Test

pubblicato il 5 dicembre 2016

Yamaha MT-09 2017 - TEST

Tre cilindri di puro divertimento! La prova dell'ultima versione della pepper-naked giapponese...

Yamaha MT-09 2017 - TEST
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L’arrivo dell’omologazione Euro4 ha fornito a Yamaha un ottimo pretesto per migliorare ulteriormente il progetto MT-09, modello “fun-oriented”, campione di adrenalina, che per il 2017 si rinnova sia nel look che nella meccanica. Una naked che interpreta il lato più “dark” del marchio giapponese... un animale notturno sempre pronto a rombare in città quando il sole scende e il traffico si dirada, ma allo stesso tempo capace di prestazioni graffianti su un bel percorso tutte-curve. E comunque (più pacificamente) una moto perfetta da utilizzare anche tutti i giorni per i propri spostamenti e che non sfigura davanti all’ingresso del proprio locale preferito. Un mezzo dalla doppia anima, quindi, con un rapporto qualità/prezzo tra i migliori della categoria.

Cosa cambia… e cosa no!

Sono bastati pochi ma azzeccati particolari, ai designer dei Tre Diapason, per rinfrescare la linea della MT-09 senza però andare a stravolgere il caratteristico aspetto "techno-minimal" che la contraddistingue fin dall’esordio: nuovo lo “sguardo” affilato, con i 4 LED che puntano aggressivi la strada; nuove le prese d'aria maggiorate e ridisegnate, che si raccordano allo stesso serbatoio della precedente versione; nuovo il codino, ancora più slim e con il fanale biforcuto, a forma di M, per un ulteriore accento di aggressività... cui contribuiscono anche porta-targa e parafango “a filo” dello pneumatico posteriore.
Imbrigliato nel solido telaio a doppio trave in alluminio, poi, protagonista è sempre lui, l’eccellente tricilindrico CrossPlane da 847 cc, autentica nota di carattere di questa MT-09. Un’unità in grado di esprimere 115 cv a 10.000 giri/min e 87,5 Nm a 8.500 giri/min, che non perde nulla della proverbiale grinta ai medio/bassi regimi, nonostante le restrizioni dell’Euro4. Per quanto riguarda la ciclistica, si registra l’arrivo di una nuova forcella a steli rovesciati da 41 mm, con regolazione della compressione nello stelo sinistro e dell'estensione nello stelo destro. Invariato, invece, il mono posteriore, esattamente come il robusto impianto frenante che può contare, davanti, su una coppia di dischi anteriori flottanti da 298mm con pinze radiali a 4 pistoncini; mentre dietro lavora un disco singolo da 245mm.
Sul fronte dell’elettronica, al controllo di trazione (disinseribile all’occorrenza e regolabile su due livelli), al D-Mode con le 3 mappe motore e al ride-by-wire, si aggiungono ora una nuova frizione antisaltellamento (dotata di camme appositamente disegnate e di nuove molle con una rigidità ottimizzata) e il cambio elettronico QSS Quick Shift System (derivato dalla sportiva R1), che permette di inserire marce senza l'uso della frizione. Comoda la funzione “memoria” grazie alla quale ritrovare i settaggi dell’elettronica così come lasciati all’ultimo spegnimento.

