Itinerari

pubblicato il 7 gennaio 2017

Tra Lazio e Toscana in sella alla BMW

In moto nelle terre del tufo: attraverso i territori di Bolsena, Pitigliano, Saturnia e dell'Amiata, alla scoperta di uno degli angoli più suggestivi dello Stivale

Tra Lazio e Toscana in sella alla BMW
freccia per aprire fotogalleryfreccia per aprire fotogallery
  • Itinerario tra Lazio e Toscana - anteprima 1
  • Itinerario tra Lazio e Toscana - anteprima 2
  • Itinerario tra Lazio e Toscana - anteprima 3
  • Itinerario tra Lazio e Toscana - anteprima 4
  • Itinerario tra Lazio e Toscana - anteprima 5
  • Itinerario tra Lazio e Toscana - anteprima 6

Dalle romantiche vedute sul lago di Bolsena alle seducenti rocche di tufo, fino alla vetta del monte Amiata attraverso la caratteristica terra di Maremma. Un itinerario circolare appositamente studiato per godere al meglio, su due ruote, di uno degli angoli più suggestivi del Centro Italia, tra le province di Viterbo, Grosseto e Siena. Un’eccitante cavalcata in sella ad un bicilindrico DOC targato BMW, lungo sinuosi nastri d’asfalto, poco trafficati e immersi nel verde, dove fare scorpacciate di pieghe e non solo... vista l’elevata concentrazione di spunti eno-gastronomici che caratterizza il territorio. E se la fatica dei chilometri percorsi, ad un certo punto, si facesse sentire, le accoglienti piscine naturali delle terme di Saturnia sapranno offrire il meritato conforto alle stanche membra del motociclista on the road.

Da Montefiascone a Pitigliano: 60 Km circa

Si parte dalla bella cittadina di Montefiascone, in posizione panoramica sulla sponda sud-est del lago di Bolsena. Un veloce tratto in picchiata, seguendo le indicazioni per Marta, lungo la SP8, conduce fino alla sponda del lago, che corre sulla sinistra, affacciandosi di tanto in tanto con i suoi riflessi azzurri sulla visiera del casco. Questi primi chilometri fino a Valentano scorrono piuttosto tranquilli. La classica quiete prima della "tempesta". Giunti a Valentano, si seguono le indicazioni per Pitigliano fino alla statale SS74 “Maremmana”, dove il ritmo cambia con decisione. Il nastro d’asfalto inizia a raggomitolarsi tortuoso, regalando le prime belle pieghe della giornata… ma è solo un antipasto di ciò che si potrà godere lungo il percorso.
Dopo una decina di chilometri sulla SS74, si svolta a destra seguendo le indicazioni per Sorano, la prima delle città del tufo, che accoglie il viaggiatore con l’imponente Fortezza Orsini e il suggestivo centro storico. Dopo aver goduto di tanta bellezza, si torna in sella e, guidando attraverso curve che si infilano tra scoscese pareti di tufo, si raggiunge il caratteristico borgo di Sovana, perso nel tempo tra reminiscenze medievali e un glorioso passato etrusco.
Se Sorano e Sovana rapiscono, il primo colpo d’occhio arrivando a Pitigliano, svoltata l’ultima curva che precede la rocca su cui è adagiata, letteralmente sbalordisce: un trionfo di tufo e armonie architettoniche che lasciano tutti col naso all’insù.

Da Pitigliano a Scansano: 62 Km circa

Arrivati a Pitigliano, è d’obbligo parcheggiare la moto e passeggiare senza meta per il centro storico alla scoperta delle innumerevoli bellezze. Dopodiché, terminato il tour, si torna in sella e si procede in direzione Manciano riprendendo la SS74 “Maremmana”. Il tratto di strada tra Pitigliano e Manciano è di quelli in grado di deliziare il motociclista, grazie a curve dalle geometrie più disparate. Ma è giunti a Manciano, al momento di deviare sulla SS322 in direzione Scansano, che il gioco si fa davvero duro.
Prima, però, una piccola raccomandazione: a questo punto, meglio fare il pieno alla moto (magari approfittando del distributore subito dopo la deviazione per Scansano), vista qualche difficoltà di rifornimento nel prosieguo del percorso. Bene, ora che il serbatoio è a posto, giù la visiera del casco e subito a scaldare le gomme. Il primo tratto di SS322 si presenta come un toboga infernale, con curve e controcurve, che regalano un gran bel divertimento. Praticamente impossibile, a questo punto, non lasciarsi andare a qualche gustosissima piega. Giunti all’altezza di Montemerano si incontra l’incrocio che, in appena 5 tortuosi chilometri, porta alle famose terme di Saturnia, altra località “must” di questo appassionante itinerario.
Tornati sulla SS322, all’altezza di Montemarano, la strada prosegue per Scansano, immergendosi decisa in un paesaggio agreste e suggestivo, con campi di grano, vigneti e morbidi declivi collinari, attraversati da curve che, pur meno frenetiche rispetto al tratto precedente, mantengono inalterato il divertimento in sella. Una piega dietro l’altra in un’ambientazione da sogno, caratterizzata in estate dall’intenso giallo oro delle distese di grano. Traffico e caos di tutti i giorni sembrano solo un lontano ricordo.
Giunti a questo punto del percorso, si inizieranno a scorgere, lungo la strada, numerosi inviti alla sosta da parte di cantine, norcini e aziende agricole. Cedetevi pure. Ci stiamo inoltrando in un territorio di assoluta eccellenza dal punto di vista enogastronomico, dove Morellino di Scansano, formaggi, cinghiale, salumi e prelibatezze varie la fanno da padrone. L’arrivo a Scansano regala un ultimo tratto con curve da antologia e ottimo asfalto.

