Curiosità

pubblicato il 1 gennaio 2017

Lawrence D’Arabia e la leggendaria Brough Superior

Due miti le cui storie si intrecciano tra passione e amore per la velocità, fino ai limiti estremi...

Lawrence D’Arabia e la leggendaria Brough Superior

Lawrence d’Arabia ha amato profondamente la sua moto. “Una moto oscura” disse una volta parlando della sua Brough, “con un tocco sanguigno che è meglio di tutti gli animali a due ruote sulla terra, a causa della sua logica estensione delle nostre facoltà conferita dalla sua instancabile dolce scorrevolezza. Perché Boa (ndA, Boa era il nomignolo affibbiato da Lawrence alla sua ultima “Superior”) mi ama, mi dà cinque miglia in più di velocità rispetto a quella che un estraneo potrebbe ottenere da lei“.

TE Lawrence, immortalato ai posteri come Lawrence d’Arabia, aveva un’autentica passione per le moto e, come tanti altri uomini della sua generazione, iniziò ad usarle durante la Prima Guerra Mondiale. Grazie alla pubblicazione de “I sette pilastri della saggezza” (The Seven Pillars of Wisdom, libro di memorie ma anche racconto poetico), che avrà una pubblicazione in forma ridotta con il titolo “La rivolta nel deserto”, Lawrence potè acquistare la sua prima Brough Superior Mark 1 nel 1922 con i proventi dei diritti. Iniziò così una lunga collaborazione con il marchio e col suo proprietario, George Brough, di cui diverrà ottimo amico. Lawrence chiama la sua prima Brough ‘Boanerghes‘, che significa ‘figlio del tuono’. Una curiosità, le Brough sono state in un certo senso le Rolls-Royce delle motociclette dei primi anni ‘50 e venivano realizzate per lo più su misura; e fu così anche per Lawrence, che essendo un uomo basso, guidava una versione fatta appositamente per lui con la ruota posteriore più piccola per “ospitarlo” al meglio.

Nella vita ne ha possedute diverse! La sua ultima moto (GW 2275, costruita nel 1932), era dotata di tutte le migliori attrezzature Brough Superior, oltre a sistema di sospensione posteriore Bentley & Draper, forcelle anteriori Brampton, freni Royal Enfield ed apparecchiature elettriche Lucas. Il numero del motore era 22.000/S e il numero di telaio era 1041.S. Il motore sfoggiava un carburatore Amal 1.1/16-inch e un tachimetro Jaeger tarato a 120 mph. Lawrence era famoso per essere uno che dava sempre manetta piena sulle strade d’Inghilterra… con numerose conseguenti “rotture”. Ecco come lui stesso ne racconta una: “il gorgoglìo del mio scarico era come un lungo cordone dietro di me. Presto la mia velocità si spezzò, e sentii solo il grido del vento, la mia testa percossa e spinta al lato, un grido si alzò con la velocità crescente mentre l’aria di fronte era come due getti di acqua ghiacciata nei miei occhi. Ho rinforzato i piedi sulle pedane, ho spinto con le braccia, e ho stretto le ginocchia sul serbatoio fino alle protezioni in gomma sotto le mie cosce. Il terreno accidentato è passato e la strada è diventata come il volo di un uccello“.

Non c’è alcun dubbio sul fatto che Lawrence fosse innamorato della sua moto e del brivido che gli offriva. La nera e cromata Brough costò a TE Lawrence 170 sterline dell’epoca quando l'acquistò nel 1932... ma oggi è impagabile. Un esemplare è stato venduto qualche tempo fa per la cifra di 337.000 Euro. Ma fu proprio quell’amore profondo e viscerale ad essergli fatale. Lawrence era in sella alla Brough, da Bovington nel Dorset, al suo cottage vicino a Clouds Hill. Era il maggio del 1935. Percorreva una strada della campagna inglese; a mano a mano, con suo grande divertimento, la velocità andava aumentando quando all’improvviso si trovò di fronte alcuni ciclisti che procedevano in senso contrario: frenò bruscamente per evitarli ma la moto si impennò su un dosso uscendo di strada. La caduta gli sarà fatale. Lo scrittore George Bernard Shaw, che aveva contribuito all’acquisto della Brough come regalo per Lawrence, riassunse gli eventi e la mania per la velocità del suo amico così: “è stato come dare una pistola a un aspirante suicida.
La Brough subì molti danni – le pedane piegate, la sella distrutta, il proiettore del faro in frantumi, le leve del pedale di avviamento e del cambio piegate. A ripararla, dopo l’incidente, fu lo stesso George Brough. Se la si guarda con attenzione - è possibile farlo presso il National Motor Museum di Beaulieu nell’Hampshire, Regno Unito, dov’è custodita - i danni al manubrio e al parafango anteriore possono ancora essere visti chiaramente.

Curiosità poco note sul personaggio

Dal 1922 in cerca di una nuova identità, Lawrence cancellò letteralmente la propria, diventando via via il soldato carrista T.E. Smith, quindi l’aviere T.E. Shaw ed infine l’aviere meccanico John Hume Ross, nome con il quale si arruolò nella RAF. Da lì a sette anni sarà espulso due volte e altrettante nuovamente arruolato. Come aviere, Lawrence fu al centro di un incidente poco conosciuto avvenuto la sera del 17 maggio 1919 all’aeroporto romano di Centocelle (allora aeroporto “Francesco Baracca”). Durante uno scalo tecnico nel trasferimento dall’Inghilterra verso Il Cairo, il suo aereo - a causa della scarsa visibilità - si capovolse: due dei membri dell’equipaggio morirono mentre gli altri, fra cui lo stesso Lawrence, rimasero solo leggermente feriti. Avuta notizia dell’incidente, il re Vittorio Emanuele III si recò personalmente a trovare Lawrence in ospedale (che a trentuno anni era già personaggio di rilievo, a quanto pare, almeno tanto da scomodare un sovrano).

Autore: Diego D'Andrea

Tag: Curiosità , curiosità , personaggi


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