Attualità e Mercato

pubblicato il 17 gennaio 2017

5 cose che (forse) non sai sui ricorsi contro le multe da autovelox

Come e quando opporsi ai verbali per eccesso di velocità

5 cose che (forse) non sai sui ricorsi contro le multe da autovelox

Gli autovelox non perdonano, multando chi corre troppo e mette a repentaglio la vita altrui e la propria. È anche vero, però, che molti gestori della strada spesso "abusano" di quelle macchinette, magari senza rispettare in toto le regole del Codice della Strada, trasformando così interi tratti stradali in vere “trappole succhia-denaro”. Ecco i 5 casi più frequenti.

1) La normativa base impone la contestazione immediata dell’eccesso di velocità: il guidatore va fermato. La legge prevede che nelle ipotesi dove le condizioni di viabilità e traffico non consentano l’inseguimento o la fermata dei veicoli, sia possibile la contestazione “differita” della violazione: la multa arriva a casa. Però occhio: sulle strade extraurbane secondarie, serve il decreto del Prefetto per giustificare l’installazione dell’autovelox in “modalità fissa e automatica”. Senza quel decreto, che è indicato chiaramente sul verbale, la multa è nulla: basta un ricorso al Prefetto entro 60 giorni dalla notifica della contravvenzione. In quanto al tipo di strada, la trovate descritte su Internet: l’extraurbana secondaria comunque è a unica carreggiata con almeno una corsia per senso di marcia e banchine. Spesso, sono così le Provinciali. Citate la Cassazione (fresca sentenza 26441 del 20 dicembre 2016) .

2) Per la Corte costituzionale (sentenza 133/2015), gli autovelox vanno tarati, altrimenti la multa è illecita. Obiettivo: far sì che l’invecchiamento delle proprie componenti dell’autovelox non incida sulle prestazioni, magari multando chi va sotto il limite. Idem vibrazioni, shock meccanici e termici. L’omologazione e la taratura sono indicati nel verbale. Altrimenti, ok al ricorso al Prefetto.

3) Entro 90 giorni dall’infrazione, il gestore deve notificarvi la multa da autovelox a casa. Sentite l’articolo 201 del Codice della Strada: “Qualora la violazione non possa essere immediatamente contestata, il verbale, con gli estremi precisi e dettagliati della violazione e con l’indicazione dei motivi che hanno reso impossibile la contestazione immediata, deve, entro 90 giorni dall'accertamento, essere notificato all'effettivo trasgressore”. L’interpretazione di alcuni Comuni secondo cui i 90 giorni scattano da quando i Vigili vedono la foto non convince: così ragionando, la multa a casa potrebbe teoricamente arrivare anche un anno dopo!

4) In caso di multa tardiva (oltre i 90 giorni) con taglio di punti della patente, non vale neppure la multa supplementare di 300 euro, spese di spedizione incluse. Ci riferiamo alla regola in base alla quale se fornite i dati del trasgressore alla Polizia, il conducente indicato subirà la sottrazione del punteggio: dovrete solo pagare la sanzione in euro. Invece, se non indicate nessun guidatore, non ci sarà nessuna sottrazione di punteggio; però vi arriverà a casa una seconda multa: è il verbale supplementare. Essendo nulla la multa tardiva, lo è anche la multa supplementare: ricorrete.

5) Non è sufficiente la segnalazione in anticipo della presenza dell’autovelox quando fra il cartello e la macchinetta vi siano degli incroci con altre strade. Infatti, se vi immettete sulla strada vigilata dall’occhio elettronico, potrete dire di non essere stato bene informati. Lo ha stabilito la Cassazione con sentenza 680/2011.

Autore: Redazione

Tag: Attualità e Mercato , codice della strada , multe


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