Da Scansano a Santa Fiora: 46 Km circa

Lasciata Scansano, dopo essersi goduti una passeggiata nel piccolo centro storico, si prosegue sulla SS323 in direzione Roccalbegna. Da questo momento in poi, motociclisticamente parlando, la faccenda si fa nuovamente seria: misto stretto, a tratti persino impegnativo, ma di grande soddisfazione. Il traffico è praticamente nullo, mentre l’asfalto si presenta, in genere, in buone condizioni anche se, in alcuni tratti, non sempre perfetto. Niente, tuttavia, che possa rovinare il piacere di guida, amplificato dal ritrovarsi in un angolo di Toscana selvaggio e suggestivo, un luogo che quasi non t’aspetti. Giunti all’altezza di Triana, si prosegue costeggiando il Monte Labbro in direzione Arcidosso, mentre la strada prende a salire di quota. Percorsi una decina di chilometri, si svolta sulla SP6 in direzione Bagnore-Santa Fiora. Da qui parte l’avvicinamento all’oasi del Monte Amiata.

Da Santa Fiora ad Abbadia San Salvatore: 40 Km circa

Si attraversano, uno dietro l’altro, paesini tranquilli e curati che meritano tutti una sosta (se non altro, per gustare le prelibatezze locali seduti ai tavoli di una delle numerose trattorie). Poco prima di raggiungere l’abitato di Piancastagnaio, una indicazione segnala la strada per raggiungere la vetta del Monte Amiata. Il nastro d’asfalto si arrampica tortuoso in salita, svanendo nel fitto del bosco in un’ambientazione suggestiva da romanzo fantasy. Il fondo stradale, con qualche imperfezione di troppo, rovina in parte il piacere di guida. Una circostanza che si dimentica in fretta una volta raggiunti i 1754 metri della vetta. Parcheggiata la moto (la sensazione è esattamente quella di ritrovarsi in cima a un passo alpino tra baite e ristori), una breve passeggiata condurrà alla celebre croce, alta 22 metri, da cui godere di splendidi panorami a perdita d’occhio.
Ma è di nuovo il momento di rimettersi in sella e, per scendere a valle, niente di meglio che seguire le indicazioni per Siena, imboccando l’elettrizzante strada, tortuosa e ottimamente asfaltata, che conduce, una piega dopo l’altra, ad Abbadia San Salvatore.

Da Abbadia San Salvatore a Montefiascone: Km 65 circa

Da Abbadia San Salvatore, dopo la visita alla caratteristica Abbazia, si seguono, dapprima le indicazioni per Roma, dopodiché, alla fine del centro abitato, si svolta a sinistra sulla SP39, la cosiddetta “provinciale dei combattenti”. Un bellissimo volo panoramico, in picchiata lungo i tornanti di questa direttrice poco nota, conduce dritto alla SR2 Cassia. Da qui, una manciata di chilometri tranquilli (e un po’ noiosi) verranno ampliamente ricompensati dallo splendido colpo d’occhio sul lago di Bolsena, all’altezza della piazza di San Lorenzo Nuovo. Pochi chilometri ancora, caratterizzati da piacevole curve nel verde, e si raggiunge la bella e aristocratica Bolsena, dominata dal suo castello, noto come Rocca Monaldeschi della Cervara. Montefiascone, punto di partenza e di arrivo dell’itinerario, è oramai vicina. Giusto le ultime pieghe per raggiungere una delle sue terrazze panoramiche e concludere al meglio questo coinvolgente giro con un indimenticabile tramonto in technicolor sul lago.

Da non perdere

Il lago di Bolsena rapisce chiunque vi giunga, grazie alle splendide località che si affacciano sulle sue acque azzurre e agli scorci unici che è in grado di offrire. Imperdibile una passeggiata tra le viuzze dell’omonimo centro, adagiato sulle sue sponde, alla scoperta della Rocca Monaldeschi in posizione panoramica.

