Test

pubblicato il 30 marzo 2008

Benelli TNT 899 S 2008 - TEST

Provata su strada l'ultima naked di Pesaro!

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Pesaro - E' con la TNT 899 S, l'ultima nata sotto le tre stelle del leoncino, che la Benelli, storico e vittorioso marchio nato nel 1911 a Pesaro, vuole uscire dalla nicchia di produttore di motociclette per pochi appassionati. Il processo di recupero del glorioso brand ha conosciuto negli ultimi anni diverse fasi e alterne fortune.

La prima mossa fu di Andrea Merloni che, stufo delle lavatrici e spinto da una consolidata passione per le moto, decise di avviare la produzione di alcuni modelli di scooter per la verità molto lontani all'inizio dagli standard qualitativi dei grandi concorrenti. Questo gap ha minato alla base un rilancio che doveva partire, a detta dei tanti appassionati, da una piccola produzione di motociclette non per i grandi numeri ma per palati raffinati, per pochi esteti stregati dal pezzo unico o quasi.

Il grande ritorno alla motocicletta è stato fatto con la Tornado Tre, una “superbike” dalla linea avveniristica e dai contenuti tecnici d'avanguardia, realizzata intorno ad un inedito motore a tre cilindri.

I presupposti per il successo sembravano esserci ma la difficoltà a comunicare il netto cambio di rotta rispetto agli standard qualitativi degli scooter prodotti e la totale assenza da competizioni sportive anche secondarie ha condotto l'azienda in acque agitate.

Nonostante non sarebbe poi stato così difficile per una classe politica locale dinamica ed attenta ai problemi delle imprese trovare una cordata di investitori che si facesse carico di un debito che non era certo quello della Fiat di qualche tempo fa, per assicurarsi un patrimonio motoristico nazionale, si arrivò ad un'unica via d'uscita; la cessione al colosso cinese Qianjiang che in patria dà lavoro a più di 14.000 persone che costruiscono ogni anno più di 1.200.000 veicoli.

I vertici cinesi comunque si sono impegnati a mantenere l'italianità di un vanto della produzione artigianale come la Benelli che potrà contare ora su una solida base economica per costruire i suoi gioielli, garantendo al gruppo cinese un impagabile apporto di esperienza, gusto e passione che speriamo venga prima o poi ripagata con l'appoggio necessario ad un ritorno in grande stile nel mondo delle corse.

Intanto possiamo tornare coi piedi per terra consolandoci con le prime foto delle attesissime Enduro e Motard e con la “Due 756” in avanzato stadio di sviluppo, ma soprattutto con la TnT 899 che affianca la sorella maggiore da 1130 cc relegata ad una ristretta fascia di mercato dalle mostruose prestazioni e dal prezzo non proprio abbordabile. La nuova nata, costa 9.890 euro ma offre molto di più della solita scontata Jap a cominciare da un'estetica mozzafiato che pone il motore al centro dell'attenzione e dà, solo a vederla, un insana sensazione di onnipotenza. Il nuovo cupolino, la sella derivata dalla Tre K, una diversa taratura del mono posteriore e una strumentazione dal design più semplice e non più sorretta dalla base in alluminio pressofuso sono le poche differenze rispetto al modello da cui deriva.

Il suo motore da 899 cc eroga 119,6 cv a 10.000 giri e con una coppia di 86 Nm a 7.600 giri spinge come un dannato anche ai medi regimi offrendo una fruibilità che è il perfetto connubio tra un bicilindrico e un quattro cilindri. La percezione delle prestazioni è poi amplificata dalla rumorosità meccanica tipica del tre cilindri.

Quello che per alcuni è rumore di distribuzione, assume per altri i connotati di un sound impareggiabile che solo un propulsore “spinto” e con questo frazionamento sa regalare. La rabbia del motore confluisce all'asfalto tramite un cambio a sei marce velocissimo ma non sempre altrettanto preciso e viene modulata da un impianto frenante da riferimento per potenza ed affidabilità che si avvale di un doppio disco flottante da 320 mm con pinza a quattro pistoncini davanti e di un disco da 240 mm dietro.

In sella si trova la posizione abbastanza facilmente e solo nella guida più impegnata, stringendo le gambe al serbatoio, ci si ricorda non volendo della linea tecnica e “spigolosa” della naked pesarese che ripaga però il piccolo fastidio con un'agilità incredibile nel misto stretto e con degli allunghi da togliere il fiato.
 
La precisione di guida è d'obbligo con la ciclistica di alto livello di cui la TnT è dotata. Il telaio scomponibile è composto da tubi d'acciaio all'anteriore e da una fusione d'alluminio al posteriore. L'effetto scenico è assicurato e la precisione anche.

Le sospensioni anteriori, completamente regolabili, sono da 43 mm e il forcellone posteriore a traliccio in tubi di acciaio ha un monoammortizzatore progressivo con regolazione idraulica in estensione e precarico molla. Il set up di serie è un giusto compromesso tra comfort e precisione di guida e solo nelle staccate più impegnative si avverte la regolazione di compromesso della forcella anteriore comunque adattabile a qualsiasi esigenza.

In definitiva la TnT 899 è una vera “muscle bike”, per chi non fa scelte scontate omologandosi a canoni di mercato ben più declinabili alle esigenze utilitaristiche di un'automobile che alla pura passione che avvolge il mondo delle due ruote.

Autore: Giacomo Polverigiani

Tag: Test , strada , bicilindriche , naked


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