Epoca e Classiche

pubblicato il 20 novembre 2016

Vespa Vs. Lambretta: 70 anni di rivalità

Nemiche sul mercato perchè simili nella storia e nella filosofia. La sfida fra Piaggio e Innocenti non finirà mai

Vespa Vs. Lambretta: 70 anni di rivalità

Vespa o Lambretta? Lambretta o Vespa? Si può avere simpatia per entrambe, ma nel cuore c'è spazio solo per una. Vespisti e lambrettisti sono sempre stati rivali e in tutti questi anni, a partire dalla loro nascita, le due fazioni si sono sempre sfidate con garbo e galanteria. Oggi il vespista rispetta profondamente il lambrettista, e viceversa. 

Nate in contesti simili, ma all'inizio molto diverse

Mezzi così uguali e allo stesso tempo così diversi da non poter essere confusi, figli dello stesso periodo storico e nati per le stesse ragioni: rimettere in moto l'Italia dell'immediato dopoguerra. Sia per Piaggio che per Innocenti, la scelta di produrre un mezzo a due ruote economico e facile è stata quasi obbligata.
L'azienda toscana, produttrice di aerei, ha chiesto al suo progettista di punta - Corradino D'Ascanio - di creare un mezzo che potesse sostenere l'azienda mentre veniva completamente reinventata la produzione aeronautica in seguito alle grosse perdite della seconda guerra mondiale. Allo stesso modo la Innocenti produceva tubi d'acciaio largamente utilizzati a scopo militare negli anni della guerra. Lo stabilimento di Milano fu bombardato e per questo si decise di ripartire spostando la produzione sulle rive del fiume Lambro (da qui il nome Lambretta) e venendo incontro alla richiesta di mobilità del popolo italiano con un mezzo dal costo basso e dalla grande versatilità.
Storie simili ma concetti - in origine - molto diversi. Piaggio non partì subito dalla Vespa, ma il primo prototipo del 1943 fu la MP5 Paperino, più una piccola moto carenata che uno scooter. Lambretta, invece, puntò inizialmente su un design minimalista con il progetto 125 A del 1947, quasi interamente tubolare e con motore e telaio a vista. Le cose cambiarono nel giro di pochi anni e già nei primi '50 i due mezzi erano più somiglianti.

Vespa Vs. Lambretta, una questione di marketing

Non vogliamo elencarvi modelli, potenze, cifre e prezzi per confrontare i due simboli del boom italiano, le versioni sono tantissime e tutte hanno le loro particolarità, ma ci concentriamo più sui motivi che hanno sancito questa rivalità e come questa si è evoluta negli anni. 
Come detto, l'origine molto simile e vicina negli anni ha da subito scatenato la sfida sul mercato. Vespa è uscita prima (1946) e ha avuto senza dubbio più successo, sia per una distribuzione più importante che per una campagna marketing più aggressiva. Impossibile dimenticare lo slogan Chi "Vespa" mangia le mele, chi non "Vespa" no, mentre la linea commerciale della Lambretta (lanciata nel '47) ha sempre mantenuto toni più sobri e meno azzardati, che però non facevano perdere valore al prodotto.
Vespa e Lambretta sono diventate in pochi anni il mainstream e l'alternativa, il mezzo per sentirsi parte del mondo e quello per distinguersi dalla massa. Le vendite hanno sempre dato ragione allo scooter Piaggio proprio per la strategia di comunicazione vincente e per la maggiore capacità produttiva degli stabilimenti toscani.
I vespisti hanno sempre rimarcato il loro aspetto "cool" e alla moda mentre i lambrettisti hanno difeso a spada tratta il carattere più rigoroso del loro mezzo, più stabile sul veloce e con il motore centrale che non "tira" da un lato. Fino agli anni '80 era guerra aperta e quando uno con la vespa incontrava uno con la Lambretta al semaforo, scattava sempre la drag race. A proposito di velocità, l'immagine dei due prodotti si basava anche sui record di velocità: la Vespa Siluro ha rappresentato un punto di riferimento per la notorietà internazionale del prodotto, così come la Lambretta World Land Speed Record, entrambi streamliner dalle linee avveniristiche e dalla velocità folle.
La rivalità sul mercato cessò nel momento in cui Innocenti mollò il colpo e smise di produrre la Lambretta. Verso la fine degli anni sessanta la richiesta degli scooter ebbe un calo, mentre l'automobile era ormai alla portata di tutti. Sia Piaggio che Innocenti subirono un crollo consistente delle vendite, ma al contrario dell'ottima situazione economica dei toscani, l'azienda lombarda dovette lottare per sopravvivere. In collaborazione con la British Motor Company, Innocenti cominciò a produrre auto della Austin su licenza, mentre vendette l'intera catena di montaggio Lambretta all'India, dove la SIL le diede una seconda giovinezza nel mercato interno. Vespa continuò imperterrita e arrivarono i modelli ET3 e PX, vere bandiere del marchio nel mondo. In breve anche le rivalità fra i due "fanclub" divennero meno aspre, e si arrivò alla situazione che troviamo ora: tutti amici, ma ognuno tiene alta la propria bandiera convinto della superiorità del suo mezzo

Cessate le ostilita, rimane la passione

I primi che hanno messo Vespa e Lambretta sotto un'unica bandiera sono stati i Mods, la comunità di scooteristi nato a Londra e poi diffuso in tutto il mondo, che puntava sulla personalizzazione del mezzo e sull'appartenenza al gruppo. Qui appassionati di Piaggio e Innocenti avevano un "nemico" in comune, i Rocker e le loro motociclette veloci.
Ai giorni nostri è lo spirito mod che ha avuto la meglio, vediamo raduni enormi pieni di entrambi i modelli, dove la passione per uno dei due marchi è ormai stata superata dalla passione per quegli scooter che hanno rimesso in moto il mondo, in un periodo decisamente particolare della nostra storia.
Vespa è ancora una presenza importante sul mercato, Innocenti non lo è più, ma rimane un profondo rispetto fra chi cura e utilizza uno scooter d'epoca. Complimenti e sinceri apprezzamenti fra i due mondi si sprecano, ormai è una famiglia allargata, ma generalmente quando ci si siede a tavola torna sempre il solito discorso: "la mia è meglio"... perchè nel cuore c'è spazio per un solo amore.

 

 

 

Autore: Redazione

Tag: Epoca e Classiche , curiosità , epoca


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