Montefiascone, città ricca di storia e di bellezze architettoniche, è celebre per la produzione del vino Est! Est!! Est!!! e per la splendida veduta sul lago di Bolsena, nei pressi della Rocca dei Papi. Importante tappa lungo la via Francigena (secolare rotta di pellegrinaggi verso Roma), in posizione panoramica, nei pressi del centro storico, vi è stato eretto un suggestivo monumento al pellegrino.

Pitigliano è uno di quei luoghi che, la prima volta che li vedi, ti lasciano letteralmente a bocca aperta, con le abitazioni i cui contorni si confondono con quelli della rocca tufacea a cui sono aggrappate. La cittadina offre innumerevoli testimonianze storiche e gioielli da scoprire in tutta calma, percorrendo il dedalo intricato delle caratteristiche viuzze, tra laboratori d’arte, negozietti di artigianato locale e irresistibili richiami enogastronomici. Di rilievo, gli archi dell’Acquedotto Mediceo, il Duomo, il Cimitero Ebraico e la Fortezza Orsini, mentre i dintorni sono ricchi di testimonianze risalenti all’età etrusca.

A poca distanza dal paese di Pitigliano, imperdibile una visita agli abitati di Sovana e Sorano, per godere delle suggestioni uniche che questi borghi sono in grado di offrire. A Sovana, in particolare, oltre al pittoresco centro dall’atmosfera d’altri tempi, sarà la necropoli etrusca la tappa da non mancare; mentre Sorano vi stregherà con il giallo ocra delle sue case, le pittoresche porte d’accesso al borgo, la torre dell’orologio, la fortezza, e i caratteristici colombari (presenti anche a Pitigliano, si tratta di abitazioni primitive scavate nel tufo, che creano ambienti di notevole suggestione).

La campagna tra Manciano e Scansano. Un ambiente agreste, unico e affascinante, che fa venir voglia di lasciarsi alle spalle la vita frenetica di città per starsene lì, rilassati, a godersi le morbide colline e i riflessi dorati del grano. Autentiche magie della Maremma.

Le terme di Saturnia sono considerate da molti tra le più belle del Centro Italia, e non solo. Situate nei pressi del borgo medievale di Saturnia, creano un’ambientazione unica, soprattutto nella zona delle cascatelle (a 2 chilometri dal centro abitato), dove godere delle caratteristiche piscine naturali scavate nella roccia in cui è possibile fare il bagno (vi si accede gratuitamente). Uno spettacolo della natura.

La cittadina di Scansano, oltre a sedurre chi vi giunge con il celebre Morellino, si caratterizza per il suo borgo, curato e ben tenuto. Impossibile non dedicarle una sosta. Immancabile, poi, una visita presso una delle tante cantine, che propongono degustazioni e assaggi di prelibatezze locali.

Il Monte Amiata, tra le province di Siena e Grosseto, offre un ambiente particolare e affascinante. Da non mancare la salita alla vetta con la famosa croce monumentale alta 22 metri: nelle giornate più limpide, il panorama è da mozzare il fiato. Tutt’attorno, fitti boschi di faggio lasciano trapelare appena la luce del sole.

Una sosta per scoprire i tesori di Santa Fiora. Notevoli il centro storico e la famosa Peschiera del XIII secolo, immersa nel verde di un parco alberato, alimentata dalle sorgenti del fiume Fiora. Un’oasi di pace e bellezza, le cui acque cristalline (popolate tutt’oggi da enormi trote) offrono piacevoli momenti di relax e refrigerio nelle giornate più calde.

Il piccolo centro storico di Roccalbegna, con la sua Rocca, e una passeggiata alla pittoresca Abbazia di San Salvatore, complesso benedettino di epoca medievale nei pressi del centro storico di Abbadia San Salvatore.

La moto dell’itinerario

Per andare alla scoperta di questo itinerario ho scelto un Boxer DOC, quello di una BMW R 1200 R my 2014, ovvero la generazione precedente all’attuale. Una naked dal sapore classico e dal look elegante, con buone doti di comfort e prestazioni insospettabili, particolarmente in linea con le atmosfere di questo percorso. Non una moto con cui giungere primi in cima al passo, ma la spinta corposa del motore lungo l’intero arco di erogazione, unita alla buona elasticità, la rendono molto gustosa da guidare tra le curve.
Facile da condurre in ogni situazione, all’agilità nei repentini cambi di direzione predilige il rigore in percorrenza di curva, anche in due e a pieno carico. Efficace la frenata, sempre sicura col sistema ABS. Ottimi i consumi. Essendo una moto naked, la protezione aerodinamica non è il suo forte, sebbene la piccola unghia di plexiglass sul faro aiuti a deviare efficacemente i flussi d’aria.

Autore: Diego D'Andrea

Tag: Itinerari


Top