Test

pubblicato il 24 ottobre 2016

Kawasaki Z1000SX 2017 - TEST

L’apprezzato modello della Casa di Akashi si rinnova puntando ad esaltare le sue due anime... quella sport e quella touring. Scopriamo come!

Kawasaki Z1000SX 2017 - TEST
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Non è mai stato facile riuscire a far convivere, in un unico mezzo, pruriti sportivi e voglia di macinare strada. Un risultato conquistato da kawasaki con l’azzeccata Z1000SX, modello di successo della Casa giapponese che, sin dal 2011 (anno di presentazione della prima versione), ha avuto il merito di rilanciare un segmento, quello delle sport-touring, all’apparenza destinato a scomparire tra le trame di listini sempre più frazionati e iperspecializzati. Una mossa vincente! E così, dopo circa 5 anni - complice la necessità di uniformarsi alla nuova normativa Euro4 - il progetto giunge alla sua terza generazione, senza stravolgere la ricetta che ne ha decretato il successo ma con una serie di migliorie finalizzate ad un’esperienza in sella sempre più appagante.

Non solo Design

A vederla è sempre lei. Eppure sono diverse le modifiche estetico-funzionali che caratterizzano questa nuova versione 2017. Cambia la linea, ora più aggressiva grazie al nuovo cupolino con fari full LED, mentre la carenatura si fa più ampia per una maggiore protezione aerodinamica; e grazie alla particolare conformazione nella zona del motore, aumenta anche la capacità di dissipazione del calore. In pratica, la nuova Z1000SX “non scalda”. Al primo colpo d’occhio, con le borse montate, l’aria da tourer affilata e muscolosa colpisce subito. Ma se si rimuovono le valigie, il codino sparato all'insù - per nulla appesantito, nella linea, dalle solide maniglie a disposizione del passeggero - regala un ulteriore, gratificante, accento sportivo. Il nuovo plexiglass, regolabile su 3 livelli senza bisogno di attrezzi, offre un buon riparo per il busto sebbene, anche quando posizionato all'altezza massima, la zona del casco rimanga scoperta (tuttavia, va detto che anche a velocità autostradali non si innescano mai vortici particolarmente fastidiosi). Modifiche, poi, interessano la sella, ora più bassa da terra e di forma differente, con una superficie di seduta maggiore. Quella del passeggero, inoltre, è stata opportunamente ridisegnata per scongiurare indesiderati scivolamenti in avanti nelle frenate più decise.

La tecnica: cosa cambia e cosa no!

A spingere la nuova Kawasaki Z1000SX è sempre il tonico 4 cilindri da 1043 cc,142 Cv di potenza massima e 111 Nm di coppia a 7.300 giri/min. Un’unità che, nonostante l’arrivo della normativa Euro4, non perde nulla in fatto di carattere e temperamento. Anzi, grazie al nuovo set-up della centralina, l’erogazione risulta ulteriormente migliorata in entrambe le mappe disponibili, Low Power e Full Power, che modulano la risposta del motore in relazione al tipo di strada e condizioni affrontate. Confermato anche il solido telaio a doppio trave in alluminio, supportato da un comparto sospensioni (rivisto nella taratura) che può contare su una forcella rovesciata da 41mm (regolabile nel precarico, estensione e compressione) e su un mono posteriore settabile (nell’idraulica) solo in estensione, mentre la taratura del precarico avviene attraverso un comodo “pomello” in posizione facilmente accessibile, subito sotto la sella. Soprattutto quest’ultimo è risultato particolarmente sensibile alle regolazioni, consentendo di adeguare velocemente la risposta della molla al tipo di resa desiderata. L’impianto frenante si avvale, all’anteriore, di una coppia di dischi da 300mm morsi da pinze ad attacco radiale a 4 pistoncini (con pastiglie di nuova mescola); mentre dietro lavora un singolo disco da 250 mm.
Novità interessanti, invece, sul fronte dell’elettronica. A partire dal KCMF (Kawasaki Cornering Management Function) che, “appoggiandosi” ad una piattaforma inerziale Bosch, consente una lettura precisissima delle condizioni di guida, regolando in maniera chirurgica la risposta del controllo di trazione, settabile su 3 livelli (e all’occorrenza disinseribile)... il tutto, dialogando costantemente con l’altra “chicca” a bordo, il KIBS (Kawasaki Intelligent anti-lock Brake System), che si occupa di gestire la frenata attraverso la funzionalità cornering, per evitare l’autoraddrizzamento della moto, il bloccaggio e il sollevamento del retrotreno nelle staccate più aggressive. A conclusione della carrellata sulle novità più importanti, troviamo la rinnovata strumentazione - ora più completa e leggibile - i nuovi specchietti con maggiori possibilità di regolazione e la leva della frizione finalmente settabile su 5 posizioni.