A tutto TEST

Rispetto ad una naked classica, in fatto di posizione di guida la MT-09 guarda da sempre al mondo motard, con un’ergonomia piacevolmente “active” caratterizzata dal manubrio largo e vicino al corpo. Una sensazione di controllo totale, che incrementa il feeling e fa sentire chiunque in grado di far fare alla moto tutto ciò che vuole. Leggera, busto eretto, ciclistica reattiva, la MT-09 ha movenze feline e si fa condurre ovunque con grande efficacia, anche nello stretto. Persino farsi prendere dai fatidici 5 minuti di teppismo è un attimo… e a quel punto, meglio rinunciare a tenere giù l’avantreno, pronto a proiettarsi verso l’alto ad ogni colpo deciso di gas (cosa che si può fare, per precisa scelta progettuale, anche con il traction control in posizione 1). Eppure, nonostante l’animo “dark”, la MT-09 è una moto tutto sommato “facile” e gestibile ovunque, di quelle che danno del “tu” all’istante... sali e siete subito amici. La nuova sella, leggermente più dritta della precedente, è abbastanza comoda, ma sui lunghi chilometraggi risulta un po’ dura e a fine giornata si sente.
In movimento si apprezzano molto razionalità e fruibilità dei comandi e dei blocchetti al manubrio, che permettono di cambiare, ad esempio, mappa motore o livello di intervento del traction control in maniera facile, immediata e veloce. E a proposito, il traction control, così come l’ABS, si contraddistingue per la capacità di lavorare sempre efficacemente e in maniera mai invasiva. Qualità che, durante la prova, hanno consentito di affrontare in tutta sicurezza un tratto di strada particolarmente viscido e insidioso.
Dinamicamente, se mi chiedessero di sintetizzare questa moto in 3 parole, direi subito: motore, motore, e motore… insomma, davvero un gran bel pezzo di 3 cilindri. Perfetto con la mappatura “standard” (che offre un’erogazione sempre pronta e robusta ma anche incredibilmente elastica e gestibile), sin troppo brutale con la mappatura A, che patisce ancora un po’ di fastidioso effetto on-off. La mappatura B, invece, la più tranquilla, è per i giorni di pioggia o i fondi difficili. Un’unità, questo CrossPlane Yamaha, che tira via dalle curve con gran gusto, ben coadiuvato da un cambio morbido e preciso, ancora più godibile grazie all’arrivo del Quick Shift, per passaggi fulminei da un rapporto all’altro senza l’uso della frizione. Ma le qualità della MT-09 non finiscono qui. La nuova forcella asseconda al meglio la reattività della moto offrendo un ottimo "sostegno" oltre a incrementare la stabilità sul veloce. Negli ingressi in piega, anche i più aggressivi, le reazioni del mezzo sono sempre prevedibili e mai nervose… e questo nonostante una resa del mono che non convince fino in fondo: un po’ morbido nella taratura standard, lo si preferirebbe anche un pizzico più frenato nell’idraulica. Indurendo il precarico la situazione migliora, ma questa componente non mostra una resa all’altezza della sospensione anteriore, soprattutto su fondi stradali non perfetti. Buona la frenata, subito energica ma anche modulabile.

Piace meno…

Oltre alla resa della sospensione posteriore (come già accennato), è l’erogazione con la mappatura A a prestare ancora il fianco a qualche critica. Non tanto per l’esuberanza - che da un lato la rende adatta a piloti esperti ma che è anche parte integrante del fascino “dark side” del mezzo - quanto per la reazione un po’ troppo brusca al comando del gas: oltre a generare, infatti, un certo effetto on-off (che nel misto spezza il ritmo), dà la sensazione di un colpo di bazooka immediato appena si ruota l’acceleratore, che però tende ad appiattirsi troppo in fretta al salire del numero di giri.

Conclusioni

La MT-09 è uno dei modelli più azzeccati del recente corso Yamaha, con un rapporto qualità/prezzo talmente favorevole, da azzerare all’istante i piccoli nei riscontrati. Un mezzo con ottime caratteristiche dinamiche, dalla dotazione completa, divertentissimo e adatto ad una forchetta di utenti piuttosto ampia: dal motociclista che si è fatto le ossa su una entry-level e ora cerca qualcosa di più, al veterano smaliziato, che saprà trarre il meglio dal grintoso tre cilindri e dalla ciclistica svelta. Tutte caratteristiche che, unite alle buone performance in termini di consumi, rendono a questa “fun-bike” un plus non indifferente: la capacità di unire, al fattore emozionale, un’elevatissima sfruttabilità anche nel tran tran quotidiano. E con i giusti accessori, si va persino lontano. Insomma, ragione e sentimento. Cosa volere di più?
Yamaha MT-09 sarà disponibile a breve presso i concessionari del marchio a partire da 8.990 euro, nelle colorazioni Night Fluo, Race Blu e Tech Black.

Abbigliamento tecnico utilizzato

CascoHJC RPHA 11
GiubbottoAlpinestars Enforce Drystar
GuantiAlpinestars WR-V Gore-Tex
StivaliStylmartin Shiver Low
Pantaloni tecniciIxon Owen

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Autore: Diego D'Andrea

Tag: Test , tricilindriche , test , prove


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