti motore, alternatori, motorini d’avviamento. Sino a candele, candelette, spazzole tergicristallo e persino testine sterzo, frizioni, copriruota e loghi. Come evidenziato dall’Anfia, Associazione nazionale filiera industrie automobilistiche

Da dove arrivano

Il problema riguarda anche Internet. “In rete - spiega a Paolo Vasone, responsabile Aftermarket di Anfia - si possono trovare pezzi originali e ricambi generici anche di ottima qualità. Ma è pieno di imitazioni degli originali difficili da distinguere, prodotti non omologati, senza certificazioni di qualità dei materiali e di sicurezza, altri con certificazioni ma fasulle e false etichette Ce, sino a prodotti palesemente contraffatti e venduti in confezioni che imitano alla perfezione il packaging delle grandi case produttrici, per ingannare l’acquirente in buona fede. Prezzi troppo bassi dovrebbero allarmare. Ma la crisi ha accentuato le esigenze di risparmio e il “fai da te”. Prodotti che arrivano dall’Estremo Oriente, perlopiù".

Quanti guai

Il pezzo di ricambio contraffatto mette a rischio l’integrità del veicolo; ma mette a rischio pure la salute e la sicurezza di chi occupa o utilizza il veicolo: molti incidenti stradali sono causati da ricambi “falsi”. Infine, è un guaio per la salute e la sicurezza di coloro che sfortunatamente si trovano sul tragitto del veicolo, in caso di incidente causato da un pezzo contraffatto. A ciò si sommano i danni causati all’ambiente, in quanto i materiali utilizzati per la costruzione dei pezzi di ricambio contraffatti non solo non rispettano le normative in materia di sicurezza, ma non rispettano neppure quelle in materia di tutela ambientale.

Che fare...

Non acquistare ricambi costituiti da e/o contenenti componenti elettrici e/o elettronici, se sprovvisti del Marchio CE. Occorre tenere ben presente che spesso prodotti contraffatti provenienti dalla Cina riportano comunque il marchio CE nel significato “China Export” e che, quindi, la sola apposizione di tale marchio, che potrebbe essere contraffatto, non è da sola garanzia di conformità alle relative norme tecniche. A lavoro effettuato richiedere sempre la fattura con una dettagliata descrizione dell’intervento e delle parti eventualmente sostituite, dovranno essere indicati i numeri di codice dei ricambi forniti, oltre che del costruttore e la fattura farà fede anche ai fini della garanzia di conformità.

Autore: Redazione

Tag: Attualità e Mercato , varie , manutenzione


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