A Tutto TEST

Una volta in sella, la prima cosa che colpisce in maniera favorevole è la sensazione di ritrovarsi più inseriti all’interno del mezzo rispetto al modello precedente. In Kawasaki hanno operato di fino e senza andare a stravolgere nulla - lavorando per lo più sui leveraggi di progressione posteriore - hanno ridotto l’altezza della seduta incrementando così la sensazione di controllo e il comfort di guida (ad esempio il manubrio, nonostante non sia stato spostato di un millimetro, lo si avverte leggermente più alto). Anche gli interventi sulla forma della sella si sentono tutti e con piacere, mentre le pedane un filo arretrate sono lì a ricordarci il tipico DNA sportivo del marchio giapponese (proprio quello che ogni acquirente Kawasaki in fondo si aspetta). Dentro la prima e si parte. Un rapido passaggio in città rivela subito una moto facile da gestire anche alle basse velocità (nonostante i 235 kg di peso) e prevedibile nelle reazioni. L’ottima elasticità del motore - all’occorrenza sempre pronto a riprendere con vigore - consente di muoversi tra le auto in coda, con un filo di gas, anche nelle marce più alte. Poi finalmente la strada si apre e la vera anima di questa sport-touring emerge, con decisione, manifestando tutte le doti che ci si aspetta da un mezzo così: comodità, certo, ma soprattutto efficacia, prestazioni e divertimento di guida. Se con la mappatura Low Power si apprezzano la fluidità e la regolarità del grosso 4 cilindri, passando a Full (attraverso il comodo selettore al manubrio) sale l’adrenalina e il carattere dell’erogazione cambia, si irrobustisce, senza però diventare mai brusca o ingestibile. Una vera goduria, a partire dai regimi medio/bassi, che esplode di gusto oltre metà scala del contagiri. Praticamente assente qualunque tipo di effetto on-off nell’apri e chiudi del comando del gas… circostanza, questa, che consente di giocare con l’acceleratore, tra una curva e l’altra, senza avvertire mai fastidi di sorta. L’ingresso è sempre rigoroso e deciso, così come la percorrenza in piega - la Z1000SX, raggiunto il punto di corda, dove la metti sta. Quando poi arriva il momento di spalancare in uscita, pronti alla fiondata verso la curva successiva, ci si sente sempre ben sorvegliati dal controllo di trazione, ottimamente regolato, che entra in gioco solo quando necessario. In generale, non si tratta di un mezzo agilissimo nei rapidi cambi di direzione, piuttosto, questa giapponese è una di quelle moto che “senti” piacevolmente nelle braccia quando si tratta di tirarla su e buttarla rapidamente giù nella piega successiva. Nelle mani giuste, si rivela una moto efficace che può dare grandi soddisfazioni sui percorsi guidati… e in ogni caso, il divertimento è sempre garantito. Merito di una ciclistica rigorosa e ben a punto, che migliora rispetto al passato il feeling col mezzo, azzerando del tutto ondeggiamenti e reazioni “scomposte” anche quando la conduzione si fa aggressiva e sopra le righe. Anche la frenata, potente il giusto e abbastanza modulabile, reagisce bene sotto stress. Provando inoltre a pinzare forte in curva si apprezza il lavoro svolto dall’ABS con funzione cornering che limita in maniera sensibile l’effetto autoraddrizzante. Note di merito, infine, al cambio e alla frizione, con comandi sempre morbidi e precisi.

Piace meno…

Un mezzo, quest’ultima versione della Kawasaki Z1000SX, che non presta facilmente il fianco a critiche. Persino l’elevato livello di vibrazioni che affliggeva la passata versione si è drasticamente ridotto, rimanendo avvertibile per lo più attorno alla zona del raccordo sella-serbatoio intorno ai 5.000 giri (soprattutto in rilascio). Ma a dire il vero, dopo un po’ neanche ci si bada e alla lunga non influisce particolarmente sul comfort di guida. Su cosa, invece, si poteva fare di più è probabilmente sulla visibilità offerta dagli specchietti laterali. Sebbene rinnovati e con maggiore possibilità di regolazione rispetto al passato, non offrono ancora un livello di fruibilità ottimale.

Conclusioni

Se siete alla ricerca di un mezzo dalla doppia anima, che vi consenta di non rinunciare agli istinti sportivi e che sappia essere anche una veloce (divertente) e fidata compagna di viaggio, la Z1000SX di sicuro non vi deluderà: motore perfetto per il genere di moto, di quelli che si fanno amare in fretta, ciclistica solida, dotazione elettronica efficace e completa… oltre a una bella dose di fascino, che non guasta mai. Un’alternativa decisamente di carattere e con una maggiore propensione a macinare strada, rispetto all’altra giapponese protagonista del segmento, Suzuki GSX-S 1000 F.
La nuova Kawasaki Z1000SX sarà disponibile nelle concessionarie a partire dalla fine dell’anno in 3 colorazioni: Candy Lime Green/Metallic Carbon Gray, Metallic Spark Black/Metallic Graphite Gray,Candy Burnt Orange/Metallic Carbon Gray. Prezzi ancora in via di definizione.

Abbigliamento tecnico utilizzato

Casco X-Lite X-702 GT
Giubbotto Alpinestars Enforce Drystar
Guanti Alpinestars WR-V Gore-Tex
Stivali Alpinestars Alpinestars New Land Gore-Tex
Jeans tecnici Motto Wear

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Autore: Diego D'Andrea

Tag: Test , quadricilindriche , test , prove


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