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pubblicato il 15 dicembre 2016

Kawasaki Z650 2017 - TEST

La prova della nuova media naked di Akashi che sfida senza paura la migliore concorrenza sul mercato

Kawasaki Z650 2017 - TEST
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Kawasaki dice addio alla ER-6n e aggredisce il mercato delle naked di media cilindrata con la nuova Z650, che riprende in parte la filosofia del modello precedente, rilanciando però in maniera decisa sul fronte del look e del divertimento di guida. Perché la sigla "Z", si sa, dalle parti di Akashi non lascia spazio a libere interpretazioni, e pure in questo caso linee taglienti e “sguardo” felino riflettono un’indole frizzante e spigliata anche su strada, nonostante si tratti di un mezzo davvero facile da approcciare per chiunque. Siamo volati fino in Spagna per un primo contatto con questa interessante novità, che sfida apertamente le protagoniste del segmento, Suzuki SV650 ma soprattutto Yamaha MT07… allacciate bene il casco e scopriamo insieme com’è andata.

Sguardo d’insieme!

Prima però, analizziamo velocemente la moto. Il design è fresco e, seppure immediatamente riconducibile al caratteristico Z-style, propone linee meno manga e complessivamente più armoniche. Da qualunque lato la si guardi, questa Z650 esprime dinamicità e leggerezza… ma non si tratta di una semplice sensazione visiva, basti pensare che, rispetto alla precedente ER-6n, il peso è sceso di quasi 20 kg, fino a raggiungere quota 187. Risultato ottenuto attraverso un certosino intervento sulla componentistica, a partire da telaio e forcellone. E a proposito del telaio, su questa nuova bicilindrica debutta un solido traliccio in acciaio il quale, oltre a svolgere egregiamente la propria funzione, è anche bello da vedere, soprattutto colorato in verde nella livrea “white” dell’esemplare in prova.
Cuore pulsante di questo modello è un bicilindrico in parallelo profondamente rivisto. Nelle dimensioni prima di tutto, ora più compatte per meglio armonizzarsi al nuovo telaio “slim”, ma soprattutto nell’erogazione ai regimi medio/bassi, quelli che su strada fanno la differenza. Un’unità da 649 cc, raffreddata a liquido, in grado di esprimere la potenza di 68 Cv a 8.000 giri ma soprattutto una coppia massima di 65,7 Nm a 6.500/giri min. In merito ai consumi, Kawasaki dichiara un dato medio di 4,3 litri per 100 km.
Passando alla ciclistica, le sospensioni sono invariate rispetto alla ER-6n (forcella da 41mm all’anteriore e mono regolabile nel precarico al posteriore) ma hanno ricevuto un nuovo setting (il mono posteriore, inoltre, è stato anche opportunamente “riposizionato”), mentre l’impianto frenante si avvale ora di nuove pinze monoblocco che “mordono” all’anteriore 2 dischi da 300mm, mentre dietro lavora un disco singolo da 220mm. A sorvegliare gli arresti su fondi difficili ci pensa poi l’efficiente ABS Bosch a due canali 9.1M.
Appena sopra il gruppo ottico anteriore troviamo inoltre la nuova strumentazione digitale, interamente riprogettata sia nel layout, che nell’organizzazione delle info, ora di più immediata consultazione. Arriva anche l’indicatore della marcia inserita e un’utile “suggeritore di cambiata” impostabile dal pilota, in base alle proprie preferenze, tra i 5.000 e gli 11.000 giri.

