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pubblicato il 30 settembre 2005

Suzuki a Parigi

Svelata la GSR, una delle novità più attese a Parigi!

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Tra gli innumerevoli appuntamenti parigini pre-Salone, la conferenza stampa Suzuki è stata indubbiamente tra le più attese. Tra le novità da scoprire, infatti, non c'erano solamente le nuove sportive GSX-R 600/750 e la Bandit 1200 ma anche una inedita scarenata dal sapore sportivo che in Suzuki hanno voluto chiamare GSR.

GSR
Il riferimento alle sorelle pistaiole è immediato...e non solo nel nome. La parte meccanica, infatti, riprende a piene mani le esperienze maturate in pista e così ci si ritrova con un eccellente propulsore da 600 cc. derivato dalla GSX-R ed incastonato in un super-telaio in alluminio di nuova concezione; da notare che il forcellone posteriore, sempre in alluminio, è dotato di una generosa capriata di riforzo.

Da un punto di vista puramente stilistico, a mio parere, il compitino è ben fatto. E' evidente che in alcuni dettagli non si è voluto osare - come nel caso delle forme del serbatoio o il taglio della sella - e forse l'utilizzo di materiali plastici è un po' troppo esteso. Ma considerando che si tratta, in assoluto, della prima realizzazione Suzuki in questo ambito c'è da togliersi tanto di cappello e non c'è dubbio che questa moto possa fare grandi numeri.

Il prezzo non è stato reso noto ma di sicuro sarà in linea con quello delle cugine Yamaha FZ6, Honda Hornet 600 e Kawasaki Z750.

GSX-R
Completamente rivoluzionate anche le GSX-R 600 e 750. 161 e 163 kg alla bilancia già basterebbero per ipotizzare tempi sul giro da paura, ma se nel conto ci infiliamo anche un nuovo telaio, un motore più performante ed una aerodinamica - a detta dei tecnici Suzuki - decisamente più affilata si può immediatamente capire che anche questa volta Suzuki ha voluto fare le cose in grande.
Stessa moto, doppia cilindrata, e dunque analoghe soluzioni tecniche: sicuramente quella che colpisce di più è il posizionamento dello scarico, che inevitabilmente va "mettere il naso" anche nel capito design: sì perchè sul lato destro o sotto la sella non c'è traccia di silenziatore. Tutto è stato infilato sotto al motore e l'unico riferimento allo scarico è quel piccolo tubo "carenato" che arriva a fatica nelle vicinanze del forcellone: il motivo? La ricerca della massima centralizzazione delle masse.

GSF Bandit 1200
Capitolo a parte merita l'immortale Bandit. Quest'anno è la volta della 1200: le soluzioni stilistiche sono quelle che da sempre decretano il successo del modello anche se il taglio del cupolino della "S" è decisamente più sportivo del solito e riprende in tutto e per tutto quanto proposto dalla versione 650. Gli obiettivi perseguiti sono stati il miglioramento del confort e della guidabilità, aspetti fondamentali per una moto di questa categoria.

Non ci rimane che aspettarle in concessionaria. Appena avrete modo di toccarle con mano, fateci sapere che ne pensate.

Autore: Emiliano Perucca

Tag: Eventi , saloni


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