Attualità e Mercato

pubblicato il 21 ottobre 2016

La moto è tua e la usa solo chi dici tu...

Una sentenza della Cassazione mette in guardia i proprietari di veicoli

La moto è tua e la usa solo chi dici tu...

Prestate la moto a qualcuno e in quella circostanza viene multato: siete responsabili in solido, questo lo sapete. L'obbligato in solido è chi è tenuto al pagamento di una sanzione pecuniaria senza aver materialmente partecipato alla violazione. La moto è vostra, ma guidava un altro: se il conducente non paga, pagherà il proprietario. Ma la Cassazione va ad analizzare una questione più delicata e complessa.

Con patente sospesa

Che succede, invece, se qualcuno usa la vostra moto senza chiedervi il consenso e per giunta con patente sospesa? Siete ugualmente responsabili in solido: se il guidatore non salda il debito, dovrete pensarci voi. Questo il primo principio della sentenza della Cassazione 20072/2016. Se si è arrivati sino al terzo grado di giudizio, significa che le cose non erano chiare abbastanza.

Come “uscirne vivi”

La Cassazione spiega anche come “uscirne vivi”. Ossia, se non prestate la moto, come dimostrare il mancato consenso all’utilizzo del veicolo: dovrete fornire prova che la circolazione sia avvenuta contro la vostra volontà, “con un comportamento concreto, idoneo e specificamente rivolto a vietare la circolazione”.

Traduzione

Tradotto dal linguaggio degli ermellini, serve un "no!" assoluto e totale all’uso della moto, magari con testimoni, o per iscritto. Per non andare nei guai, il mancato rinnovo dell’assicurazione, la mancata revisione e la custodia delle chiavi del veicolo in un cassetto dell’ufficio non sono sufficienti a configurare “cautela idonea” da parte del proprietario.

Autore: Redazione

Tag: Attualità e Mercato , multe


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