A tutto TEST

Una piccola premessa. Una moto così va ovviamente giudicata nel solco del segmento in cui si piazza, ovvero quello delle naked per tutti, dal prezzo di listino conveniente, capaci però di far divertire anche chi ha già esperienza. Un mezzo, quindi, che deve saper soddisfare un’ampia gamma di esigenze e motociclisti di diversa estrazione e capacità, con un occhio al contenimento dei costi.
Una volta in sella apprezzo subito la posizione di guida. Moderna, ma senza cedere troppo all’ultima tendenza che vuole manubri larghi e sempre più vicini al corpo. La definirei, piacevolmente stradale. La sella ad appena 790 mm da terra consente a tutti di piantare saldamente i piedi al suolo, garantendo un’accoglienza a bordo ottimale a piloti di tutte le taglie. Al tatto, le varie parti della moto offrono una decisa sensazione di qualità… plastiche, vernici, blocchetti al manubrio, finiture (le leve sono regolabili), risultano semplici ma ben realizzate. Una circostanza non sempre scontata su moto di questa fascia di prezzo.
Un colpo al comando dello start e si parte. Bastano davvero pochi metri per sentirsi totalmente padroni del mezzo: questa Z650 ti dà subito del “tu”! La reattività alla manopola del gas è immediata e il motore sale velocemente di giri con una bella vivacità che si irrobustisce ulteriormente ai regimi intermedi. Un’erogazione coinvolgente ma sempre gestibile. Oltre una certa soglia, meglio invece cambiare marcia... il 2 cilindri kawasaki non è un motore a cui tirare il collo fino al limitatore. A colpirmi piacevolmente è anche la resa delle sospensioni. Pur trattandosi di componentistica non particolarmente sofisticata, risulta solida e razionale, garantendo allo stesso tempo, comfort sui fondi non omogenei, ma soprattutto “sostegno” sufficiente quando sale il ritmo e si cerca la guida aggressiva. In particolare sul veloce, affrontando lunghi curvoni a tutta birra, la Z650 mostra una stabilità davvero niente male per una naked di questa fascia di prezzo, zero ondeggiamenti e buona solidità dell’avantreno. Al momento di lanciarsi su un bel tratto tuttecurve emerge poi l’anima più “fun” della moto. I cambi di direzione sono svelti, la “zetina” è reattiva ma mai nervosa, con ingressi in piega progressivi e un bel feeling che invita ad osare. Si riesce a mantenere un buon ritmo senza fare fatica. Un'efficacia nel misto resa ancora più piacevole dalla pressoché totale assenza di effetto on/off. Frizione morbida e cambio fluido e preciso, completano il quadro, insieme ad una frenata decisa, nonostante una certa sensazione di spugnosità sotto stress, nell’uso più intenso.

Passando a ciò che ho apprezzato meno, premetto subito che - almeno in occasione di questo primo contatto - difetti veri e propri non ne sono emersi. Anzi, la Z650 si presenta come un progetto decisamente sano, sia dal punto di vista dinamico che per quanto riguarda le finiture. Se proprio si vuole trovare un pelo nell’uovo, ho notato qualche piccola vibrazione intorno ai 7.000/8.000 giri, soprattutto in rilascio. Inoltre, pensando al tipo di moto, un pizzico di attenzione in più al comfort del passeggero - che ha una porzione di sella un po’ striminzita e particolarmente in alto - la si poteva probabilmente avere.

Conclusioni

Una delle chiavi di lettura più importanti per giudicare questa Z650 è sicuramente il prezzo, che con un listino a partire da 6.790 euro, e la qualità messa in campo, la mette in diretta competizione con la migliore concorrenza sul mercato. Insomma, con una cifra abbordabile ci si garantisce l’accesso al mondo delle moto vere. Un mezzo ottimo per iniziare "a fare sul serio” ma che non rischia di stufare subito, quando l’esperienza aumenta. La classica moto versatile e bella da vedere, da usare con soddisfazione in città e nelle uscite del week-end.
Kawasaki Z650 è disponibile presso le concessionarie del marchio giapponese in 3 colorazioni: Pearl Flat Stardust White/Metallic Spark Black, Metallic Flat Spark Black/Metallic Spark Black, Metallic Raw Titanium/Metallic Spark Black. La nostra preferita? Ovviamente la bianca su base nera con il telaio verde dell’esemplare in prova. Guardate la gallery e giudicate voi stessi.

Abbigliamento tecnico utilizzato

Giubbotto: IXON Stratus HP

Pantaloni; IXON Owen

Guanti: IXON RS Rain

Stivali: ALPINESTARS New Land gore-tex

Casco: HJC RPHA 11

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Autore: Diego D'Andrea

Tag: Test , bicilindriche , test , prove


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