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pubblicato il 3 gennaio 2017

"Butta giù" il motociclista, si ferma troppo poco e va via: condannato

Per la Cassazione, c’è omissione di soccorso

"Butta giù" il motociclista, si ferma troppo poco e va via: condannato

La Cassazione (sentenza 53326/2016) stanga l’automobilista che non ha aiutato il motociclista. I fatti. Il guidatore di una vettura tampona una moto, e il centauro cade. Il conducente della macchina si ferma, scende dal veicolo per lo stretto tempo necessario ad aiutare il ragazzo a sollevare il proprio mezzo. E la moto a fianco. Quindi, che fa? Con la scusa di parcheggiare, si allontana senza permettere l'accertamento della sua identità, delle modalità del sinistro e l'individuazione del suo veicolo, tutti adempimenti che giustificavano ed integravano l'obbligo di fermarsi. Per fortuna, il danneggiato e un testimone riescono a “ricostruire” la targa dell’auto: la Polizia municipale risale all’automobilista.

In primo e secondo grado

La questione finisce davanti ai giudici. In primo e secondo grado, l’automobiilsta perde: ha lasciato la persona offesa nell’illusoria attesa di un suo sollecito ritorno sul posto. Senza considerare che, in passato, il tizio era stato beccato ubriaco al volante. Insomma, non uno stinco di santo. Si applica l’articolo 189, comme 6, del Codice della Strada, collegato al Codice penale: omissione di soccorso. Non basta fermarsi qualche momento.

Davanti alla Cassazione

L’automobilista però fa ricorso per Cassazione. Il motivo? Era, questa la tesi difensiva, totalmente assente il dolo (non l’ha fatto apposta), poiché l’uomo non era consapevole di aver recato un danno al motociclista, che non presentava lesioni. Niente da fare: la Cassazione ritiene il ricorso non fondato. Il Codice della Strada impone all’utente della strada, in caso di incidente comunque ricollegabile al suo comportamento, di fermarsi e di prestare l'assistenza occorrente a coloro che, eventualmente, abbiano subìto danno alla persona. E punisce chiunque, in caso di incidente con danno alle persone, non ottemperi all'obbligo di fermarsi, e di prestare l'assistenza occorrente alle persone ferite. L'obbligo di fermarsi è strettamente collegato all'esigenza di consentire la identificabilità del conducente e del veicolo. L’automobilista in “fuga” è stato solo un “furbetto”. Condannato anche al pagamento delle spese processuali.

Autore: Redazione

Tag: Attualità e Mercato , incidenti


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