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pubblicato il 31 ottobre 2016

MotoGP: un Dovi con i fiocchi a Sepang

Una bella gara e una vittoria che ripaga Andrea Dovizioso di tutti gli sforzi fatti per rendere competitiva la Desmosedici

MotoGP: un Dovi con i fiocchi a Sepang

A Sepang si è chiuso il trittico di gare extracontinentali della MotoGP con uno spettacolo davvero elettrizzante. Le premesse non erano le migliori con partenza posticipata per pioggia e condizioni della pista non ottimali. Eravamo già pronti all'ennesimo valzer di cadute e incertezza da flag-to-flag, invece ci siamo dovuti ricredere, perchè abbiamo assistito a una delle gare più belle della stagione.

Ci siamo divertiti

Probabilmente la nostra esaltazione era data dalla possibilità di un podio tutto italiano. A 2/3 di gara, Valentino Rossi, Andrea Dovizioso e Andrea Iannone erano nelle prime tre posizioni, discretamente staccati dal gruppo e ormai involati verso la bandiera a scacchi.
Dell'ordine d'arrivo finale, sinceramente, ce ne fregava poco. L'importante era vederli tutti e tre assieme sul podio, sovrastati dalle tre bandiere italiane e con in sottofondo l'Inno di Mameli a rappresentare tutti e non solo il vincitore. Il sogno è svanito il momento esatto in cui Iannone è cascato per terra, ma non ci possiamo di certo lamentare della vittoria del Dovi e del secondo posto di Vale, mentre terzo è arrivato Lorenzo, decisamente staccato dai due di testa. Per il forlivese questa gara è stata una liberazione, a 7 anni dalla sua prima e unica vittoria in MotoGP.
Un risultato meritato per la "dovizia" con cui ha portato avanti il progetto Desmosedici. Chi lavora bene è giusto che venga ripagato in questa maniera, e la sua gioia sul gradino più alto è la dimostrazione di quanto davvero ci tenesse. L'italianità è motivo d'orgoglio, ma questa volta non è il primo motivo per cui siamo contenti della vittoria di uno dei nostri.

Rossi si conferma secondo, Jorge non lotta

Con l'asfalto bagnato è servita cautela, ma non sono mancati sorpassi e controsorpassi, staccate a limite e numeri da circo. Qualche lungo, di tanto in tanto, faceva provare un po' di brividi ma nel complesso i piloti di testa hanno condotto una gara memorabile, davvero ben guidata e di primo livello per spettacolarità.
Marc Marquez è caduto ancora una volta. Con i giochi ormai fatti, il campione spagnolo ha smesso di fare il ragioniere e probabilmente senza l'adrenalina della performance è incline a distrazioni, ma ci è piaciuto il piglio con cui ha ripreso in mano la moto, l'ha cambiata ai box ed è di nuovo tornato in pista per cercare di conquistare qualche punto. Alla fine ha concluso 11°
Deludente ancora una volta Jorge Lorenzo, che non se l'è sentita proprio di rischiare tutto nell'ultima possibilità di agguantare il secondo posto nella classifica generale. La sua crisi con il bagnato prosegue e il podio è solo una magra consolazione per un traguardo tagliato ben 11 secondi dopo il vincitore. Rossi festeggia la conferma del suo secondo posto nel mondiale per il secondo anno di fila, raggiungendo un altro record: non solo è il pilota in attività con più campionati mondiali vinti, ma è anche quello con più secondi posti in assoluto, questo lo rende il pilota più vincente e allo stesso tempo più perdente della MotoGP. Bizzarro, ma vero.

 

Autore: Michele Lallai

Tag: Sport , motogp


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