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Interviste

pubblicato il 23 dicembre 2016

Che differenze ci sono fra un impianto frenante stradale e uno SBK?

Brembo ha dato tutte le risposte a motorsport.com e ha pensato a soluzioni utili per girare in pista con moto di serie

Che differenze ci sono fra un impianto frenante stradale e uno SBK?

Guardate l'impianto frenante di una qualsiasi moto stradale di alta gamma moderna, e diteci se non vi sembra una moto da corsa! La tecnologia che in questi anni si è riversata dalle competizioni alla produzione è stata enorme soprattutto per i freni, che al giorno d'oggi rappresentano un elemento di sicurezza degno di una moto da competizione di qualche anno fa. Ma quali sono le vere differenze e a che livello sono, ora, gli apparati pinza/disco delle Superbike? Motorsport.com ha fatto una chiacchierata con Brembo per scoprire tutte queste cose e capire quali modifiche bisogna attuare a una moto di serie per diventare come una moderna racing bike.

I freni moderni nelle moto di serie

Prima di tutto le differenze in un prodotto top di gamma oggi a listino: un impianto frenante di serie degli ultimi 10 anni è qualcosa di molto vicino a un prodotto racing: “Il fenomeno non riguarda solo le moto super sportive – spiega Claudio Teoldi - ma anche quelle naked o di media cilindrata. L’adozione delle pinze radiali migliora le prestazioni incrementando la rigidità del sistema e riduce il peso dell'aggancio al piedino della forcella. Già nella guida stradale si riesce ad avere una maggiore coppia frenante, utilizzando una minore pressione. La “cura” prevede anche l’adozione di una pompa radiale che è il frutto dell’esperienza emersa dalle corse una ventina di anni fa, trasferita al prodotto di serie. Riguardo ai dischi la tendenza degli ultimi anni è stata quella di aumentare i diametri per accrescere la coppia frenante. È vero che si è registrato un aumento della massa, ma si ottengono temperature di esercizio più basse, facendo sì che pastiglia e pinza regimino a temperature minori per evitare l’effetto dell’allungamento della leva e del fading con una caduta della prestazione”.

...e nelle moto da gara

Per quanto riguarda i freni dei top rider del mondiale delle derivate di serie, si parla di impianti all'apparenza simili ma molto più estremi: "Gli impianti frenanti da corsa, invece, non hanno l’ambizione di dover garantire le prestazioni per migliaia di chilometri, ma per la tutta la durata della gara, anche se la ricerca delle prestazioni è più estrema. Un impianto di primo equipaggiamento viene forzato durante una discesa di un passo alpino può andare in crisi a 350 gradi di temperatura del disco (dipende dalla pastiglia), mentre nella Superbike si arriva a picchi di calore che vanno oltre i 600/650 gradi. L’impianto racing, quindi, deve sopportare sforzi che sono quasi il doppio di quelli di serie. In SBK si usano solo materiali prestazionali che garantiscono un’altissima resistenza all’usura per tutta la corsa. La pinza SBK è radiale, ma con un off-set diverso da quello di serie perché è montata più esterna per avere una maggiore ventilazione del disco. La pinza SBK è in alluminio ed è ricavata dal pieno in un mono-blocco, vale a dire in un solo pezzo. Non si usano soluzioni fusorie, e se guardiano la minuteria della pinza, allora si deve parlare di pistoni e lamierini che sono in titanio e non in alluminio come nell’impianto di serie perché sono in grado di isolare di più il fluido dei freni dalle alte temperature. È maggiorata anche la superficie delle pastiglie per avere delle temperature di esercizio più basse visto che l’area di contatto è aumentata del 15% circa”.

Cosa fare per andare in pista con la moto stradale?

"L’appassionato che raggiunge l’autodromo con la sua moto, con la semplice rotazione dell’interasse della pompa, può modificare la frenata trasformando quella che è una pinzata molto corta in una più modulabile. Insomma siamo in grado di dare un colpo al cerchio e uno alla botte!. Ci sono pinze realizzate dal pieno come quelle della SBK: hanno il look mono-blocco, ma in realtà sono in due pezzi. Brembo offre dischi di diametro come l’originale che possono essere utilizzati con la pinza originale, ma sono full floating, per cui la campana è svincolata dalla fascia. Sono usati in 600 Supersport e Stock 1000 dove non si possono montare impianti racing, ma ha messo a catalogo per chi va a girare in pista una pastiglia della stessa mescola di quella usata in SBK che non è consigliata per un uso stradale, ma solo in circuito”. 

L'intervista intera, con tecnicismi e dettagli sugli impianti frenanti, la potete leggere su motorsport.com

 

Autore: Redazione

Tag: Interviste , interviste


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